Energia/2 - La fabbrica di Stellantis

Il gruppo italo francese sceglie Termoli e punta a rafforzare la filiera

di Filomena Greco

2' di lettura

Alla fine sarà Termoli, nella fabbrica dove si producono motori a benzina per Stellantis, e non Melfi, come si pensava possibile, anche alla luce dell’annuncio del ruolo centrale dello stabilimento lucano nel piano di elettrificazione annunciato dal ceo Tavares nelle settimane scorse. La futura gigafactory del Gruppo italo-francese dunque sarà realizzata in Molise con un investimento stimato di circa un miliardo e mezzo. Si affiancherà agli altri due poli del Gruppo in Francia e in Germania e soddisferà il fabbisogno di sistemi di trazione elettrici per le future produzioni del Gruppo.

L’Italia avrà dunque al Centro-Sud un polo di produzione di batterie al litio, accanto alle aree di assemblaggio di tecnologie per la trazione elettrica acquistate da altri player, come già avviene ad esempio a Mirafiori e come sarà nei prossimi mesi nello stesso stabilimento di Melfi, su una delle due linee da riconvertire in vista dei nuovi assetti produttivi. Questo passaggio industriale potrà avere ripercussioni interessanti anche sulla filiera italiana dell’automotive e sui componentisti, specializzati sulle produzioni di motori endotermici e sistemi collegati. Si tratta di una fetta dell’indotto che dovrà riconvertirsi, esattamente come farà la stessa fabbrica di Termoli – 2.400 addetti – che produce in media 360mila motori all’anno. Con il polo delle batterie a Termoli e la fabbrica di Melfi che ha in Italia i volumi di produzione più alti, l’intera area “promette” di essere al centro della strategia di elettrificazione del Gruppo

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La partita di un polo Made in Italy delle batterie sembra possa orientarsi verso una collaborazione tra privato – Stellantis – e pubblico, con risorse una tantum destinate alla missione industriale. Lo stesso Pnrr mette a disposizione un miliardo destinato a «Rinnovabili e batterie», parte del quale potrebbe essere riservato al sostegno del progetto della Gigafactory di Stellantis. Ma le risorse del Recovery Plan potrebbero non essere le uniche in campo visto che l’Europa ha varato il nuovo progetto sulla European Battery Innovation da 2,9 miliardi che vede in prima fila proprio Stellantis, accanto a Bmw, Tesla e tra gli altri Enel X, Solvay, FPT Industrial, Fiamm.

L’Europa dunque dovrà accelerare per sviluppare nuove tecnologie, a maggiori performance e sostenibilità rispetto ai prodotti esistenti e provenienti dal in prevalenza dal Far East. E in questa “corsa” industriale le imprese dell’indotto automotive dovranno agganciare i nuovi trend e inserirsi nelle nuove filiere dell’elettrico. Avere il polo di Melfi focalizzato sulla produzione di veicoli elettrici e la gigafactory di Stellantis in un’area vicina come Termoli potrà essere un vantaggio per i produttori italiani e del Sud Italia.

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