timing sbagliato

Il «martedì nero» dei BTp fa le prime illustri vittime: le perdite di Bill Gross

di Vito Lops

(Bloomberg)

2' di lettura

Non può andare sempre bene. Anzi, a volte va decisamente male. Ne sa qualcosa Bill Gross, uno dei più grandi esperti del mercato obbligazionario. Due giorni fa, in quello che può entrare negli annali della finanza come il “martedì nero” per il debito pubblico italiano - con il rendimento dei titoli a 2 anni che è balzato di oltre 100 punti base intraday a quota 2,8% avvicinandosi pericolosamente al 3,1% dei decennali - il fondo del guru (un passato alla Pimco), il Janus henderson global unconstrained bond, ha accusato un ribasso del 3 per cento. Una percentuale che spalmata sul patrimonio del fondo (2,1 miliardi di dollari) equivale a una perdita giornaliera superiore a 60 milioni. Da inizio anno il bilancio è ancora più in rosso: -5,9%, proiettando allo stato attuale il 2018 come uno dei peggiori anni di gestione nella storia finanziaria di Gross.

La perdita non è arrivata per via dei BTp ma dall’esposizione in Treasury statunitensi. Gross - nel 2009 inserito da Forbes al 32esimo posto nella classifica annuale degli uomini più ricchi al mondo - aveva puntato “short” (al ribasso) ipotizzando che il rendimento dei titoli decennali continuasse a salire. Invece la tempesta finanziaria che ha colpito l’Italia ha “contagiato” su scala globale i mercati finanziari spingendo gli investitori a privilegiare nelle ultime ore i beni rifugio. Tra questi gli acquisti sono piovuti sullo yen giapponese e anche sui Treasury. Così, nel martedì nero per il debito pubblico italiano, i tassi dei Treasury sono scesi dal 2,93% al 2,78 per cento. E i prezzi - che si muovono in direzione opposta ai rendimenti - sono invece balzati del 3% mandando in tilt la puntata di Gross.

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Nel 2015, invece, il guru degli investimenti fece un colpaccio sul debito sovrano dell’Eurozona. Il 21 aprile dello stesso anno twittava: «Il Bund offre oggi l'occasione di uno short (ribasso) che capita una sola volta nella vita». Aggiungendo: «Meglio ancora della sterlina nel 1993. È solo una questione di tempo». Pochi giorno dopo i tassi del Bund (che partivano da un “misero” 0,08%) triplicarono a dimostrazione del timing perfetto scelto dal gestore americano.

Ma, come dimostra quanto successo 48 ore fa, non tutte le scommesse finanziarie vanno a buon fine. Ciò che un’intuizione dà un giorno, può anche togliere in un altro. Se la lampadina non si accende dal verso giusto.

twitter.com/vitolops

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