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Il mercato auto arranca in Europa, ad aprile volumi inferiori del 22,7% sul 2019

I primi quattro mesi dell’anno segnano un recupero del 23,1% sullo stesso periodo 2020 - Stellantis cresce più degli altri e guadagna due punti di quota di mercato

di Filomena Greco

Nonostante il rally, l’auto resta un’opportunità di mercato

3' di lettura

Il mercato automobilistico in Europa non riparte e fa fatica a recuperare slancio tornando ai livelli pre-covid, anche perché l’impatto della pandemia su indicatori economici e libertà di movimento è stata pesante anche negli ultimi mesi. Le immatricolazioni del mese di aprile sono state un milione e 39.810, un dato che seppure segna un recupero del 255% rispetto allo stesso mese del 2020, segnato dal lockdown, se confrontato con il 2019 segna una contrazione del 22,7% mentre da gennaio il recupero sul 2020 è del 23,1%.

Il gap sul 2019

Analogo discorso, evidenzia il Centro Studi Promotor diretto da Gian Primo Quagliano, vale per il primo quadrimestre 2021 che rispetto allo stesso periodo del 2019 registra un calo del 25%. Tutti i mercati in Europa segnano il passo, ad eccezione della Svezia che fa segnare una crescita dell'8,3%. In crisi i cinque principali mercati europei con l’Italia però che grazie agli incentivi in vigore a sostegno della domanda è riuscita a contenere i danni e nel quadrimestre registra il 16,9% di immatricolazioni in meno sul 2019. Il dato è pari al meno 21,5% in Francia, al meno 25,6% della Germania, fino al calo del 34,2% del Regno Unito e del 39,3% registrato in Spagna.

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Le case produttrici

Stellantis è il Gruppo che fa segnare il maggiore recupero rispetto al periodo gennaio-aprile 2020, con 846.440 autovetture immatricolate, il 34,9% in più dell’anno scorso, a poche migliaia di unità dal Gruppo Volkswagen, primo per volumi in Europa, e una quota di mercato salita dal 20,9 al 22,7. In percentuale, è il marchio Jeep che segna il recupero più consistente rispetto ai numeri di un anno fa, con una crescita di oltre il 70% delle immatricolazioni.

Sempre in casa Stellantis registrano un risultato negativo, nonostante il confronto sia con il periodo del lockdown più duro, sia il brand Alfa Romeo (-7,6% da gennaio ad aprile) che DS (-6,4% nello stesso periodo) mentre in casa Volkswagen i volumi recuperano sul 2020 da un minimo del 16% per il brand principale ad un massimo del 29,8% per Porsche.

Segue a quasi 15 punti di quota di mercato rispetto ai due big player europei il Gruppo Renault che recupera il 21,8% rispetto al primo quadrimestre 2020. Bmw e Daimler mettono a segno volumi in crescita nel periodo di oltre il 25%, con Smart in particolare che balza da 3mila a 13mila immatricolazioni dall’inizio dell’anno. Hyundai e Toyota seguono con recuperi compresi tra il 25 e il 30%.

La partita degli incentivi in Italia

In Italia la partita si gioca tutta sul rifinanziamento della misura che finanzia l’acquisto di autovetture a trazione tradizionale, con emissioni di CO2 però comprese tra 61 e 135 gr/km. Le risorse si sono esaurite all’inizio di aprile e questo, temono gli operatori, potrebbe rappresentare un ulteriore freno al mercato. Il Decreto Ristori comunque potrebbe rimettere in pista sostegni alla domanda in questa fascia di mercato per i prossimi mesi.

Il ritorno alla “normalità” sul mercato dell’auto non sembra un obiettivo raggiungibile nel 2021. Nel Regno Unito, ad esempio, il buon andamento della campagna vaccinale ha migliorato le previsioni per il 2021, ma non tanto da evitare una chiusura dell'anno con immatricolazioni al di sotto del 20% rispetto al livello medio del decennio 2010-2019. Il recupero di volumi è lontano anche per gli altri mercati, a partire dalla Germania, mentre se in Italia venissero reintrodotti gli incentivi si potrebbe puntare ad un 2021 non troppo distante dai risultati del 2019.

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