moda junior

Il Gufo punta su Russia e Ucraina. L’Ad Chiavelli: «Qualità e sostenibilità sono prioritarie»

di Marta Casadei

2' di lettura

Il Gufo continua a guardare all’estero e stringe il focus con due mercati importanti, tornati alla crescita dopo un biennio difficile: Russia e Ucraina. L’azienda di moda junior, fondata da Giovanna Miletti ad Asolo negli anni 80 e oggi gestita dai figli Guido e Alessandra Chiavelli, aprirà a giorni la prima boutique a Mosca, in un indirizzo storico come il Petrovski Passage, e debutterà con un negozio monomarca a Kiev, all’interno del Mandarin Plaza Maison.

Il Gufo deve il 45% del fatturato, 30 milioni stimati a fine 2017 contro 28,8 milioni del 2016, ai mercati stranieri e Russia e Ucraina sono ai primi posti: le vendite nei due Paesi sono salite del 50% rispetto allo scorso anno. «La Russia è il nostro primo mercato con una quota export del 30% circa e non ha mai avuto crolli – spiega Alessandra Chiavelli, amministratore delegato -. Nell’ultimo biennio alcuni clienti si sono dimostrati più prudenti, certo. Le relazioni con i nostri partner però sono sempre state e restano molto solide».

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Alessandra Chiavelli al momento si trova in realtà a New York, un’altra città chiave per il business del Gufo che ha aperto il proprio monomarca a Manhattan, su Madison Avenue, nel 2011: «Il punto vendita è in crescita costante: ha chiuso l’anno con un incremento del 30%. Vorremmo cambiare location per aggiungere spazio e, successivamente, aprire un altro store in città, nel quartiere di SoHo».

L’azienda veneta conta 12 negozi monomarca di cui sei in Italia, oltre a undici corner (concentrati nel mercato domestico) e 500 punti vendita multimarca in oltre 30 Paesi. «Nel 2017 tutti i canali di vendita hanno registrato un incremento – continua l’ad –. In particolar modo l’e-commerce. Il nostro focus è sul retail: sigleremo a breve un contratto per aprire a Londra».

L’azienda, negli ultimi anni, ha innalzato il posizionamento, andando incontro alle esigenze di una clientela più attenta e consapevole: «Il nostro cliente piuttosto compra un capo in meno, ma vuole la massima qualità», chiosa Chiavelli. Che aggiunge: «Tra le nostre priorità c’è inoltre la sostenibilità: sia nei negozi, dove impieghiamo materiali naturali e a prova di bambino, sia nelle collezioni, evitando elementi potenzialmente dannosi e optando per colorazioni naturali».

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