MODELLI ORGANIZZATIVI

Il lavoro agile passaggio obbligato per il worklife balance

L’adozione di un modello di lavoro ibrido potrà essere vincente solo se le aziende si riorganizzeranno a livello di processo

di Gianni Rusconi

(AFPAFP)

4' di lettura

Si tornerà a lavorare in ufficio, ma nella maggior parte nei casi non sarà più come prima. Cambieranno infatti gli spazi e cambierà l’organizzazione stessa del lavoro, in particolare nelle grandi aziende che operano nel campo dei servizi. Il modello ibrido, in parte in presenza e in parte da remoto, è la soluzione che andrà per la maggiore e pone al management l’imperativo di superare gli effetti negativi che la Covid 19 ha lasciato qua e là: persone sempre più sotto pressione, spesso stressate e insoddisfatte, che pagano in molti casi l’incapacità della propria azienda di sganciarsi da modelli operativi statici e obsoleti.

La ricetta per superare questa impasse? Luciano Attolico, fondatore e Ceo della società di consulenza e formazione Lenovys e uno dei massimi esperti europei di lean thinking, ha illustrato la sua ricetta in un nuovo libro (“Strategia lean lifestyle - Lavorare e fare impresa con più risultati, agilità e benessere”, edito da Hoepli) in cui spiega i cardini dello stile di vita da adottare, dentro e fuori i confini aziendali, per vincere la sfida del “new normal”.

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L’evoluzione del lean thinking verso il lean lifestyle è il punto focale del cambio di approccio a cui sono chiamate le organizzazioni. La strategia operativa (mutuata dal mondo automotive) che prevede di eliminare gli sprechi trasformando il modo di realizzare prodotti e servizi deve necessariamente fare un passo in avanti perché, come ricorda Attolico, sono cambiate in corsa le regole del gioco.

Da una parte l’aumento esponenziale dell’invasività di e-mail, telefonate, riunioni e webinar all’insegna di un’interconnessione che non conosce barriere; dall’altra il fatto che molti lavoratori si sono assuefatti a un modus operandi in cui si sono consolidati comportamenti iperattivi e iper-frammentati, ed è particolarmente faticoso mantenere la lucidità e la concentrazione necessaria nelle attività che contano davvero.

L’effetto scaturito dall’acutizzarsi di queste tendenze non è ovviamente positivo: le persone, e quindi le aziende, non riescono ad esprimere il loro massimo potenziale possibile e coniugare risultati e benessere resta un’utopia. La soluzione per evitare inefficienza e demotivazione diffusa, secondo Attolico, parte dal mettere in sicurezza la vita lavorativa e privata delle persone, definendo piani di formazione che agiscano a livello di consapevolezza dei problemi e degli effetti causati dalle attuali modalità di lavoro e piani di apprendimento di metodi e strumenti di lavoro agile. A questi piani devono seguire progetti individuali e di team, supportati da un mentoring specifico, che consentano di passare all’azione e di monitorare con appositi indicatori il miglioramento dei risultati (aziendali e personali) ottenuti.

“Il modello lean - ha spiegato al Sole24ore.com il fondatore di Lenovys - è sempre stato applicato ai processi e non direttamente alle persone. Diventare snelli non è fare smart working come lo stiamo facendo oggi: la sfida è cercare un equilibrio fra benessere e lavoro, riorganizzando le abitudini individuali attraverso micro-scelte del momento. Le prestazioni non devono venire meno, anzi, ma vanno ottenute senza inseguire tutte le opportunità possibili, ma solo quelle a valore aggiunto. Serve dunque fermarsi e pensare strategicamente, mettendo a fuoco le cosiddette gold activity. E non è assolutamente scontato che tutti vi riescano”.

Il percorso che Attolico suggerisce di intraprendere (nel libro vi sono anche le testimonianze di imprenditori e manager di aziende come Sammontana, Siemens, Campari, Ferretti Group, Poste Italiane e varie altre) ha come prima tappa la consapevolezza. Ogni manager deve imparare a distinguere le azioni necessarie rispetto a quelle che rappresentano spreco, riprendendo il controllo delle proprie attività e decidendo consapevolmente se e come lasciare che interruzioni e flussi di comunicazione esterna influenzino l’agire.

Non si tratta semplicemente di gestire meglio e più efficacemente il proprio tempo, oppure di apprendere tecniche per aumentare il proprio focus, bensì di definire in maniera prioritaria (proteggendole da distrazioni e interruzioni) le attività essenziali per ottenere un migliore rendimento professionale e più benessere personale. Il tutto in modo congiunto. Nel libro non mancano esempi e metodologie “passo-passo” utili per iniziare ad applicare in autonomia i principi operativi del “lean lifestyle” e il consiglio di Attolico per chi è in cerca di un’operatività più snella quello di evitare di disperdere energie e tempo, rischio al quale il lavoratore intellettuale è più soggetto.

“Si è costretti a scegliere il corso delle proprie attività ora dopo ora e lo sforzo richiesto è quello di allenarsi a fare sempre la scelta giusta. Spesso ci si accorge troppo tardi che l’esperienza lavorativa sta diventando sofferenza, in modo silente, e occorre quindi focalizzarsi sul mettere a terra il potenziale in modo intelligente, a valore”. Il compito di divulgare i principi del vivere e lavorare agile è per forza di cose trasversale: se c’è bisogno di una presa posizione dei leader e delle figure apicali, è anche vero che chiunque può adottare queste tecniche e che ognuno può dare il proprio contributo e influenzare in modo pervasivo l'intera organizzazione.

Nel viaggio verso la smart company, osserva infine il Ceo di Lenovys, l’adozione di un modello di lavoro ibrido potrà essere vincente solo se le aziende si riorganizzeranno a livello di processo: la componente infrastrutturale (le piattaforme di collaborazione) vanno integrate nel modello organizzativo e le metodologie agili devono diventare un fattore indispensabile per il lavoro remoto per avere un’evidenza più chiara dei risultati da raggiungere, tagliando fronzoli inutili.

Non è un percorso breve, quello da compiere per arrivare allo status di lean lifestyle company. “Visione a medio e lungo termine e pragmatismo sperimentale nell’eseguire settimana dopo settimana modelli e procedure sono i concetti alla base di qualsiasi trasformazione”, assicura Attolico. E la pandemia lo ha dimostrato, “premiando chi ha dimostrato velocità di esecuzione e condivisione”.

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