centenario

Il maestro Balenciaga in mostra al Victoria&Albert Museum

di Nicol Degli Innocenti

3' di lettura

LONDRA - A un secolo esatto dall’apertura del suo primo atelier a San Sebastian nel 1917, lo spagnolo Cristóbal Balenciaga è ancora il couturier più ammirato e apprezzato dagli stilisti. È sempre stato così, da quando la guerra civile spagnola nel 1937 lo costrinse a trasferirsi a Parigi, dove trovò il successo.
I grandi della moda lo hanno da subito considerato un maestro. «L’alta moda è come un’orchestra e il direttore è Balenciaga - scrisse Christian Dior –. Noi altri couturier siamo i musicisti e seguiamo la direzione indicata da lui». Coco Chanel, che non era sempre tenera, dichiarò che «ci sono tanti stilisti di moda, ma l’unico vero couturier è Balenciaga, l’unico in grado di tagliare la stoffa, creare un abito e cucirlo a mano». La mitica Diana Vreeland lo chiamava «il profeta».
Ora, nel centenario dell’inizio della sua attività, il Victoria & Albert Museum dedica una grande mostra a questo artigiano della moda e artista della forma, rigoroso come un architetto, visionario come un genio, che ha plasmato la seta come uno scultore usa il marmo.
La mostra si concentra sugli anni 50 e 60, i più innovativi e produttivi della lunga carriera di Balenciaga, il periodo in cui ha inventato forme allora rivoluzionarie come il baby-doll, il vestito a sacchetto, la tunica, il vestito ad anfora e l’abito creato da un unico pezzo di stoffa magistralmente tagliato con un’unica cucitura.

Gli anni 50 e 60 di Balenciaga in mostra al Victoria & Albert Museum

Gli anni 50 e 60 di Balenciaga in mostra al Victoria & Albert Museum

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Le fonti di ispirazione dello stilista erano eclettiche – dalle corride e il flamenco della sua Spagna ai sari indiani, dai kimono giapponesi agli abiti ecclesiastici, ma sempre interpretati in modo unico e semplificati per creare le sue tipiche, magistrali forme essenziali, quasi astratte.
Oltre cento abiti e venti cappelli, molti dei quali non sono mai stati esibiti in pubblico prima, sono accompagnati da schizzi e disegni di archivio, campioni di stoffa, foto d’epoca e filmati delle celebri sfilate di Balenciaga, che ogni stagione creava 200 capi dai più eleganti ai più sportivi. Ci sono prestiti da musei e collezioni private in giro per il mondo ma la maggioranza degli abiti proviene dall’archivio del V&A, che ha la maggiore collezione dedicata allo stilista in Gran Bretagna, grazie anche alla generosità di Ava Gardner che ha lasciato al museo londinese la sua vasta collezione di abiti di Balenciaga.
Il V&A ha anche commissionato dei filmati sul metodo di taglio e il processo creativo di Balenciaga e, per la prima volta, dei raggi X degli abiti più celebri che rivelano tanti piccoli segreti sul modo in cui lo stilista lavorava – come ad esempio dei minuscoli pesi cuciti nell'orlo che fanno cadere perfettamente il vestito.
«Abbiamo voluto dimostrare perché Balenciaga è considerato il maestro della couture ed è tuttora venerato dai grandi stilisti - ha dichiarato Cassie Davies-Strodder, direttrice della mostra –. Aveva una straordinaria abilità tecnica abbinata a una grande creatività».
La mostra esplora anche la grande influenza che Balenciaga ha avuto e continua ad avere sugli altri stilisti. Al piano superiore ci sono creazioni di designer del Ventesimo secolo e contemporanei che non solo ammettono ma sottolineano con orgoglio il debito che hanno nei suoi confronti, dagli ex allievi Oscar de la Renta, Hubert de Givenchy, Paco Rabanne, Emanuel Ungaro e André Courrèges a contemporanei come Erdem, Nicolas Ghesquière, Calvin Klein, Gareth Pugh, Yohji Yamamoto e Issey Miyake.
Balenciaga: Shaping Fashion
27 maggio 2017 – 18 febbraio 2018
Victoria & Albert Museum, Londra
vam.ac.uk/balenciaga

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