Rinnovabili.

Il gruppo Undo fa rotta sull’eolico e avanza in Puglia

L'azienda laziale, alla quale fanno capo 44 impianti di proprietà, pronta a chiudere due nuove operazioni affiancata da Iccrea BancaImpresa. Il fatturato a quota 18 milioni nel 2020

di Celestina Dominelli

L'azienda laziale, alla quale fanno capo 44 impianti di proprietà, pronta a chiudere due nuove operazioni affiancata da Iccrea BancaImpresa. Il fatturato a quota 18 milioni nel 2020


3' di lettura

L’ultima mossa in Puglia con un’operazione che segna il debutto nel settore eolico e nella Regione in cui il gruppo è più presente dopo le Marche con sei centrali fotovoltaiche (e un’altra sarà acquisita a stretto giro). Così, con l’aggiunta dei due nuovi impianti, il gruppo laziale Undo, attivo nel settore delle energie rinnovabili e nell’elettronica di precisione, arriverà a sviluppare una potenza energetica complessiva che, idealmente, potrebbe illuminare una cittadina di 13mila abitanti.

Un traguardo non da poco per un’azienda nata nel 2008 a Tivoli, con un capitale di 4800 euro, grazie all’intraprendenza di tre amici di infanzia neolaureati, Umberto Deodati, Daniele Pistoia e Giuseppe Monaco, che hanno deciso di non seguire le attività di famiglia e di investire nell’energia rinnovabile. «Siamo partiti - spiega Deodati al Sole 24 Ore negli uffici della nuova sede di Undo, a Guidonia, che occupa un’area di 10mila metri quadri - acquisendo i primi impianti tra Roma, Tivoli e Guidonia e ora al gruppo, che è articolato in tre diverse holding (Madre, Ancora e Undustriae), fanno capo 44 centrali di proprietà nel centro-sud che diventeranno 55 nei primi sei mesi del 2020 e che spaziano da Milano a Ragusa».

Insomma, una crescita importante resa possibile anche dal sostegno che Undo ha trovato sul versante della provvista bancaria dove, a fare da spalla al percorso di consolidamento dell’azienda, è stato il gruppo bancario cooperativo Iccrea, con il suo braccio corporate Iccrea BancaImpresa. «Nel 2013 - prosegue Deodati - abbiamo realizzato con Iccrea la prima operazione strutturata per acquisire degli impianti fotovoltaici e, da allora, la banca ha continuato a supportarci con la sua expertise finanziaria e ha sostenuto finora complessivamente progetti per 8,3 milioni di euro».

Le ultime due operazioni realizzate in asse con il gruppo bancario presieduto da Giuseppe Maino e diretto da Mauro Pastore risalgono all’estate scorsa: la prima da 2,2 milioni di euro, è stata messa in pista a Ragusa per l’acquisizione di due società e la conseguente installazione di due impianti su tetto per un progetto che produce annualmente circa 1,1 milioni di kilowattora di energia elettrica pulita (equivalente al consumo annuo di circa 400 famiglie). La seconda, invece, due minibond da 4 milioni di euro emessi da una delle controllate (Madre Holding): con i prestiti obbligazionari, sottoscritti da Iccrea BancaImpresa, Zenit Sgr e Banca Popolare del Lazio e quotati su ExtraMot Pro - il segmento di Borsa Italiana dedicato alla quotazione di obbligazioni delle piccole e medie imprese -, si sono raccolte risorse per raddoppiare la potenza prodotta dal gruppo arrivando così a 20 megawatt di piccole dimensioni.

Sempre Iccrea BancaImpresa affiancherà poi i tre imprenditori romani nelle due nuove operazioni in programma in Puglia: una centrale fotovoltaica da 800 kilowatt di picco a Gallipoli e un impianto eolico di analoga potenza vicino Foggia, il primo, come detto, in questo comparto nella storia di Undo. Che stima di raggiungere, per tutto il business dell’energia, un fatturato di circa 10 milioni di euro nel 2020, circa il doppio del 2019 e con un incremento continuo da qui ai prossimi cinque anni. Mentre per l’intero gruppo l’asticella si è attestata, nel 2019, a 13,5 milioni e toccherà quota 18 milioni, a fine anno, includendo anche l’apporto della meccanica di precisione. «Nel 2016 - prosegue Deodati - abbiamo rilevato il ramo di un’azienda simbolo del settore (Meccatronica) che era però finita in cattive acque per una serie di vicisittudini finanziarie. L’abbiamo ristrutturata e abbiamo messo in campo un piano di forti investimenti che ha risollevato il fatturato della società, portandolo da zero a 7 milioni nel 2019, e che ha fatto crescere il numero di dipendenti fino agli attuali 55». Un altro tassello cruciale, dunque, che si è ritagliato uno spazio significativo non solo nei settori dell’aeronautico, dell’aerospazio e della difesa (dove annovera committenti come Leonardo ed Elettronica, solo per citarne alcuni), ma anche nel biomedicale e nell’automazione postale: tra i clienti finali che utilizzano i prodotti fabbricati da Meccatronica figura anche il colosso statunitense del commercio elettronico Amazon.

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