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Il Leone d’oro va a “All the Beauty and the Bloodshed”

La coppa Volpi per il miglior attore va a Colin Farrell, Cate Blanchett premiata come miglior interprete femminile. Il Premio Speciale della Giuria al regista iraniano Jafar Panahi

di Andrea Chimento

(AFP)

3' di lettura

Il Leone d'oro va a Laura Poitras: la grande documentarista americana, già vincitrice del premio Oscar per “Citizenfour”, ha alzato il premio più importante della Mostra del Cinema di Venezia 2022.
Il suo “All the Beauty and the Bloodshed” ha sbaragliato, un po' a sorpresa, la concorrenza: al centro del documentario c'è l'emozionante storia dell'artista e attivista di fama internazionale Nan Goldin e della sua battaglia per ottenere il riconoscimento della responsabilità della famiglia Sackler per le morti di overdose da farmaco.

Venezia, il red carpet della premiazione

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Attraverso diapositive, dialoghi intimi, fotografie rivoluzionarie e rari filmati, Laura Poitras ha firmato un documentario riuscito e appassionante, con cui potrebbe fare il bis ai prossimi Oscar. La vittoria del premio principale appare un po' generosa, ma indubbiamente “All the Beauty and the Bloodshed” è un prodotto di grande valore, tra i più intensi visti in concorso.

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Da evidenziare che è il terzo Leone d'oro consecutivo andato a una donna, dopo i successi di Chloé Zhao per “Nomadland” nel 2020 e di Audrey Diwan per “La scelta di Anne” nel 2021.

Gran Premio della Giuria e miglior regista

Una delle più belle sorprese del concorso veneziano ha invece vinto il prestigioso Gran Premio della Giuria: “Saint Omer” di Alice Diop, regista francese alla sua prima prova in un film di finzione. Un esordio potente e scritto magnificamente, incentrato su un processo che vede imputata una donna che ha ucciso la figlia di 15 mesi. Il film ha ottenuto anche il premio Luigi De Laurentiis per la miglior opera prima.Ancor più soddisfazione arriva dal premio per la miglior regia, andato a Luca Guadagnino per “Bones and All”, uno dei film più affascinanti della manifestazione e, insieme a “Blonde” di Andrew Dominik (purtroppo non rientrato nel palmarès), il più coraggioso da un punto di vista stilistico.La protagonista del lungometraggio di Guadagnino, Taylor Russell, ha vinto il premio Mastroianni come miglior interprete emergente.

Miglior attrice, miglior attore

La Coppa Volpi come miglior interpretazione femminile è stata assegnata alla straordinaria Cate Blanchett per “Tár” di Todd Field. L'attrice australiana ha superato un'ampia concorrenza di ottime prove: da Tilda Swinton per “The Eternal Daughter” a Ana de Armas per “Blonde”, passando per Trace Lysette in “Monica”.Il premio per il miglior attore è andato invece a Colin Farrell per “The Banshees of Inisherin” di Martin McDonagh, uno dei film migliori del festival che si è portato giustamente a casa anche il riconoscimento per la miglior sceneggiatura. Farrell ha offerto una delle prove più significative della sua carriera in questa pellicola, anche se per questo premio avremmo preferito la magnifica prova di Brendan Fraser in “The Whale” di Darren Aronofsky.

Premio Speciale della Giuria a Jafar Panahi

Una menzione a parte va al Premio Speciale della Giuria andato al potente “No Bears” di Jafar Panahi.Il grande regista iraniano è stato arrestato lo scorso luglio dal governo del suo paese per scontare la condanna a sei anni di reclusione inflittagli nel 2010, perché accusato di lavorare a film anti-regime.Nello stesso anno a Panahi era stato inoltre vietato di realizzare nuovi film, di viaggiare e di rilasciare interviste sia in Iran che all'estero per vent'anni con l'accusa di “propaganda contro il regime”: da quel momento l'autore ha girato in clandestinità, firmando lungometraggi notevoli come “This Is Not a Film” del 2011 o “Taxi Teheran” del 2015, con cui ha vinto l'Orso d'oro al Festival di Berlino. “No Bears” è però un lavoro ancora più importante e significativo, profondamente politico ma anche capace di riflettere sul potere del cinema: non poteva che rientrare nel ”palmarès.


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