Tecnologia

Il mercato digitale accelera nella scia dello smart working

di Andrea Biondi

Il gap. Resta marcato il divario di investimenti nel digitale tra le grandi imprese e le Pmi. Nelle prime la spesa è cresciuta nel 2020 dell'1,2%, mentre è calata del 2,4% nelle medie e del 5% nelle piccole

2' di lettura

Un mercato digitale che si prepara a chiudere un 2021 con il segno più - effetto della “nuova normalità” che poggia su servizi e modus operandi spinti in particolare dallo smartworking – e con un futuro in cui l’imperativo ora però diventa il saper cogliere le opportunità di un Pnrr che potrà fare da volàno.

È questo il quadro di sintesi emerso dalla presentazione del rapporto annuale Anitec-Assinform sul mercato del digitale, realizzato in collaborazione con NetConsulting cube. Alle spalle c’è un 2020 in cui il mercato digitale, inteso come spesa in beni e servizi digitali, ha registrato un -0,6% a 71,5 miliardi. Molto meglio rispetto all’andamento dell’economia in generale. Il segno meno cela comunque al suo interno dinamiche che possono essere considerate uno specchio dei tempi: i 2 milioni di nuovi consumatori nel canale e-commerce o anche il +29% nel pagamenti digitali, o ancora il +25% dell’internet banking come anche il +28% nelle vendite di notebook. A spingere sono state le componenti più innovative del mercato: i “digital enabler” la cui incidenza in un anno è cresciuta dal 15,3% al 21% del business. A trainare sono stati in particolare cloud (3,4 miliardi; +20,4%) e cybersecurity (1,2 miliardi; +9%) visto l’aumento della vulnerabilità legato all’esplodere delle attività da remoto. In questo quadro, il Rapporto Anitec-Assinform evidenzia un trend purtroppo consolidato: è fin troppo marcato il divario negli investimenti sul digitale fra grandi imprese (+1,2% di spesa) e medie e piccole (rispettivamente -2,4% e -5%).

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Per il 2021, invece, lo scenario disegnato dall’associazione (e che a giorni verrà rivisto con aggiornamenti) tratteggia una crescita del 3,5% a 74 miliardi con i digital enabler a fare da motore della crescita, in particolare intelligenza artificiale (+30,8%); la blockchain (+26,9%); cloud (+22,3%) e big data (+14,8%). La crescita però potrebbe essere anche maggiore in caso di utilizzo di tutti i fondi previsti per gli investimenti del digitale nel Pnrr, con un mercato che potrebbe arrivare a 77,6 miliardi (+8,5%). Il discorso vale per il 2021 come per gli anni a venire, con il rapporto che stima, nell’ipotesi più ottimistica di utilizzo completo dei fondi, «un mercato digitale vicino ai 95 miliardi nel 2024», ha ricordato durante la presentazione dei dati, lo scorso luglio, il presidente di Anitec-Assinform Marco Gay aggiungendo che «l’industria Ict del nostro Paese ha giocato un ruolo chiave nel rendere possibile a Pa, persone, imprese di non fermarsi ed ha potuto farlo grazie al suo dinamismo, alla sua estrema flessibilità e alla sua diffusa presenza lungo tutta la penisola e in ogni filiera produttiva».

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