Settore autostradale nella bufera

Il ko di Atlantia contagia galassia Gavio, pesa «rischio politico»

di Andrea Fontana

2' di lettura

Oltre al pesante ko di Atlantia, è tutto il settore autostradale a registrare forti perdite in Borsa soprattutto perché gli operatori ipotizzano che la tragedia del ponte Morandi possa portare a cambiamenti nella struttura delle concessioni e a
più alti costi in termini di investimenti per la manutenzione. Per quanto riguarda i titoli del gruppo Gavio, Sias eAutostrada Tomi - che hanno in concessione diverse tratte nel Nord Ovest tra cui la A4 Torino-Milano e il tratto Savona-Ventimiglia dell'Autostrada dei Fiori - perdono entrambe oltre il 7%. Giù
anche Autostrade Meridionali, sempre controllata dai Benetton attraverso Autostrade per l'Italia e titolare della concessione per l'A3 Napoli-Pompei-Salerno, che arretra del 3%.

Al di là del fatto che la revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia sia per il momento ritenuta poco probabile così come non viene ritenuto credibile una mancata messa in gara delle concessioni in scadenza, il rischio più concreto allo
stato attuale - per le società del settore -è ritenuta «la richiesta di maggiori investimenti in manutenzioni non remunerati attraverso gli aumenti tariffari», scrive Equita Sim secondo cui «l'incidente di Genova peggiorerà nei prossimi mesi il rischio politico per il settore autostradale nel suo complesso». Sul tema della revoca e dell'affidamento delle concessioni comunque il vicepremier, Luigi Di Maio, è tornato questa mattina a sottolineare che il ritiro della concessione ad
Aspi verrà avviato e che non si aspetta il pagamento di penali: «I venti miliardi di penale si devono pagare quando si straccia un contratto senza motivazione. Qui stiamo parlando di un contratto ad Autostrade per l'Italia che prevedeva degli obblighi che per noi non sono stati rispettati; si deve retrocedere alla concessione» ha detto a Radio24. Inoltre Di Maio ha ventilato l'ipotesi di una
gestione pubblica della rete autostradale: «Se i privati non sono in grado di gestire una parte di strada, interverrà il pubblico. Vedremo con quali forme nei prossimi mesi, adesso abbiamo il ritiro della concessione».

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)


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