Nelle Marche

Il Gruppo Fedrigoni traina la ripresa del polo della carta

L'ad Nespolo: «Carta Fabriano diventerà brand mondiale per la qualità»

di Michele Romano


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L'unico distretto marchigiano che, nei primi sei mesi di quest'anno, si presenta con un valore positivo dell'export è quello della carta (+5,8% per il centro studi di IntesaSanpaolo)

3' di lettura

L’unico distretto marchigiano che, nei primi sei mesi di quest’anno, si presenta con un valore positivo dell’export è quello della carta (+5,8% per il centro studi di IntesaSanpaolo): un segno di ottimismo per un comparto che ha radici storiche profonde, una produzione di altissima qualità (tanto da candidare la carta filigranata a bene immateriale dell'Unesco, ndr.) ma soffre più degli altri per la piccola dimensione delle sue aziende (103 su 166 hanno meno di 9 addetti), concentrate a cavallo tra le province di Ancona e Macerata, e per le fluttuazioni dei mercati esteri.

La conferma di un distretto in ripresa arriva soprattutto dal Gruppo Fedrigoni, controllato al 90% dal fondo statunitense Bain Capital e i cui numeri incidono profondamente sui risultati dell’intero distretto cartario regionale: il fatturato globale, nel primo semestre 2019, è cresciuto a 1,2 mld. (+1,3% rispetto allo stesso periodo 2018), con i siti marchigiani dell’ex Cartiere Milani-Fabriano capaci di crescere nel 2019 del 4% nei volumi di produzione mantenere sostanzialmente stabili i volumi di produzione (circa 200 mila tonnellate l’anno), nonostante le ampie oscillazioni che subisce la stampa di cartamoneta, che ancora rappresenta un settore “core” ma è anche quello più fluttuante, per via dell’esito delle aste in giro per il mondo.

Da tre anni, ad esempio, non si stampano più euro, ma taka bengalesi e lire turche fino a fine 2020: così, se da un lato l’azienda continua a cercare nuove commesse, dall’altro sonda attraverso la società di consulenza Poyry la disponibilità di player internazionali interessati all’acquisizione del solo asset banconote e sicurezza.

Banconote a parte, le Marche restano comunque centrali nelle strategie del gruppo Fedrigoni, che occupa complessivamente 620 addetti nei 4 siti della regione. Uno a a Vetralla dove ha sede lo storico stabilimento delle Cartiere Miliani, potenziato con l'entrata in funzione di una macchina dedicata sia alla fabbricazione di carte artistiche di pregio, sia di carta moneta, la cui produzione prevede l'uso del cotone; uno nella frazione di Rocchetta, con il centro logistico che serve tutta l'Italia centrale; uno a Pioraco, che da qualche settimana produce anche Arena, nuova gamma di carte e cartoncini bianchi appena lanciata sul mercato e realizzata finora solo a Verona e Varone, considerati i due stabilimenti di eccellenza del gruppo. Il quarto a Castelraimondo, per gli articoli cartotecnici.

Entro febbraio 2020 è previsto il closing per l’acquisizione della società Ritrama (215 addetti nello stabilimento di Sassoferrato), operazione che rafforza il business della produzione di etichette autoadesive e per grafica pubblicitaria, settore in grandissima crescita e dove Fedrigoni ora si posiziona tra i top player in Europa. Un’operazione che allunga la campagna di acquisizioni in giro per l’Europa, che avvicinano il gruppo verso la quotazione in Borsa. «Quello che sta nascendo nelle Marche è un polo produttivo con oltre 800 dipendenti – spiega l’ad del gruppo Fedrigoni Marco Nespolo - il nostro è un piano di crescita aggressivo in 4 anni, con investimenti per 40 milioni, di cui una fetta consistente solo nel 2020 pari a 12,1 milioni è destinata alle Marche per strutture e macchinari per ottimizzare i processi, espandere la logistica, razionalizzare i consumi di energia e spingere sulla sostenibilità». L’obiettivo è chiaro: «fare della carta Fabriano, che ha 750 anni di storia, il primo brand mondiale per le carte d’arte professionali, per la scuola, gli hobby e l’ufficio, sfruttando al meglio know how e strumenti unici al mondo». Insomma, più carte speciali per la stampa e il luxury packaging, «business che diventerà sempre più centrale». Buona notizia anche per gli scatolifici marchigiani che realizzano, tra le altre, confezioni di lusso per il distretto fermano-maceratese delle calzature di alta gamma e della pelletteria.

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