mercato dell’arte

Il Gruppo Finarte punta su moto storiche, corsa e auto Mille Miglia

di Silvia Anna Barrilà e Marilena Pirrelli


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Asta di Arte Moderna e Contemporanea – 27 novembre 2017. Lot 68. Stefano Arienti, Turbina, 1986, stima € 6.000-8.000, Venduto per € 25.000 RECORD D'ARTISTA

4' di lettura

Il 2017 ha segnato una tappa storica per la casa d'aste Minerva , che è stata acquisita dal Gruppo Finarte . Il fatturato di questo primo anno è stato di 10.486.677 euro grazie alla vendita di 3.456 lotti in 15 aste. Le percentuali di venduto sono state del 60% per lotto e 70% per valore, il prezzo medio di 5mila euro per Finarte e 2.500 euro per Minerva. Il settore a più alto aggiudicato è stata l'arte moderna e contemporanea, ma il lotto più caro dell'anno è stato un libro antico, il «Sidereus Nuncius» di Galileo Galilei (Venezia 1610), venduto a 400.000 euro da una stima di 200-250.000 euro. È il secondo prezzo più alto per un libro antico venduto in Italia. Ecco il commento di Fabio Massimo Bertolo, ad di Minerva e ora anche di Finarte.

Com'è andato l'anno 2017 rispetto al 2016?
Il 2017 ha rappresentato un momento di svolta decisivo per il futuro di Minerva e Finarte: l'acquisizione di Minerva da parte di Finarte e la progressiva fusione in atto tra le due case d'asta costituisce un'assoluta novità nel panorama frammentato italiano, il segnale di una scelta strategica volta a creare un solido Gruppo nazionale con forti ambizioni internazionali. Il gruppo di appassionati imprenditori, capitanati da Rosario Bifulco, che insieme ad uno staff giovane e motivato costituisce l'attuale Finarte, ha trovato la sua complementare sinergia nel team Minerva, che ha alle spalle 10 anni di vendite all'asta in tutti i settori del collezionismo e una solida professionalità riconosciuta. Insieme quest'anno abbiamo raggiunto 10,5 milioni di fatturato, superando di poco il risultato dello scorso anno, ma consolidando una leadership che in alcuni settori è assoluta (vedi Libri e autografi).

Quali segmenti crescono e quali calano?
I settori in maggiore crescita del Gruppo Finarte-Minerva sono l'Arte Moderna e Contemporanea, i Gioielli e i Libri e Autografi. Nel 2018 introdurremo due categorie di vendite nuove, legate alle Automotive: una vendita di moto storiche e da corsa a marzo e una di auto d'epoca legate alla Mille Miglia (il 14 maggio), proprio nella settimana della Mille Miglia.

Qual è la percentuale di acquirenti stranieri? Da quali nazioni? In quali aste partecipano maggiormente e che cosa comprano?
I clienti stranieri partecipano diffusamente a tutte le aste, in una percentuale media pari al 15-20%. Provengono da Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Germania, Israele e Russia. Sono interessati ai dipinti antichi, ai gioielli, ai libri, agli autografi e molto alla fotografia.

Ecco i top lot del gruppo Finarte

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Qual è la fascia di prezzo in cui vendete di più?
La fascia di prezzo media si assesta tra i 1000 e i 5000 €.

Come cresce il mercato online? Che tipo di lotti si vendono sul web e in che fascia di prezzo?
Anche quest'anno l'online cresce a due cifre, intorno al 20%; si vende molto bene la fotografia, il Moderno, i libri e i gioielli, per una fascia di prezzo che oscilla dalle poche centinaia di euro a valori anche consistenti, sino a 150.000 €. Stiamo assistendo ad un progressivo spostamento verso l'online anche di fasce di pubblico italiano solitamente attivo in sala o ai telefoni, ma che ormai prediligono l'online come scelta di comodo: possono starsene tranquillamente al loro pc di casa o di lavoro e biddare in asta, senza distrazioni o interruzioni.

Quali sono i pro e i contro che avete incontrato nell'applicazione della nuova legge sulla circolazione delle opere d'arte all'estero (L. 4 agosto 2017, n. 124)?
Purtroppo la mancanza di decreti attuativi non ha reso applicabile la legge, che rimane ancora una bella promessa non tradottasi in realtà.

Quali effetti potrebbe avere sulla vostra attività l'ipotesi d'introduzione del capital gain sull'arte, proposta alla Camera nella manovra di Bilancio, ma poi cassata?
Il capital gain e tutte le varie ipotesi di tassazione sul segmento dell'arte sono assolutamente devastanti, per un mercato ancora troppo ristretto e non consolidato a sufficienza. Oltre l'indubbia difficoltà nel dimostrare che ci sia stata davvero speculazione (come valutare le opere ereditate o acquistate oltre 20 anni fa?), il provvedimento non farebbe che deprimere e contrarre ulteriormente il nostro giro di affari, senza riuscire a colpire efficacemente i veri speculatori del settore; ci auspichiamo tutti che ogni possibile intervento venga concordato con gli addetti ai lavori, per capire bene cosa e come si possa intervenire in un settore, ripeto, costituzionalmente molto debole e soggetto agli umori del momento.

Il disegno di legge AS2864 al Senato, che riforma la disciplina sanzionatoria in materia di reati contro il patrimonio, prevede una pena per mendaci dichiarazioni in sede di esportazioni di beni culturali e un aumento delle pene per i reati di furto di beni culturali, appropriazione indebita di beni culturali, ricettazione di beni culturali, riciclaggio di beni culturali, illecita detenzione di beni culturali, violazioni in materia di alienazione di beni culturali, uscita o esportazione illecita di beni culturali, contraffazione di opere d'arte, attività organizzate per il traffico illecito di beni culturali. Se questo disegno di legge verrà ripreso dal prossimo governo in che modo potrebbe influire sulla vostra attività?

Ogni normativa che contribuisca a spazzar via il mercato illecito o pratiche illecite non può che essere la benvenuta, dal mio punto di vista. È importante però adeguare il sistema alle necessità della modernità, aggiornare le leggi più costrittive aprendole in senso europeo e internazionale per riportare il mercato italiano a livello internazionale. Se il mercato italiano assumesse un volto più moderno ed efficiente, sono certo che tanti reati e illeciti scomparirebbero: è necessaria maggiore semplicità, efficienza e trasparenza, questo sarebbe il vero antidoto contro l'illegalità, più di tante leggi e revisioni di pene. Un mercato con regole nuove non avrebbe bisogno di sotterfugi illegali per svilupparsi, regole misurate e controllate sul modello di altri paesi europei.

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