Commissioni di intermediazione

Il lettore si accorda con il Banco sugli alti «costi d’intervento»

di Federica Pezzatti


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3' di lettura

Sono un lettore di «Plus24» gradirei ricevere una conferma da parte vostra sulla congruità dell'operazione effettuata con Banca Aletti (Gruppo Banco Bpm). In particolare vorrei farvi notare le spese di acquisto del titolo che a mio modesto avviso sono immorali.

Ho fatto controllare gli oneri dal mio riferimento interno alla banca che mi ha precisato quanto segue: «Il fixing del 1° agosto 2018 a 21,804 è abbastanza distante dal cambio applicato perché nel pomeriggio il cambio euro/peso messicano (mxn) è sceso verso 21,70».

L'addetto mi ha comunicato che l'operazione è stata passata alle 15.31 e «nel pomeriggio, come si vede nel grafico che ti allego, il cambio è sceso molto rispetto al fixing di metà giornata». Quello che mancava rispetto al 21,51 applicato era dovuto allo spread che la banca loro controparte nell'operazione di chiusura della valuta applicava per la transazione.

Per la valuta, così come per i titoli, esiste uno spread tra denaro e lettera che a seconda del tipo di valuta e della quantità della transazione, viene applicato dalla banca controparte.

Quindi la differenza tra il fixing visto da me nella giornata in questione ed il cambio applicato, secondo il mio referente, era del tutto fisiologico. «In merito ai 50,97 euro di spese applicate esse sono composte dai 5 euro di diritto fisso sull'operazione di acquisto e dai 45,97 euro della commissione di intervento (commissione valutaria) che Aletti applica sull'operazione di acquisto della valuta straniera», mi ha spiegato l'operatore.

In sostanza per questa transazione di Bei in pesos, dovendo acquistare il titolo e la valuta, ci sono state richieste più commissioni perché le operazioni sottostanti all'acquisto sono due e non una come invece avviene generalmente per i titoli in euro. La spiegazione però non mi convince.

Franco Franzon

(via e-mail)

Risponde

Banco Bpm

Con riferimento alla questione sollevata dal signor Franzon, peraltro già con lui direttamente chiarita, la banca precisa che a partire dall'abolizione del listino ufficiale dei cambi - con legge del 12 agosto 1993 numero 312 – non esiste più un prezzo ufficiale della divisa estera a cui far riferimento per tutte le negoziazioni eseguite. L'operatività in cambi sul mercato avviene, ora, esclusivamente ad un valore cosiddetto “durante” (vale a dire con scambi continui durante tutta la giornata) applicando le proposte di valore/cambio esposte nelle varie piattaforme di negoziazione per l'acquisto o per la vendita di divisa (denaro/lettera). In tal senso ricordiamo che le stesse indicazioni pubblicate sui cambi da Banca d'Italia e o dalla Bce – come tra l'altro ribadito nei loro siti - hanno carattere puramente statistico, in quanto derivano da rilevazioni fatte, ad una determinata ora (14,15 ora dell'Europa Centrale - Cet) secondo le procedure stabilite, nell'ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali. I cambi pubblicati sono quindi una media dei tassi di vendita e di acquisto, che indicano le condizioni di mercato prevalenti al momento della concertazione. Per la determinazione del valore di negoziazione di un cambio diventano pertanto importanti due variabili: il momento dell'esecuzione dell'operazione e la divisa di riferimento. In particolare, su quest'ultima, le differenze che si possono riscontrare sulla divisa tra le diverse offerte in acquisto e in vendita vengono determinate soprattutto da: la liquidità (meno è liquida la divisa, maggiore sarà il divario/spead), la volatilità (più risulta volatile la divisa e maggiore sarà il divario/spread), l'importo negoziato (in particolare nelle “spezzature” il divario può aumentare, poiché l'importo trattato può risultare ben diverso dai tagli convenzionalmente negoziati sui mercati tra le controparti istituzionali). In questo caso, l'operazione di acquisto titoli è stata conclusa alle ore 15.31, in una fase temporale dove l'euro rispetto all'indicazione del cambio “medio” Bce (21,8040) stava subendo un ribasso (come si può verificare da fonti pubbliche). Il quantitativo negoziato era purtroppo contenuto e la divisa di riferimento (peso messicano) è una emerging currency sulla quale gli operatori delle stesse piattaforme di negoziazione sul mercato evidenziano spread denaro/lettera più ampi. Confermiamo, infine, che gli addebiti effettuati evidenziati nella contabile nota informativa sono stati applicati nei termini e nelle condizioni contrattualmente previste. In particolare, per la negoziazione di divisa estera, necessaria al regolamento dell'operazione, precisiamo che l'unico onere a carico del cliente, rimane la commissione d'intervento - riportata all'interno della voce “spese” - contrattualmente prevista nella misura dello 0,15%.

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