«Smart working, better life»

Il lavoro agile piace anche ai dipendenti: uno su tre è più sereno e produttivo

di Claudio Tucci

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(BlendImages RM / AGF)


2' di lettura

Lo smart working piace non solo alle aziende, ma anche ai lavoratori: su un campione di 1.004 dipendenti è emerso che il 35% di questi è più sereno grazie a nuove forme di lavoro flessibile, contro il 15% dei lavoratori tradizionali, per l'opportunità di conciliare meglio vita privata e lavorativa e per la possibilità di un avanzamento più rapido di carriera. Il cosiddetto lavoro “agile”, infatti, consente di sviluppare maggiori abilità e conoscenze propedeutiche a un'evoluzione professionale che viene valutata “eccellente” dal 41% degli smart worker, rispetto al 16% degli altri lavoratori.

Il convegno
Questi i dati emersi al convegno «Smart work, better life», organizzato dal Centro Europeo di Studi Manageriali (Cesma) in partnership con Abbott e la School of Management del Politecnico di Milano, che si è tenuto in mattinata presso la Rappresentanza italiana della Commissione europea a Roma, alla presenza della ministra dalla Pa, Marianna Madia, e dell’europarlamentare, Lara Comi, vicecapogruppo del Partito Popolare Europeo. In Italia sono già 250mila i “lavoratori agili”, e ora con le nuove regole approvate a maggio dal Parlamento si immagina ci sarà una rapida crescita.

L’esperienza di Abbott
Con l’occasione è stato anche presentato il “case history” di Abbott Italia, sede italiana della multinazionale leader nel settore healthcare. Abbott, attraverso il progetto «Employment Offering», è una delle prime multinazionali del settore healthcare ad aver attivato forme di lavoro agile in Italia e ad aver implementato nuove possibilità nel welfare, in uno scenario dove solo il 5% delle grandi imprese incentiva servizi di questo tipo. Il progetto si è sviluppato in collaborazione con l’Osservatorio del Politecnico di Milano e il Cesma, sulla base di un’indagine condotta tra i dipendenti della società, per capire quali fossero le loro reali esigenze. La multinazionale ha messo in campo strumenti quali l’impiego del telelavoro domiciliare, part time verticale e orizzontale, orario di lavoro più flessibile, car sharing, convenzioni con negozi, ristoranti, lavanderie, palestre e asili nido. Per quanto riguarda il welfare, il 25% dei dipendenti ha utilizzato il budget allocato dall’azienda: il 43,5% delle risorse finanziarie è stato investito nelle spese scolastiche, il 34% in quelle mediche, il 10% in fondi pensione e il 3% in spese socio-assistenziali.

Stando ai dati rilevati dall’azienda, utilizzando il lavoro agile con un modello di adozione che preveda fino a un giorno a settimana di lavoro da remoto, se questo venisse fatto tutte le settimane i dipendenti avrebbero un risparmio sui costi di pendolarismo di circa mille euro l’anno, oltre ad un forte aumento della motivazione e soddisfazione dei dipendenti.

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