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Il lascito di László Moholy-Nagy in mostra da Hauser & Wirth

di Silvia Anna Barrilà

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4' di lettura

Nel mondo dell'arte è noto come direttore della fiera Art Cologne. Ma Daniel Hug è anche il nipote di László Moholy-Nagy, pittore e fotografo esponente del Bauhaus, nato in Ungheria nel 1895 e scomparso a Chicago nel 1946. La madre di Hug, infatti, Hattula Moholy-Nagy, è la prima figlia di László, nata nel 33 dalla seconda moglie Sibyl. È lei a capo sia della Moholy-Nagy Foundation, creata nel 2003 a a Ann Arbor in Michigan per promuovere il catalogo ragionato e il lavoro di Moholy-Nagy attraverso mostre e pubblicazioni, sia del lascito, composto da circa 400 opere di cui la maggior parte fotografie. Daniel Hug, che è nato nel ‘68, non ha conosciuto il nonno, ma è coinvolto nell'amministrazione del lascito.

In che modo?
Sono nel board della fondazione. Mia madre ha 83 anni, per cui mio fratello e io stiamo gradualmente subentrando a lei.

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Chi autentica?
Mia madre, in collaborazione con un team di esperti, curatori e storici dell'arte.

Ci sono spesso casi di falsi?
Capita, come per ogni artista, ma sono facilmente riconoscibili. Fortunatamente il lavoro è ben documentato. László Moholy-Nagy era molto bravo in questo.

La fondazione promuove l'arte contemporanea, per esempio attraverso residenze d'artista?
Non ancora, ma è un tema che mi interessa, eventualmente in futuro. Per ora offriamo solo piccole borse di studio per accademici.

Lavorate con una galleria in particolare?
Non c'è una galleria di riferimento, ma molte gallerie che trattano il suo lavoro - che va dalla pittura al design alla fotografia - sul mercato secondario. Tra queste Annely Juda a Londra, Gmurzynska a Zurigo, Andrea Rosen a New York per la fotografia a colori. Nel 2017 ci sarà una mostra da Hauser & Wirth a Londra, una nuova collaborazione.

Diventeranno loro gli unici rappresentanti del lascito?
Per il momento non si sa e non c'è un rappresentante esclusivo, ma non è detto che la cosa non cambi.

Che opere saranno esposte? Quale sarà la loro provenienza e il loro price range?
Ci saranno opere del periodo costruttivista e del periodo del Bauhaus, sia dipinti che opere prodotto con altri mezzi espressivi. La provenienza sarà varia ma la maggior parte proverranno dal lascito. Il price range non è ancora definito.

Come siete stati coinvolti nella retrospettiva che aprirà a febbraio 2017 al Lacma?
È una mostra itinerante iniziata lo scorso maggio al Guggenheim di New York. Si è appena conclusa la seconda tappa all'Art Institute di Chicago. La fondazione ha prestato opere e consulenza.

Ci parli del suo mercato e di come si sta sviluppando.
Il suo mercato è certamente in crescita. In confronto ad altri artisti della sua generazione, i suoi prezzi sono ancora bassi - a parte delle eccezioni come il dipinto da 6 milioni acquistato dal MoMA lo scorso novembre all'asta da Sotheby's e il fotogramma da 1,5 milioni venduto sempre da Sotheby's - ma sta cambiando. I suoi prezzi dovrebbero più alti, c'è ancora margine di crescita. Finora non ci siamo concentrati nel potenziare il suo mercato ma la sua eredità storica. Certamente negli ultimi 50-60 anni il suo mercato è cresciuto. Per esempio prima era difficile vendere i suoi dipinti tardi, degli anni 40, mentre ora c'è un mercato anche per quelli. Se prima costavano intorno ai 200.000 $, ora arrivano quasi al milione.

Quali sono le opere più richieste dal mercato?
Sicuramente le opere costruttiviste prodotte nei primi anni 20, prima del Bauhaus, sia i dipinti che i fotogrammi. Un piccolo dipinto di questo periodo due anni fa è stato venduto per 1,8 milioni di $. Per un grande dipinto non saprei dire il prezzo. Sono le opere che vennero esposte da Herwarth Walden alla galleria Der Sturm, la più importante a Berlino tra le due guerre.

E quanto è richiesto il periodo Bauhaus?
È molto importante. In qualche modo si sovrappone al periodo berlinese. Infatti è grazie al successo berlinese che Martin Gropius - che vide e ammirò la mostra da Der Sturm - invitò Moholy-Nagy a insegnare al Bauhaus. Sono due fasi dello stesso periodo produttivo.

Quali sono i prezzi dei suoi dipinti?
Quelli del periodo Bauhaus valgono più di un milione di $ fino a 2 o 3 milioni. I dipinti tardi del periodo di Chicago, quindi dopo il 1937, sono poco al di sotto del milione di dollari.

Quanto valgono le fotografie?
Ci sono due tipi di fotogrammi: gli originali degli anni 20, fatti senza macchina fotografica, ponendo semplicemente gli oggetti sulla carta fotografica, vanno dai 250.000 ai 450.000, a parte il record nominato prima da 1,5 milioni. E poi ci sono le fotografie dei fotogrammi fatte dallo stesso Moholy-Nagy, che vanno dai 60.000 ai 200.000 $. È molto difficile distinguere tra i due tipi, e lo stesso Moholy-Nagy non faceva distinzioni tra di loro, per cui a mio parere non è rilevante. Quello che importa è che siano nel catalogo ragionato pubblicato l'anno scorso.
Poi ci sono le fotografie normali, che vanno da 25.000 fino a 200.000 per i motivi più noti come quelli berlinesi, e i collage. Anche qui ci sono due tipi: i montaggi originali, molto rari sul mercato, e le fotografie dei montage, più frequenti perché di questi esistono i negativi.

E le fotografie a colori?
Sono molto poche le fotografie a colori vintage, ma abbiamo i negativi, per cui abbiamo deciso di stamparle e creare un'edizione, della cui vendita di occupa la galleria Andrea Rosen di New York.

Come mai una galleria d'arte contemporanea?
Ci sono molte gallerie d'arte contemporanea oggi che trattano artisti storici. László Moholy Nagy è considerato un artista moderno perché è morto nel 1946 a soli 51 anni. Josef Albers, invece, che era sette anni più vecchio di Moholy-Nagy, è considerato un artista contemporaneo perché è morto nel 1976. Se Moholy-Nagy avesse vissuto più a lungo, sono sicuro che sarebbe considerato anche lui un contemporaneo.

Come ha influenzato il suo rapporto con l'arte il fatto di avere un nonno come László Moholy-Nagy?
Certamente mi ha influenzato, sono cresciuto circondato dalle sue opere. Ma per un lungo periodo la mia idea era di lavorare con artisti della mia generazione. Adesso, a 48 anni, trovo molto bello che questi due mondi stiano confluendo.

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