arte sotto il martello

Il mercato globale dei grandi nomi si risveglia da Christie’s

Quattro mini-aste serali in successione portano 421 milioni di dollari grazie anche alle oramai indispensabili garanzie

di Giovanni Gasparini

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Pablo Picasso (1881-1973), Les femmes d'Alger (version ‘F'), 1955.

Quattro mini-aste serali in successione portano 421 milioni di dollari grazie anche alle oramai indispensabili garanzie


5' di lettura

L'asta globale di arte Moderna e Contemporanea proposta da Christie's in fasi consecutive nelle quattro location principali della casa d'aste nel corso del 10 luglio col favore dei diversi fusi orari ha soddisfatto la domanda globale per il segmento alto del mercato, nonostante l'insolita esecuzione dovuta alla crisi sanitaria sia durata oltre quattro ore per soli 80 lotti.
Sebbene le quattro aste intitolate «ONE: A Global Sale of the 20th Century» siano avvenute con diversi banditori e secondo le regole e valute locali, e i lotti fossero visibili presso le rispettive sedi, il progressivo dei lotti e i risultati ne fanno un insieme unico, con un totale di 421 milioni di dollari (verso la stima alta di 440 milioni) per i 74 lotti venduti degli 82 proposti, con una media di realizzo appena sotto ai 6 milioni di dollari per ciascun lotto ed una top ten tutta a otto cifre. Un ottimo risultato di per sé, ma ben al di sotto della metà dei valori storici se messo in relazione con le aste che normalmente si tengono a maggio e giugno sostituite da questo. Il format serale è stato poi seguito da una Post-War and Contemporary Art Day Sale che ha aggiudicato 30.862.000 dollari portando così il totale a 451.803.042 dollari. All’asta globale online hanno partecipato attraverso il canale LIVE di Christie, oltre ai bidder al telefono con gli esperti più di 80.000 persone e 60.000 attraverso i social media in Asia.

Le garanzie
Ricostruire l'enorme quantità delle garanzie associate ai lotti, in assenza di cataloghi stampati e con cataloghi online modificabili da cui spesso ‘scompaiono' i lotti, richiede pazienza e può non esser preciso al 100%, ma il ruolo delle garanzie per convincere i venditori e per evitare invenduti è divenuto essenziale e strutturale. In questo caso ne abbiamo contate ben 38, oltre la metà dei lotti venduti, con ben pochi lotti principali giunti in sala non protetti da un rilancio irrevocabile, che sembrerebbe esser stato decisivo in almeno 19 casi. Solo un’opera consegnata a Parigi non era sottoposta a garanzia. Dei primi dieci risultati solo uno non è stato influenzato dalla presenza di garanzie, il lavoro di Ed Ruscha del 1962.

Da Christie’s il mercato rialza la testa

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Record da Hong Kong all'Europa
Come in una sinfonia in quattro parti, le prime tre erano destinate a preparare il gran finale a New York, ma non hanno mancato di riservare qualche buona sorpresa. Hong Kong è partita in tono minore forse anche a causa della grave situazione politica che è destinata a pregiudicarne la continuità nel lungo periodo, vittima del crescente nazionalismo cinese. I soli dieci lotti proposti erano tutti fortemente orientati al Contemporaneo e hanno riportato ben due prezzi record per George Condo con il lavoro ‘Force Field' del 2010 che ha superato i 53 milioni di HK$ (6,8 milioni di $), e il giapponese Takeo Yamaguchi con un grande lavoro del 1959 «Yellow Quadrangle» che ha oltrepassato i 15 milioni di dollari di Hong Kong (quasi 2 milioni di $), nonché per «Untitled (Statue of Liberty)» del 1990 un ormai prevedibile prezzo multiplo della stima a 4.925.000 HK$ per Matthew Wong, giovane artista recentemente suicida. Oltre le stime tra 48 e 69 milioni di HK$ il lavoro «Frost (1)» del 1989 di Gerhard Richter aggiudicato per 79.255.000 HK$. È rimasto invenduto, invece, il lavoro milionario di Zao Wou-Ki stimato attorno ai 10 milioni di $. Parigi presentava il catalogo più caratteristico con i grandi nomi dell'Informale francese e dell'Art Brut, quali Pierre Soulages e Jean Dubuffet con la tela del 1963 «Pourlèche fiston» che ha raggiunto i 6,5 milioni di euro, Nicolas De Stael con un solare lavoro dedicato ad Agrigento «Plage à Agrigente» del 1953 che è finito probabilmente al garante per 4 milioni, Riopelle e qualche opera di design nazionale. Il catalogo londinese spaziava al solito dal Contemporaneo al Moderno europeo e americano e ha riportato un prezzo fra i più elevati per un lavoro surrealista di grande dimensione di René Magritte, un misterioso albero intitolato ‘L'Arc de Triomphe' del 1962, passato di mano a 17,8 milioni di sterline, un multiplo della stima di 6,5-9,5 milioni di £, rendendo così chiaramente inutile la garanzia sul lotto. Mentre il lavoro «Gebeugter Trinker [Bent Drinker» di Georg Baselitz è finito probabilmente al garante per 4,6 milioni di £, la garanzia su una grande composizione di Manolo Millares del 1959 ha spinto verso un nuovo prezzo record per quasi 1,1 milioni di £. Bene anche per «Carnival and Lent» (2006-2008) di Cecily Brown aggiudicato per 4.859.750 £, il secondo prezzo più alto della sede londinese.

