l’allarme della coldiretti

Il lockdown dei ristoranti tedeschi costa 7,2 miliardi al nostro export

Nei primi sette mesi del 2020, nonostante la crisi, le vendite di prodotti agroalimentari italiani all’estero erano cresciute del 3,5%

di Micaela Cappellini

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(AFP)

Nei primi sette mesi del 2020, nonostante la crisi, le vendite di prodotti agroalimentari italiani all’estero erano cresciute del 3,5%


2' di lettura

Con il lockdown in Germania e la chiusura di bar e ristoranti sono a rischio 7,2 miliardi di export agroalimentare made in Italy. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell'inizio del lockdown in Germania, dove la chiusura di bar e ristoranti durerà almeno un mese. Una misura destinata ad avere un impatto sulle esportazioni di cibo e vino Made in Italy con il rischio concreto – sottolinea la Coldiretti - di una inversione di tendenza dopo che le spedizioni avevano fatto registrare un aumento del 7% nei primi sette mesi del 2020, nonostante le difficoltà.

A preoccupare, in realtà, sono tutte le misure restrittive annunciate per la ristorazione in Europa: dalla Francia, dove le nuove chiusura di bar e ristoranti in tutto il Paese sono in vigore dal weekend, ma anche in Svizzera, Austria, Grecia e Inghilterra che è il quarto mercato di sbocco dell'italian food nel mondo dopo Germania, Francia e Usa. Le esportazioni agroalimentari nazionali nel 2019 avevano raggiunto ol valore record di 44,6 miliardi di euro ed erano persino riuscite ad aumentare del 3,5% nei primi sette mesi del 2020. Questa difficoltà sui mercati esteri si va a sommare alla contrazione dei consumi interni, con le vendite di cibi e bevande nel settore della ristorazione in Italia che si sono praticamente dimezzate (-48%) nel corso dell'anno, con un impatto a valanga sull'intera filiera, dai tavoli dei locali fino alle aziende agricole e alimentari nazionali.

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«Per fronteggiare gli effetti della pandemia sull'export vanno aiutate le imprese a superare questo difficile momento e va preparata la ripresa con un piano straordinario di internazionalizzazione, la creazione di nuovi canali e una massiccia campagna di comunicazione per le produzioni 100% Made in Italy», ha detto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini.

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