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Il mercato interno batte l’export con la spinta degli incentivi

Nel 2021 le vendite di arredo e illuminazione in Italia sono salite del 23,7% sul 2020 (le esportazioni del 20,9%) consentendo alle imprese di recuperare largamente i livelli pre pandemia

di Giovanna Mancini

3' di lettura

L’effetto degli incentivi fiscali legati alla casa sul dinamismo straordinario che ha caratterizzato il mercato interno italiano lo scorso anno è innegabile. Difficile spiegare altrimenti le percentuali di crescita registrate dalle vendite di mobili in Italia, più simili ai tassi di incremento di Cina o Stati Uniti che a quelli dell’asfittico mercato interno conosciuto negli ultimi 10-15 anni.

Uniti alla nuova centralità nell’interesse degli italiani conquistata dall’ambiente domestico, i bonus fiscali hanno spinto le vendite di arredo e illuminazione nel nostro Paese del 23,7% rispetto al 2020, consentendo alle aziende di recuperare abbondantemente i livelli pre-pandemia, con una crescita del 12,3% rispetto al 2019, secondo i dati elaborati dal Centro studi di FederlegnoArredo. Percentuali superiori a quelle (pur significative) delle esportazioni, cresciute lo scorso anno del 20,9% sul 2020 e del 9,3% sul 2019. Certo, fanno notare dall’associazione di categoria, questi dati andranno nei prossimi mesi analizzati alla luce dei bilanci delle aziende, per capire quanto abbiano inciso su questi risultati gli aumenti dei prezzi di listino praticati da molte aziende già negli ultimi mesi del 2021 (e nuovamente a inizio 2022) per compensare in parte i maggiori costi di produzione, dovuti ai rincari delle materie prime, dei trasporti e del gas – tutti problemi che la guerra scatenata dall’invasione russa in Ucraina ha aggravato.

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Tuttavia, aumenti di fatturato così significativi – uniti alla politica di contenimento dei costi adottata da molte aziende – hanno permesso alle imprese di chiudere un 2021 definito da più parti «straordinario», i cui effetti positivi si sono fatti sentire ancora per tutto il primo trimestre. Più difficile prevedere che cosa accadrà nella seconda parte dell’anno, qualora il conflitto tra Russia e Ucraina dovesse proseguire e, con esso, tutte le ricadute a esso collegate sul fronte degli approvvigionamenti, ma anche dell’incertezza generata nelle imprese e nei consumatori. Il timore è soprattutto per gli effetti dell’inflazione, che erode il potere d’acquisto, ma anche la fiducia, degli italiani.

«Il 2021 è stato caratterizzato da un recupero importante, soprattutto sul mercato interno – dice Edi Snaidero, consigliere incaricato gruppo cucine di FederlegnoArredo, commentando i dati del comparto cucine, che l’anno scorso ha registrato in Italia un aumento del 30,7% sul 2020 e del 16,8% sul 2019 –. Le preoccupazioni riguardano una crescita frenata dai rincari, ma gli imprenditori sono abituati a investire nel futuro».

Anche il settore dell’arredobagno (protagonista al Salone del Mobile di quest’anno assieme proprio alle cucine) ha registrato nel 2021 incrementi maggiori in Italia (+14,1% sul 2019) che all’estero (+8,5%), grazie soprattutto al traino degli incentivi, che in questo settore premiano le soluzioni innovative e tecnologiche delle aziende, in grado di ridurre consumi e impatto ambientale.

Il bonus mobili si conferma dunque uno strumento irrinunciabile per la filiera del legno-arredo, come dimostrano i numeri elaborati e diffusi dal ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Finanze. Dalla sua introduzione nel giugno del 2013 sino alla fine del 2020, questa misura (che consente di detrarre il 50%, in dieci anni, delle spese sostenute per l’acquisto di arredi in concomitanza con una ristrutturazione abitativa, fino a un massimo di 10mila euro) ha coinvolto oltre un milione e mezzo di contribuenti, generando un valore complessivo di circa 9,56 miliardi di euro, che salgono a 9,7 miliardi considerando anche il bonus per le Giovani coppie (in vigore nel 2016). Confrontando questo dato con quello dell’anno precedente (8,5 miliardi di spesa complessiva nel periodo 2013-2019), è evidente l’efficacia che ancora caratterizza questo strumento a distanza di anni. Anche per questo FederlegnoArredo ne ha chiesto in più occasioni una stabilizzazione al governo, che in parte ha accolto la richiesta, prorogandolo (nell’ultima Legge di Bilancio approvata) fino a tutto il 2023. Il governo ha ora avviato una riflessione e una revisione dei diversi bonus fiscali legati all’edilizia per i prossimi anni e in questa direzione vanno alcune proposte avanzate da tempo da FederlegnoArredo per rendere queste misure più sostenibili per le casse dello Stato, ad esempio introducendo criteri premianti per soluzioni eco-compatibili, oppure riducendo le aliquote ma prolungandone la durata, in modo da consentire a consumatori e imprese di pianificare spese e investimenti.

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