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Il lockdown globale penalizza il semestre di Prada: ricavi in calo del 40% a 938 milioni

Il gruppo del lusso guidato a Patrizio Bertelli e Miuccia Prada chiude il periodo gennaio-giugno con una perdita netta di 180 milioni, ma l’Asia sta dando forti segnali di ripresa - Decisa la sospensione del dividendo

di Giulia Crivelli

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Il gruppo del lusso guidato a Patrizio Bertelli e Miuccia Prada chiude il periodo gennaio-giugno con una perdita netta di 180 milioni, ma l’Asia sta dando forti segnali di ripresa - Decisa la sospensione del dividendo


4' di lettura

Semestrale dopo semestrale, i numeri delle aziende quotate certificano l’impatto estremamente negativo che la pandemia di Covid, l’emergenza sanitaria e poi economia e sociale e i lockdown imposti in tutto il mondo stanno avendo sul settore della moda e del lusso. Oggi è il giorno di Prada: i risultati del gruppo sono in linea con quelli di altri grandi nomi del settore che hanno annunciato nei giorni scorsi i dati su ricavi e reddittività, da Moncler a Lvmh , passando per Kering.

L’analisi di Monica D’Ascenzo su Lvmh, il più grande gruppo del lusso al mondo: Lvmh, utile netto in calo dell’84% a 522 milioni nel primo semestre: i ricavi del gruppo francese del lusso sono scesi del 27% a 18,4 miliardi di euro (-28% a livello organico)

La situazione di Prada
I ricavi del primo semestre del gruppo Prada (che ha in portafoglio anche Miu Miu, Church’s e Car shoe) sono scesi del 40% a 938 milioni;
leggermente inferiore il calo delle vendite retail (-32%), più marcato quello del canale wholesale (-71%), tutto a cambi costanti.

La premessa dell’ad Bertelli
«Il trend di forte crescita delle vendite, registrato fino a tutto il gennaio 2020, è stato bruscamente interrotto dall’emergenza sanitaria – ha spiegato Patrizio Bertelli in una conference call di presentazione dei dati –. Prada ha reagito tempestivamente mettendo in atto efficaci misure di contenimento dei costi e pianificando la produzione per adattarla alla nuova situazione; ha poi rivisto i propri programmi di investimento ed ha sospeso la distribuzione dei dividendi. Tutto ciò ha consentito di mantenere sotto controllo la situazione finanziaria, ferma restando la solidità patrimoniale del gruppo».

L’impatto sulla redditività
I costi operativi dei negozi rimasti chiusi durante i periodi di lockdown hanno toccato i 112 milioni: prima dei costi operativi dei negozi rimasti chiusi durante i periodi di lockdown, il valore dell’Ebit del periodo gennaio-giugno è negativo per 83milioni, la perdita netta è di 180 milioni. La situazione non ha impedito di proseguire gli investimenti, con una Capex di 49 milioni, che ha però contribuito a portare la posizione finanziaria netta a -515 milioni.

Uno sguardo al futuro a breve
«Dopo la riapertura dei negozi, il gruppo ha iniziato a registrare trend delle vendite in costante recupero, con significativi incrementi in Asia e in ripresa negli altri mercati dove, al di là della mancanza dei turisti, la clientela locale ha risposto positivamente – ha aggiunto Bertelli –. La significativa riduzione dell’esposizione verso il canale wholesale e l’eliminazione dei saldi non sono state messe in discussione durante la pandemia e si confermano le decisioni corrette per la futura crescita del gruppo».

I punti chiave sui quali riflettere e dai quali ripartire
I vertici del gruppo hanno ricordato che mmediamente il 40% dei negozi sono rimasti chiusi da febbraio a maggio, con un picco del 70% in aprile e che le vendite retail, significativamente condizionate dalla chiusura dei negozi, sono in recupero dopo le
riaperture. Il calo maggiore del canale wholesale ha avuto un impatto contenuto sul dato complessivo del fatturato grazie al forte ridimensionamento del canale, frutto di una decisione presa nel 2019, per controllare tutti i canali distributivi e tutelare il corretto posizionamento dei brand. Da notare che l’e-commerce è in crescita a tripla cifra, sia durante sia dopo i lockdown e che il margine lordo è stabile, grazie all’efficace gestione della supply chain.

Le decisioni strategiche
Gli investimenti – vista l’emergenza – sono stati limitati a progetti strategici (nelle foto in alto, le presentazioni digitali delle collezione per la primavera-estate 2021, lanciate durante la Digital Milan Fashion Week del 14-17 luglio) ed è stata decisa la sospensione della distribuzione del dividendo, a fronte di una situazione patrimoniale e finanziaria che viene definita «solida».

Il piano per contenere le uscite di cassa
Durante la pandemia, il gruppo Prada ha reagito mettendo in atto una serie di azioni mirate a mitigare l’impatto delle chiusure dei negozi, con un programma di riduzione dei costi che ha previsto la rinegoziazione di molti contratti di affitto, la cancellazione o il rinvio di diverse iniziative di marketing, nonché la riduzione di molti costi discrezionali. Il covid ha avuto un impatto significativo anche sulle attività produttive del gruppo Prada, determinando la chiusura per cinque settimane di 21 stabilimenti, tornati operativi a fine aprile.

Le attività produttive riavviate in sicurezza
La ripresa delle attività è avvenuta con la messa in atto di tutte le misure di tutela contro il contagio, applicando scrupolose precauzioni per la salvaguardia della salute dei dipendenti, quali lo screening sierologico sistematico per tutti i dipendenti, il monitoraggio giornaliero della temperatura corporea, il distanziamento tra le postazioni di lavoro e la fornitura di dispositivi di protezione individuale. Il veloce riavvio delle attività manifatturiere concentrate in Italia - reso possibile dall’adozione delle misure di sicurezza - unito al controllo diretto della supply chain, ha consentito al Gruppo Prada di non ritardare l’approvvigionamento dei negozi con i nuovi prodotti, nonché di gestire in modo efficace gli stock, senza eccedenze di magazzino.

Il commento (e l’orgoglio) di Bertelli
«Sono molto orgoglioso dell’impegno e del senso di responsabilità dimostrato in questa circostanza da parte di tutto il personale – ha sottolineato Patrizio Bertelli –.La prima metà del 2020 ha visto una temporanea interruzione del nostro percorso di crescita che, in uno scenario di progressivo controllo della pandemia, confidiamo possa riprendere gradualmente già entro fine anno, quando la nostra rete di vendita tornerà ad operare a pieno regime. L’ottima risposta dei consumatori locali dopo le riaperture conferma la desiderabilità dei nostri prodotti e il forte legame con la nostra clientela, rafforzato anche dalle potenzialità del digitale su cui continueremo a puntare. I recenti trend positivi in tutti i mercati, uniti alla solida situazione patrimoniale e finanziaria, ci consentono oggi di guardare al futuro con fiducia.»

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