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Il matrimonio sfuma? Al «genero» vanno restituiti i soldi della ristrutturazione

Il padre della promessa sposa non può cambiare le chiavi della casa, mai abitata, e venderla senza rimborsare le spese per le migliorie pagate dall’ex della figlia

di Patrizia Maciocchi

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Il padre della promessa sposa non può cambiare le chiavi della casa, mai abitata, e venderla senza rimborsare le spese per le migliorie pagate dall’ex della figlia


2' di lettura

Se il matrimonio sfuma il padre della promessa sposa non può cambiare la serratura ,di quello che doveva essere il nidod’amore, e vendere la casa, senza restituire al mancato genero i soldi spesi per ristrutturarla. La Cassazione, con la sentenza 8813, considera giustificata l’azione generale per arricchimento fatta dall’ex fidanzato, respinta invece sia dal Tribunale sia dalla Corte d’Appello, che considerava non provate le spese sostenute per oltre 35 mila euro. Una pezza d’appoggio che invece il ricorrente aveva, perché aveva conservato le ricevute date dall’impresa che aveva effettuato i lavori.

La sentenza

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Il patto tra suocero e genero
Il patto tra genero e suocero prevedeva che il primo avesse sostenuto il costo delle migliorie, che avrebbe recuperato non pagando l'affitto fino a compensare le spese. Un accordo che il padre della ragazza si era sentito autorizzato a far saltare insieme al fatidico sì. L'uomo aveva cambiato la serratura e venduto la casa senza restituire il denaro speso dal ricorrente. Dopo 18 anni, da tanto dura la querelle tra i due, la Suprema corte annulla la sentenza impugnata e rinvia alla Corte d'Appello.

La decisione della Cassazione
La Suprema corte sottolinea che nei gradi di merito, nessun giudice aveva contestato che la ristrutturazione fosse stata fatta né che l'avesse pagata il ricorrente, quello che mancava ad avviso del tribunale e della Corte d'Appello era una prova più ampia dei costi sostenuti, per dimostrare la perdita patrimoniale. Per la Cassazione però l'azione di arricchimento, prevista dall'articolo 2041 del Codice civile non impone un regime probatorio speciale che non contempli il principio di non contestazione. In più alcune ricevute c'erano. E per la Cassazione basta. Che poi la relazione sentimentale fosse naufragata ancora prima di inaugurare la casa nuova non conta.

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