DOPO L’ESPLOSIONE

«Il Libano ha meno di un mese di riserve di grano»

Lo ha detto il ministro dell'economia Raoul Nehme: il principale silo di stoccaggio del Paese, nel porto di Beirut, è stato distrutto dall’esplosione

default onloading pic
Quel che resta del silo del porto di Beirut (Epa)

Lo ha detto il ministro dell'economia Raoul Nehme: il principale silo di stoccaggio del Paese, nel porto di Beirut, è stato distrutto dall’esplosione


3' di lettura

Le riserve di grano del Libano ora ammontano a “un po’ meno di un mese”, ha detto il ministro dell'economia Raoul Nehme a Reuters. Il principale silo di grano del Paese nel porto di Beirut è stato distrutto dall’esplosione del 4 agosto, lasciando la nazione con poche riserve, sebbene altre navi siano in arrivo. Il ministro ha aggiunto che il Paese aveva bisogno di riserve per almeno tre mesi per garantire la sicurezza alimentare e stava cercando altre aree di stoccaggio.

L'esplosione, la più potente mai vista nella città, ha distrutto il porto, principale punto di ingresso delle importazioni per alimentare una nazione di oltre 6 milioni di persone. Il silo che sorgeva nell’area era in grado di contenere 120mila tonnellate di grano, ha affermato Ahmed Tamer, direttore del porto di Tripoli, la seconda città più grande del Libano. Il porto di Tripoli, il secondo più grande del Libano, non è dotato di strutture per lo stoccaggio del grano, ma il grano potrebbe essere trasferito nei magazzini a 2 km di distanza, ha aggiunto.

15mila tonnellate di grando al momento dell’esplosione

Al momento dell'esplosione, il silo di Beirut non conteneva più di 15mila tonnellate di grano poiché alcuni produttori avevano scaricato direttamente presso i distributori i carichi a causa di un ritardo nell'emissione di lettere di credito per il pagamento, ha detto Ahmed Hattit, capo del sindacato degli importatori di grano giornale locale Al-Akhbar. Hattit ha affermato che le riserve di farina esistenti sono sufficienti a coprire le esigenze del mercato per un mese e mezzo e ha affermato che c'erano quattro navi che trasportavano merci per un totale di 28mila tonnellate di grano che non avevano ancora attraccato al porto. Il Libano sta cercando di trasferire immediatamente quattro navi che trasportavano 25mila tonnellate di farina nel porto di Tripoli, ha detto un funzionario del ministero dell'economia al canale di notizie LBCI.

Una nave egiziano stava scaricando grano

Una nave operata dall'Egitto stava scaricando 5mila tonnellate di grano ucraino a Beirut quando la potente esplosione ha devastato il porto ma il carico è “in buone condizioni”, ha detto a Reuters il direttore delle operazioni della compagnia di navigazione. Due membri dell'equipaggio siriano a bordo della Metro Star sono rimasti gravemente feriti nell'esplosione e altri sono rimasti feriti, ha detto Farid Hashem.

L’allarme della Fao

Dopo l'esplosione che ha distrutto i silos di grano, l'Agenzia delle Nazioni Unite per l'agricoltura e l'alimentazione, la Fao, teme “che si ponga a breve termine un problema di disponibilità di farina per il Libano . “Si teme che una grande quantità delle riserve di grano nel porto siano state colpite o distrutte dall'esplosione - ha dichiarato il responsabile delle emergenze della Fao, Dominique Burgeon, contattato dall'Afp di Parigi -. Le scorte sono gravemente danneggiate e temiamo che presto avremo un problema con la disponibilità di farina per il Paese”, ha aggiunto in una breve intervista telefonica.

Il prezzo dei prodotti alimentari di base era già alle stelle in Libano, colpito da una profonda depressione economica con una inflazione che ha raggiunto il 109% tra settembre e maggio, secondo il World Food Programme (Wfp), un'altra agenzia delle Nazioni Unite. Anche Maya Terro, fondatrice di Food Blessed, una ong libanese che distribuisce aiuti alimentari, teme carenze, poiché il porto è la principale porta di accesso alle importazioni. “Il Libano - ricorda - importa l'80% del suo cibo”.

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti