La gara

Il gruppo Tata compra Air India per 2,4 miliardi di dollari

La holding del conglomerato indiano si è aggiudicato la gare per l’acquisizione della compagnia di bandiera da tempo in difficoltà finanziarie

(Reuters)

3' di lettura

L’avevano fondata nel 1932 e ora tornano proprietari. Tata Sons, la holding del conglomerato indiano che spazia dalle auto agli aerei, ha vinto la gara bandita dal governo per l’acquisizione della compagnia di bandiera Air India, che versa da tempo in gravi difficoltà finanziarie.

Il perfezionamento dell’operazione tra il governo e Talace Pvt Ltd, la sussidiaria del gruppo Tata che ha vinto la gara, dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno. Il governo indiano inoltre sta vendendo anche una quota del 50% in Air India SATS Airport Services, che fornisce servizi di trasporto merci e di assistenza a terra. Tata possiede anche Jaguar Land Rover e Tetley Tea, il 51% della compagnia aerea indiana Vistara e l’84% di AirAsia India.

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Air India ha una flotta di circa 120 aeromobili, oltre a 4.400 slot di atterraggio e parcheggio negli aeroporti nazionali e 1.800 slot negli aeroporti stranieri. La compagnia aerea fornisce il 50% di tutti i voli internazionali dall’India. Al 31 agosto, la compagnia ha accumulato un debito totale di 615,62 miliardi di rupie. Tata si farà carico di circa un quarto di questo debito, ovvero 153 miliardi di rupie, mentre il resto sarà trasferito su un veicolo speciale.

Il governo indiano aveva messo in vendita la compagnia che versa in gravi difficoltà finanziarie, dopo il clamoroso fallimento di un primo parziale tentativo di privatizzazione, a gennaio del 2020.

Per la famiglia Tata si tratta di un ritorno. Il gruppo con sede a Mumbai aveva infatti fondato la compagnia aerea nel 1932 per poi perderne il controllo nel 1953 quando la società fu privatizzata.

L’operazione dovrebbe essere completata entro dicembre. Air India è stata fondata come Tata Airlines da Jehangir Ratanji Dadabhoy Tata, uno dei membri di punta della famiglia e pioniere dell’aviazione indiana e salutando l’operazione su Twitter Ratan Tata, presidente emerito di Tata Sons ha scritto “Bentornata, Air India” ricordando come decenni fa “Air India sotto la guida di JRD Tata aveva guadagnato la reputazione di una delle compagnie aeree più prestigiose al mondo” auspicando che ora potrà “ riconquistare l’immagine e la fama di cui godeva in passato”. Attualmente, il gruppo Tata gestisce già altre due compagnie aeree: Vistara in collaborazione con Singapore Airlines e la low cost AirAsia India in collaborazione con la malesiana AirAsia.

L’operazione è inoltre rivendicata come un successo dal premier Narendra Modi che riesce a cedere una società costata in media 3 milioni di dollari al giorno al contribuente indiano negli ultimi 10 anni.

Dopo un primo tentativo nel 2018, che non aveva visto possibili acquirenti, il governo di Nuova Delhi aveva avviato un nuovo processo di cessione di Air India nel dicembre 2020, ricevendo quattro offerte: la scelta finale, secondo quanto riportato dai media, è avvenuta fra la famiglia Tata e Ajay Singh della low cost SpiceJet. La ripresa della compagnia non sarà comunque semplice visto che Air India ha accumulato perdite di oltre 700 miliardi di rupie e il rosso è pari 200 milioni di rupie al giorno. La vendita di Air India - che vola verso quasi 100 destinazioni e conta 13.500 dipendenti - è presentata come una delle riforme chiave dal governo di Narendra Modi, che sta cercando di vendere quote nelle principali società controllate dallo Stato per ridurre il deficit fiscale.

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