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Il Mappamondo del prof. Ceccanti e la crisi di governo

Per il deputato del Pd nessuna crisi di governo è in vista: mentre era già deflagrato il caso Savoini, infatti, i più importanti parlamentari leghisti e grillini “si muovevano come carri armati sui diritti dei gruppi di opposizione, con insulti e provocazioni al fine di votare il prima possibile il decreto sicurezza-bis”

di Guido Gentili

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2' di lettura

Ma quale crisi di governo? Il professore aveva visto bene, il 19 luglio, data non qualunque da mesi indicata come l’ultima finestra possibile, a disposizione di Matteo Salvini e della Lega usciti stravincenti dalle elezioni europee, per rompere gli indugi e puntare al voto anticipato a fine settembre.

Il professore, costituzionalista e deputato del Pd, è Stefano Ceccanti. Il 19 luglio postava su Facebook una breve analisi con tanto di ruvido richiamo alle carenze ottiche di “buona parte dell’informazione”. Questa, spiega Ceccanti, avrebbe visto meglio “se avesse considerato l’angolo visuale della sala del Mappamondo, al quarto piano della Camera, dove in Commissione è stato fatto di tutto per far passare integralmente la pupilla degli occhi di Salvini, il decreto sicurezza-bis (il lunedì successivo sarebbe sbarcato in aula, ndr) che va convertito nei prossimi quindici giorni. Con una crisi decadrebbe”. Al contrario, mentre era già deflagrato il caso Savoini e delle ombre russe, i più importanti parlamentari leghisti e grillini “si muovevano come carri armati sui diritti dei gruppi di opposizione, con insulti e provocazioni al fine di votare il prima possibile il decreto, vorrà dire qualcosa o no?”, si chiedeva il professore nel suo post.

Sì, voleva dire molto. Infatti mercoledi 24 a ora di cena, nella giornata che aveva visto il premier Giuseppe Conte, lasciato solo senza la sua maggioranza in aula al Senato a riferire sul caso Savoini, la Camera vota sì alla fiducia per il decreto sicurezza-bis. Presenti 577, maggioranza richiesta 287, 325 favorevoli, 248 contrari e 4 astenuti. “È stata una giornata di festa”, commenta Matteo Salvini nell'intervista di oggi al Sole 24 Ore. Il riferimento è diretto in particolare al sì sulla Tav e a allo sblocco di altre opere, ma è evidente la soddisfazione generale, dove il passaggio a vele spiegate del decreto sicurezza-bis fa la parte del leone. Il professor Ceccanti, guardando le cose dalla sala del Mappamondo a Montecitorio, aveva visto bene.

Manca il passaggio del Senato e il decreto sicurezza-bis deve essere convertito in legge entro il 13 agosto. Il tempo c'è, i numeri della maggioranza –anche a motivo dei dissidenti grillini- un po' meno e il Mov5Stelle è in crisi d'identità. Dalla magistratura milanese che indaga sul caso Savoini filtrano indicazioni non tranquillizzanti per la Lega. Alla Camera, Forza Italia e Fratelli d'Italia hanno detto “no” alla fiducia ma hanno sostenuto il provvedimento. Vedremo.

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