la partnership con Rinascente

Il lusso artigianale di Mantero Obiettivi: negozi e sostenibilità

Accanto ai foulard anche linee di abbigliamento e accessori - L’archivo custodisce 10mila volumi e 12mila disegni. Ruolo chiave per la formazione

di Chiara Beghelli


default onloading pic
Il tessuto dell’Archivio Mantero

3' di lettura

Si può fare cultura con un foulard? Se la stampa che riporta è tratta da un libro di un’antica azienda tessile di Lione ormai chiusa, se a tingerlo e cucirne gli orli sono mani che lavorano in Italia, e che ne interpretano l’eccellenza del saper fare, la risposta è: certamente.

È grazie a questo mix che Mantero 1902, il marchio dell’azienda comasca nata proprio nel 1902 dalla visione di Riccardo Mantero, e oggi guidata dai suoi bisnipoti, Franco e Lucia, sta crescendo velocemente, apprezzato da clienti (e da negozi) sempre più consapevoli ed esigenti. Un percorso sostenuto dal lancio, a partire dalla scorsa stagione estiva, di una collezione di abbigliamento e borse che si aggiunge ai classici foulard: «Le vendite sono andate molto bene - racconta la brand manager Francesca Tongiorgi - anche nei pop up che abbiamo aperto negli store Rinascente, per cui abbiamo peraltro creato dei prodotti personalizzati. E ora stiamo lavorando già alla prossima collezione autunno-inverno 2020, nella quale inseriremo per la prima volta anche dei capispalla in tessuto Re-Silk, ricavato da scarti di lavorazione della seta e al centro della nuova strategia di sostenibilità lanciata dall’azienda a settembre».

Mantero fattura circa 89 milioni di euro, ha sedi a New York e Hanghzhou, ha in portafoglio anche il marchio Holliday & Brown e la licenza di Christian Lacroix, e uno dei fattori che hanno determinato il suo sviluppo è stata una visione di sostenibilità in senso ampio, innanzitutto nella distribuzione: «Certo, ci interessa aumentare il numero di negozi in cui essere presenti nel mondo - prosegue Tongiorgi- ma soprattutto ci preme la qualità della nostra presenza».

Il fruttuoso rapporto con Rinascente proseguirà anche con il lancio, in gennaio, di due borse realizzate per celebrare il capodanno cinese, con stampe di gusto orientale provenienti dall’archivio Mantero, dove sono custoditi 10mila volumi, 12mila disegni e antichi archivi tessili, provenienti anche dall’estero: «Nella nostra strategia c’è anche lo sviluppo della possibilità di fornire ai nostri collaboratori dei prodotti realizzati ad hoc, che esaltino le nostre capacità produttive» nota Tongiorgi.

Intanto, è stata di recente rinnovata anche la boutique di Fox Town, il mall di Mendrisio, in Svizzera, al momento l’unico “monomarca” del brand (che vende in m0do diretto tramite il suo e-commerce), dove le vendite sono già molto soddisfacenti, anche grazie a un modo efficace di raccontare l’identità dell’azienda.

«Siamo molto radicati sul territorio, nel nostro lavoro c’è molto di umano, di artigianale, e nello stesso tempo siamo molto innovativi - prosegue la brand manager -. Stiamo investendo molto anche nella formazione. Fino a qualche tempo fa l’età media dei nostri collaboratori era di oltre 50 anni. Oggi uno su quattro dei dipendenti ha meno di 35 anni. La presenza di persone giovani è molto preziosa poiché la loro sensibilità ci consente di tradurre in senso contemporaneo il nostro patrimonio. Affianchiamo i giovani ai senior, così che competenze e sensibilità possano essere trasmesse. Un’azienda come Mantero deve essere attrattiva per garantirsi il futuro - conclude Tongiorgi -. Ecco anche perché trasformiamo la maggior parte dei contratti di apprendistato in contratti a tempo indeterminato, abbiamo donato circa mille euro in welfare a fronte di obiettivi raggiunti e abbiamo anche rinnovato la mensa».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...