L’Aquila

Il Maxxi raddoppia a Palazzo Ardinghelli

Inaugurata la seconda sede del museo del contemporaneo, il palazzo restaurato con il contributo di 7,2 milioni dalla Federazione Russa

di Sara Dolfi Agostini

Palazzo Ardinghelli (Foto Luca Eleuteri)

4' di lettura

Il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI raddoppia con una nuova sede a L'Aquila in un maestoso palazzo barocco del settecento, Palazzo Ardinghelli, restaurato con un contributo di 7,2 milioni di euro elargiti dalla Federazione Russa. La donazione rientra nell'ambito del progetto di adozione di 45 monumenti lanciato dal governo Berlusconi all'indomani del terremoto del 6 aprile 2009 che distrusse il capoluogo e numerosi paesi confinanti, causando 309 vittime e numerosi feriti. Il nuovo polo museale dedicato al contemporaneo è stato inaugurato da una rappresentanza del MAXXI – la presidente Giovanna Melandri, il direttore MAXXI L'Aquila e MAXXI Arte Bartolomeo Pietromarchi, la direttrice di MAXXI Architettura Margherita Guccione, il direttore artistico Hou Hanru, e il segretario generale Pietro Barrera – in presenza del Ministro della Cultura Dario Franceschini, delle autorità politiche del territorio e dell'Ambasciatore russo Sergey Razov. In particolare, il ministro Franceschini ha ricordato l'impegno politico su L'Aquila anche e soprattutto a riflettori spenti, e ha aggiunto con soddisfazione che: “è la prima volta che un museo italiano – con successo – inaugura una seconda sede in un'altra città seguendo l'esempio di musei internazionali come il Louvre”.

La sede

Palazzo Ardinghelli, dimora dell'omonima famiglia toscana, è situato in pieno centro storico ed è l'esempio architettonico più pregiato di barocco abruzzese. Già in disuso da anni, l'edificio era stato ridotto in macerie dal terremoto del 2009, con la corte interna collassata su se stessa e il primo piano distrutto. Ed è proprio quella corte interna, oggi finemente restaurata, che diventa simbolo della rinascita della città collegando piazza Santa Maria Paganica e via Garibaldi, e trasformando così il museo in un prolungamento dello spazio pubblico della città, come già il MAXXI progettato da Zaha Hadid, con la sua piazza che si inserisce tra Via Guido Reni a Via Masaccio.

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La mostra

La mostra inaugurale «PUNTO DI EQUILIBRIO. Pensiero spazio luce da Toyo Ito a Ettore Spalletti», a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Margherita Guccione, può contare su un percorso espositivo con 60 opere iconiche della collezione che riflettono su città, identità e rinascita, da Alighiero Boetti, a Monica Bonvicini, da William Kentridge ad Allora & Calzadilla e Maurizio Nannucci. Un tema che prende ispirazione dalle vicende de L'Aquila, ma che in questo periodo storico risuona nell'esperienza della pandemia in Italia e nel mondo. “In un periodo di grandi sconvolgimenti, di emergenze, drammi, incertezza, confusione, l'arte ci aiuta a ritrovare un punto di equilibrio, una stabilità esistenziale” ha dichiarato Pietromarchi, identificando il punto di equilibrio menzionato nel titolo come una dichiarazione d'intenti e un elemento etico, politico e sociale per re-immaginare il futuro. Vi è anche un focus sull'arte italiana con otto produzioni site specific affidate a Elisabetta Benassi, Stefano Cerio, Daniela De Lorenzo, Alberto Garutti, Nunzio, Paolo Pellegrin, Ettore Spalletti, oltre alla produzione dell'artista russa Anastasia Potemkina sostenuta da VAC Foundation di Mosca. Ma è su Spalletti che si soffermano i relatori. Il maestro abruzzese, scomparso alla fine del 2019, ha pensato la sua opera d'arte “Colonna nel vuoto, L'Aquila” per l'ex cappella del palazzo. Una scelta che amplifica le suggestioni trascendenti del lavoro e ha convinto i curatori a dichiarare l'installazione permanente.

Il progetto

Il nuovo MAXXI L'Aquila può contare su un budget annuo di 2 milioni di euro, cui si aggiungeranno contributi privati da partner bancari tra cui Cassa Depositi e Prestiti e BPER Banca. “Siamo qui per lavorare con la ricchissima comunità artistica, culturale e scientifica dell'Abruzzo” ha dichiarato la presidente Melandri, e ha aggiunto “faremo del museo un centro di ricerca che, come a Roma, tenga insieme arte, architettura, fotografia e tutti i linguaggi della creatività contemporanea, sperimentando in particolare modo le connessioni tra arte e scienza”. Una visione che può già contare su un team museale dedicato, che punta su un festival della performance e collaborazioni con il Gran Sasso Science Institute e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – Laboratorio del Gran Sasso. Proprio con l'Istituto Nazionale è in corso un progetto di committenza fotografica di Armin Linke, la cui metodologia intreccia spesso i mondi di scienza, tecnologia, filosofia e architettura, e ridefinisce in senso collettivo il processo di produzione dell'opera. Inoltre, tra meno di un mese il 25 giugno partiranno anche le conferenze – ripristinate da una settimana anche a MAXXI Roma – con il ciclo Libri al MAXXI. Il primo talk è del curatore Costantino d'Orazio, che presenterà il suo libro Vite di Artiste Eccellenti in uscita in questi giorni per i tipi di Laterza.

Le visite

Il progetto espositivo inaugurale del MAXXI L'Aquila sarà visitabile per un anno. Una decisione che tiene conto di possibili lockdown e della lenta ripresa sul fronte di viaggi e turismo, proprio mentre si attendono i prossimi passi del governo Draghi sul fronte del green pass che permetterà agli italiani di muoversi liberamente tra regioni se in possesso di tampone negativo o vaccino, oppure nel caso di recente infezione da Covid-19 adeguatamente certificata. Per i cittadini abruzzesi, inoltre, sono state programmate visite scaglionate gratuite su prenotazione fino al 2 giugno – già sold out – con la collaborazione degli studenti dell'Accademia di Belle Arti - l'Aquila, e l'accesso gratuito al museo sarà esteso fino a tutto il 2021 previa presentazione di un documento di identità.

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