New York domina il mercato
Il gran finale di oltre 30 lotti era riservato per New York, che si è confermata la piazza principale per il mercato milionario. Aiutate come detto dalle garanzie, sono passate di mano opere di grandi nomi della Pop Art come Lichtenstein con un caratteristico nudo «Nude with Joyous Painting» composto a punti del tardo periodo 1994, che grazie al soggetto e alla grande dimensione è stato aggiudicato a 46,2 milioni di $, ben oltre la stima a richiesta attorno ai 30 milioni, e ha raggiunto un nuovo record il centenario Wayne Thiebaud con ‘Four Pinball Machines' del 1962 finito probabilmente al garante per 19 milioni di dollari, stesso anno del dipinto ‘Annie' di Ed Ruscha che ha sfiorato i 23 milioni. Ottimi risultati anche per la pittura astratta e geometrica come per il lavoro «Sharpeville» di Frank Stella a toni di grigio sempre del 1962 passato di mano a 11,6 milioni di $ e per il nuovo record per Brice Marden grazie alla più recente composizione del 2007 «Complements, 2004-2007» in due parti che ha sfiorato i 31 milioni di $, tre volte il record precedente, prezzo identico per la composizione ben più storicizzata «Onement V» di Barnett Newman del 1952 che non riappariva in asta dal 2012 guadagnando circa 1 milione per ciascuno degli otto anni rimasto in mano al venditore. Probabilmente entrambi i lotti sono finiti ai rispettivi garanti di parte terza. Ben tre i lavori milionari di Picasso presenti, fra cui spicca l'ultima delle versioni in formato intermedio della celebre ‘Les femmes d'Alger' del 1955; si tratta della versione F di 54 x 65 cm che ha raggiunto i 30 milioni da una stima a richiesta di oltre 25 milioni di $.

Piccola rappresentanza italiana
Il catalogo offriva anche quattro lavori di artisti italiani di portata internazionale: a Parigi è passato di mano per 4,5 milioni di euro un bel ritratto di Maurice Drouard dai toni accesi, dipinto nel 1909 dal livornese Modigliani, mentre per l'arte del dopoguerra un lavoro di Burri, una combustione rossa è stata scambiata a 3,4 milioni, entro la stima, e un ‘taglio' di Fontana del 1966 fuori misura – un singolo taglio su fondo rosso acceso 160 x 130 cm – è stato aggiudicato per 8,8 milioni di dollari da una stima di 7,5-10,5 milioni, protetto da una garanzia terza. Per finire un lavoro del contemporaneo Maurizio Cattelan con uno dei sui ‘pinocchi' che ha chiuso l'asta per 1,2 milioni, al tetto massimo della stima. Il mercato dei grandi nomi dell'arte del ‘900 e di oggi sta dimostrando la sua resilienza e i prezzi rimangono ai livelli pre-crisi, grazie anche e soprattutto alle garanzie, vere protagoniste di questa fase in cui sia compratori che venditori necessitano di rassicurazioni.

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