ROY ROGERS

Il mercato domestico resta prioritario

di Silvia Pieraccini


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Fieldjacket. La riedizione di un giubbotto iconico del marchio

2' di lettura

Edizioni limitate frutto della collaborazione con grandi brand; jeans che guardano sempre più alla sostenibilità ambientale; capsule collection di pezzi unici realizzati rielaborando capi iconici. Non si ferma la creatività di Roy Roger’s, storico marchio di denim (dal 1952, primo in Italia) evoluto in total look uomo/donna che fa capo all’azienda fiorentina Manifatture 7bell della famiglia Bacci-Biondi.

Al Pitti Uomo numero 96 Roy Roger’s arricchisce le collezioni primavera-estate 2020 con le tradizionali scarpe da barca Sebago dai dettagli in denim, frutto della partnership col marchio americano (sulla scia di quelle precedenti strette con Aspesi, Villebrequin, Tricker); jeans cinque tasche fatti col denim della giapponese Kurabo derivato dal recupero di t-shirt usate; e ancora, nell’ottica di unire creatività e sostenibilità, una mini-collezione di capi iconici Roy Roger’s (felpe, giubbotti, pantaloni, camicie, bermuda, t-shirt) rielaborati dal brand Atelier&Repairs con cuciture e ricami dai colori accesi, patchwork e toppe con tessuti floreali e di recupero.

Tante proposte che puntano a stimolare il mercato soprattutto domestico, visto che l’azienda è ancora fortemente ancorata a 900 negozi plurimarca in Italia, cui si aggiungono i monomarca di Milano e Forte dei Marmi (più tre negli outlet) gestiti da Gallery Holding. In settembre aprirà il negozio Roy Roger’s di Bologna, che ha richiesto più tempo del previsto.

«Il 2018 è stato un anno positivo – spiega l’amministratore di Manifatture 7bell, Niccolò Biondi – col fatturato cresciuto del 10%, da 18,4 a oltre 20 milioni di euro, e una diminuzione dei costi anche per effetto dell’esternalizzazione di alcune fasi produttive. Quest’anno chiuderemo sugli stessi livelli di ricavi ma con una ulteriore contrazione dei costi e un miglioramento dell’ebitda, che passerà da 2 a 2,7 milioni».

Non si fermano gli investimenti in comunicazione che Roy Roger’s ha avviato negli ultimi anni in Italia: 1,4 milioni nel 2018 tra campagne pubblicitarie in tv, social network e influencer; 1,6 milioni previsti per quest’anno.

«I negozi monomarca stanno performando bene – aggiunge Biondi, alla guida dell’azienda col fratello Guido, direttore creativo, e con la mamma Patrizia Bacci – con aumenti tra il 30 e il 60% anche nei primi mesi di quest’anno. Ora aggiungeremo Bologna ma è ancora presto per andare ad aprire all’estero: prima bisogna affermare il brand». Cosa che ha già fatto l’altro marchio di Manifatture 7bell, il total look sofisticato President, che fattura 1,3 milioni per il 70% all’export.

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