immobiliare oltremanica

Il mercato inglese riapre i battenti

Secondo il Royal Institution of Chartered Surveyors (Rics) l’80% delle compravendite è stato annullato il mese scorso. La stima è di circa 450mila transazioni congelate per oltre 80 miliardi di sterline.

di Nicol Degli Innocenti

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(Westend61-RF / AGF)

Secondo il Royal Institution of Chartered Surveyors (Rics) l’80% delle compravendite è stato annullato il mese scorso. La stima è di circa 450mila transazioni congelate per oltre 80 miliardi di sterline.


2' di lettura

Il mercato immobiliare inglese riapre i battenti. In seguito all’allentamento delle misure restrittive deciso dal Governo, è di nuovo possibile andare a vedere una casa in vendita o in affitto, far valutare un immobile, comprare, acquistare e traslocare.
L’importante è mantenere sempre la distanza di due metri. «Vogliamo che l’intero processo di vendita o affitto, dalle visite ai traslochi, avvenga in piena sicurezza» ha detto il ministro responsabile Robert Jenrick annunciando la riapertura.

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La decisione è stata accolta con grande favore dalle agenzie immobiliari, “paralizzate” dal 23 marzo, e da acquirenti e venditori le cui transazioni erano rimaste congelate dall'imposizione del lockdown. Secondo il Royal Institution of Chartered Surveyors (Rics) l’80% delle compravendite è stato annullato il mese scorso. La stima è di circa 450mila transazioni congelate per un valore di oltre 80 miliardi di sterline.
«Questo è un primo passo positivo – ha detto Alistair Elliott, presidente di Knight Frank –. Siamo convinti che la gente abbia la fiducia di tornare sul mercato immobiliare».
Il sollievo dovuto alla riapertura del mercato è però temperato dalla fosche previsioni sull’andamento dei prezzi e su un calo della domanda dovuto alla crisi economica. Lo stesso Tesoro ha ammesso che la Gran Bretagna è in recessione e che la crisi potrebbe essere la peggiore da tre secoli.
I tassi d’interesse al minimo storico (0,1%) sostengono il mercato ma una recessione e previsto aumento della disoccupazione potrebbero soffocare la fiducia e frenare l’attività.
«Ci vorrà tempo per far ripartire le transazioni con nuove compravendite» ha detto Lucian Cook, responsabile della ricerca residenziale di Savills, che si attende un calo tra il 5% e il 10% dei prezzi sul breve termine.
La previsione di Knight Frank è di una flessione del 7% per il mercato britannico e del 5% per il centro di Londra. «Da fine marzo abbiamo visto un calo del 5% delle valutazioni che ora che il mercato riapre verrà riflesso in un calo equivalente dei prezzi – ha detto Liam Bailey, responsabile della ricerca globale di Knight Frank –. Sul mercato prime di Londra invece c'è la possibilità di un aumento negli ultimi due trimestri 2020 che compenserebbe almeno in parte le perdite del primo semestre».
Secondo le stime di Rics, ci sarà un calo del 4% dei prezzi sul mercato inglese e ci vorrà quasi un anno per tornare ai livelli pre-epidemia. Una sospensione temporanea dello stamp duty, l’imposta di bollo, potrebbe incoraggiare il rilancio del mercato, secondo l’80% degli interpellati in un sondaggio di Rics, ma il Governo per ora non ha fatto annunci.

La riapertura del mercato riguarda solo l’Inghilterra. I Governi di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, che hanno autonomia in materia di Sanità, hanno deciso per ora di non allentare le misure restrittive e quindi le agenzie immobiliari sono costrette a restare chiuse.

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