Automotive

Mercato europeo dell’auto a febbraio ancora in frenata. E la crisi è destinata ad acuirsi

Pesano sulle immatricolazioni in Europa i problemi nella fornitura di componenti destinati ad aggravarsi con la guerra - Volkswagen e Stellantis perdono l’11 e il 17%

di Filomena Greco

Draghi: l'Italia non è in recessione, c'è stato un rallentamento

2' di lettura

Il mercato europeo dell’auto resta in terreno negativo con una perdita di immatricolazioni nel mese di febbraio del 5,4% sullo stesso mese del 2021, del 3,9% se si considera il primo bimestre dell’anno. Il calo in realtà è ben più consistente sul 2019, pari al 30% di immatricolazioni in meno, un dato che dimostra quanto la contrazione dei volumi sul mercato, indotta dalla pandemia, si stia aggravando. In questi mesi, a partire dal secondo semestre del 2021, ha pesato la carenza di semiconduttori, nelle prossime settimane saranno le conseguenze del conflitto tra Russia ed Ucraina ad acuire la crisi.

Maglie nere Volkswagen e Stellantis

Nel panorama attuale sono proprio i primi due gruppi sul mercato europeo, Volkswagen e Stellantis, a registrare i risultati peggiori con rispettivamente l’11,6 e il 17,5% di immatricolazioni in meno su febbraio 2021 (del 7,8% per i tedeschi e del 15,1% per il Gruppo italo-francese nel bimestre). In casa Volkswagen sono in terreno negativo tutti i brand tranne Porsche che guadagna l’8,1%, per Stellantis sono soltanto le vendite del marchio DS e di Lancia a registrare un segno positivo.

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Sul mercato europeo poi (comprensivo di area Efta e Uk), crescono del 25% le immatricolazioni per Hyundai Group, che nel bimestre sfiora il 10% di quota di mercato, bene anche Toyota (+4,7% nel mese, +8,9% da inizio anno), Bmw e Mercedes, mentre Renault Group perde il 3,4%. Tra i gruppi con quote di mercato più piccole, Mazda e Honda crescono a due cifre da inizio anno rispetto al primo bimestre del 2021.

Questi risultati appaiono in tutta la loro gravità se si considera che nell'intero 2021, rispetto ai livelli ante pandemia, fa notare il Centro Studi Promotor diretto da Gian Primo Quagliano, si era registrato un calo del 25,5%. Dopo la crisi innescata dalla pandemia non c’è stata una inversione di tendenza, nonostante la campagna incentivi avviata in numerosi paesi, tra cui l’Italia, che ha comunque contribuito a frenare la discesa.

Calo più significativo proprio in Italia

Nel mese di febbraio però è proprio l’Italia a registrare la peggiore performance tra i major market europei con un calo delle vendite del 22,6% sullo stesso periodo del 2021. In attesa che il Governo vari il nuovo piano di incentivi che dovrebbe arrivare a giorni il mercato registra un rallentamento dovuto all’effetto-attesa per i nuovi Ecobonus.

Da un lato, dunque, i problemi sul fronte della domanda, dall’altro la carenza di microchip e di altri componenti che ha determinato e determina ancora fermate produttive che hanno reso più difficile soddisfare in tempi ragionevoli le richieste dei clienti.

In arrivo l’effetto-guerra sulla componentistica

La situazione è destinata a complicarsi non solo per gli effetti della guerra sull'economia e sulla domanda di autoveicoli, ma anche per le difficoltà derivanti dalla fornitura di alcuni componenti prodotti in Ucraina come ad esempio i sistemi di cablaggio, con ricadute dirette sulle fabbriche tedesche e indirette ad esempio sull’indotto italiano.

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