TECNOLOGIE

Il gruppo Focchi sbarca negli Usa e «veste» i grattacieli di Manhattan

di Ilaria Vesentini

Battersea Power Station

3' di lettura

Dopo aver rivestito con le sue facciate continue a prova di bomba la Borsa di Londra e i mega magazzini Marks & Spencer di Manchester e aver realizzato la più grande parete sospesa in vetro in Italia nel quartier generale Pirelli a Milano, il gruppo riminese Focchi sbarca a New York per conquistare la Grande Mela con tecnologie e design made in Italy.

«Fare impresa in Italia è difficile, l’edilizia continua a essere un mercato malato in cui si lavora sotto la pari. Investirci ha il sapore dell’accanimento terapeutico.

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Oggi noi realizziamo quasi il 90% del nostro fatturato in Inghilterra, ma i timori per la Brexit hanno accelerato la decisione di focalizzarci su nuovi mercati. Gli Stati Uniti nel campo dell’architettura offrono un potenziale enorme», spiega Maurizio Focchi, ad del gruppo familiare Focchi di Rimini, 103 anni di storia alle spalle, prima nella carpenteria metallica, poi negli infissi e, dal 1975 nelle facciate continue. E nella nicchia degli involucri per i grandi progetti di architettura Focchi sta crescendo a un ritmo vertiginoso: +20% quest’anno, +70% la previsione per il 2018, grazie ai sette cantieri aperti quest’anno oltremanica cui si è aggiunto recentemente la spettacolare Battersea Power Station di Londra, 2 milioni di metri quadrati di spazi con 253 residente sopra la futura sede londinese di Apple.

I principali progetti del gruppo Focchi

I principali progetti del gruppo Focchi

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«Per ora l’effetto Brexit non ha dato gli scossoni che temevano e non c’è stata caduta del mercato immobiliare. Prevediamo di chiudere quest’anno a 65 milioni di fatturato e sfiorare i 100 milioni nel 2018. Ma i timori restano – conferma Focchi – e dobbiamo muoverci per tempo perché ci vogliono almeno tre anni nel nostro settore per farsi conoscere e riconoscere dal cliente come partner affidabile. Noi non esportiamo un manufatto, diventiamo partner locale di ogni mercato locale».

Da qui la scelta del gruppo di partire da Manhattan, con una nuova sede in Madison Avenue, per conquistare la fetta più qualificata dell’edilizia oltreoceano. A fungere da “vetrina” per gli americani del saper fare romagnolo (progettazioni ingegneristiche che si traducono in realizzazioni artigianali su misura) «sarà la nuova pelle di un grattacielo molto sofisticato che sorgerà sulla High Line, caratterizzato da un complesso gioco di vetri per tagliare e riflettere la luce come diamanti», precisa l’ad, che conta dopo New York di esplorare anche gli altri Stati americani e non esclude - come fu fatto nei sette anni di cantieri a Singapore - di aprire anche uno stabilimento negli Usa per agevolare il lavoro di assemblaggio delle pareti continue.

La necessità di presidiare i mercati esteri resta peraltro finalizzata alla volontà della famiglia Focchi di valorizzare i talenti italiani (160 i dipendenti in patria contro i 20 a Londra) e il made in Italy (anche attraverso il sostegno alle pellicole cinematografiche, tra cui “Ammore e Malavita” ora in concorso al cinema di Venezia). Focchi ha infatti firmato il salvataggio della trentina Premetal (finita in concordato), oggi Iamec Srl, una nuova iniziativa industriale nell’ambito delle tecnologie metalliche,impegnandosi ad assumere nella sede di Rovereto 35 operai, 25 dei quali già entro il prossimo dicembre. Un investimento di circa 5,5 milioni di euro per diversificare il business del gruppo anche nei sistemi modulari misti legno-acciaio mirati all’edilizia prefabbricata sostenibile e antisismica.

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