effetto covid

Il lockdown mette in crisi i birrifici artigianali

La filiera, secondo un’analisi Altheys, ha perso 1,6 miliardi nel primo semestre. Secondo Coldiretti vendite dimezzate per le artigianali, ma aumento degli acquisti delle famiglie del 16%

di E.Sg.

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(Adobe Stock)

La filiera, secondo un’analisi Altheys, ha perso 1,6 miliardi nel primo semestre. Secondo Coldiretti vendite dimezzate per le artigianali, ma aumento degli acquisti delle famiglie del 16%


3' di lettura

Il Covid ha colpito duramente anche la produzione di birra, soprattutto quella artigianale, legata al consumo in pub, bar e ristoranti, e che quindi non ha beneficiato dell’aumento di vendite nella Gdo. Secondo il rapporto “La creazione di valore condiviso del settore della birra in Italia”, realizzato da Althesys, solo nel primo semestre si contano 1,6 miliardi di perdite in “valore condiviso” e 21mila posti di lavoro a rischio lungo l'intera filiera.

Secondo un’analisi di Coldiretti su dati Ismea, inoltre, nello stesso periodo la crescita del 16% degli acquisti di birra non ha compensato il crollo dei consumi fuori casa.«Ad essere duramente colpite – sottolinea l’associazione agricola – sono le birre artigianali con vendite praticamente dimezzate, invertendo una tendenza che aveva di fatto moltiplicato le iniziative imprenditoriali con 862 birrifici agricoli e artigianali, in aumento del 330% negli ultimi dieci anni».

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Per calcolare il “valore condiviso” l’analisi di Althesys ha analizzato «tutte le fasi della filiera della birra (approvvigionamento materie prime, produzione, logistica, distribuzione e vendita), considerando gli effetti diretti (valore aggiunto, contribuzione fiscale, occupazione) delle attività dell'industria birraria italiana, quelli indiretti e indotti, le ricadute degli investimenti pubblici».

Da marzo a giugno 2020 la produzione ha subito una battuta d'arresto del -22%, con picchi, tra marzo e maggio, del -30%, e una timida ripresa a luglio (+8%) e agosto (+2%). Di riflesso, continua l’analisi «anche il valore condiviso è crollato, nel primo semestre 2020, del -22,7% (circa 900 milioni di euro) rispetto al primo semestre 2019 e del -34,2% rispetto al potenziale stimato (quasi 1,6 miliardi di euro), visto che i primi due mesi dell'anno seguivano il trend positivo degli ultimi anni, registrando un aumento della produzione del +7 e del +12%. La perdita di quasi 1,6 miliardi di euro va a penalizzare soprattutto distribuzione e logistica, con l'Ho.Re.Ca. che da sola perde 1.373,9 milioni di euro. Il che significa anche 21.016 posti di lavoro persi lungo la filiera».

Neanche i grandi produttori sono comunque al riparo dalla crisi, soprattutto a causa della domanda ridotta da parte di bar e ristoranti (Horeca) che sono state le prime vittime delle chiudure forzate causa Covid.
Un sondaggio di Fondazione Birra Moretti a 135 soggetti tra proprietari e lavoratori dell’horeca e del settore della distribuzione indica che per il 40% del campione, gli aiuti non sono stati per nulla adeguati, mentre il 70% di chi lavora nell'horeca investirebbe volentieri nell'impresa i benefici di una minore accisa. Per poter sopravvivere, chiedono agevolazione sugli spazi, riduzione dell'Iva e delle accise, incentivi per impianti sulla birra in fusto, agevolazioni sul vuoto a rendere e sulla mobilità.

«La birra, bevanda socializzante per eccellenza, è stata colpita alla crisi proprio nel suo momento di massima espansione. La situazione è preoccupante – ha sottolineato Wietse Mutters, amministratore delegato di Heineken Italia – e parte dal fuori casa, dove le prospettive sono incerte e migliaia di operatori sono in crisi, ma tutta la filiera ne risente a monte passando dall'industria fino ad arrivare all'agricoltura. Per guardare al futuro con più fiducia, sosteniamo le richieste al Governo di AssoBirra perché il settore torni trainante per la ripresa del Paese».

Nei mesi della pandemia i produttori di birra, con un importante sforzo logistico, hanno messo in sicurezza i dipendenti per mantenere 'accesi' i birrifici e garantire alla Gdo regolare fornitura di prodotto. Ma il sostanziale blocco del canale horeca non è stato comunque compensato dalle vendite del canale moderno.

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