SALE IN ZUCCA

Il Mes e il “harakiri” collettivo nel nome di una maggiore autonomia del Belpaese

Perché dobbiamo dare subito un po' d'ossigeno al servizio sanitario che sta nuovamente boccheggiando

di Giancarlo Mazzuca

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(IMAGOECONOMICA)

Perché dobbiamo dare subito un po' d'ossigeno al servizio sanitario che sta nuovamente boccheggiando


2' di lettura

Mes o non Mes, questo è il problema. La seconda ondata del Covid, oltre a riproporre, purtroppo, vecchi temi che speravamo di avere accantonato con la fine del primo “lockdown”, ha rispolverato il solito dibattito su Europa-sì, Europa-no anche perché proprio in questi giorni è emerso chiaramente il fatto che i soldi del “Recovery Fund” (oltre 200 miliardi) arriveranno solo dopo giugno 2021.

Perché, allora, non ottenere subito i finanziamenti già disponibili (per l'Italia 36-37 miliardi di euro) etichettati, appunto, come Mes, e destinati alla sanità?

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Questo prestito sarebbe stato disponibile fin dall'estate scorsa ma noi l'abbiamo rispedito al mittente considerandolo poco conveniente. Una specie di “harakiri” collettivo nel nome di una maggiore autonomia del Belpaese davanti ai lacci e lacciuoli comunitari.

Qualcuno, nei mesi scorsi, aveva pure detto che diventava un “boomerang” battere continuamente cassa a livello europeo perché sarebbe stato digerito molto male dai nostri “partner” (a cominciare dai Paesi cosiddetti “frugali”, Olanda in primis) che erano già, allora, impegnati in una battaglia campale sui quattrini del “Recovery “.

E anche per questioni di principio abbiamo detto “no, grazie” al Mes pur di fronte ad un'emergenza sanitaria ed economica che avrebbe dovuto consigliare di essere più pragmatici: non conviene cercare il pelo nell'uovo quando la nave sta affondando.

Adesso, di fronte alla “fase due” del Covid, il premier Conte si è detto disposto a rivedere la nostra posizione. E, allora, cerchiamo di dare subito un po' d'ossigeno al servizio sanitario che sta nuovamente boccheggiando.

Adesso, il motivo per ricorrere immediatamente al Mes è fin troppo evidente. Come potremo, di fronte al nuovo allarme, restare a galla senza qualche iniezione immediata di denaro? Anche perché, contrariamente a quanto è stato detto da più parti, si tratta di uno strumento finanziario per noi conveniente: è un prestito ad interesse zero e - anche se, oggi, i tassi d'interesse sono in picchiata sui mercati finanziari - resta assolutamente appetibile perché certi investimenti, con una situazione sanitaria tornata così precaria, non sono rinviabili.

Non c'è, insomma, più tempo da perdere: qui è in gioco la tenuta stessa del sistema sanitario italiano.

Del resto, anche il premier ha sottolineato il fatto che, per quanto lo riguarda, non è in ballo alcuna questione ideologica a proposito del Mes e che, comunque, la salvezza dell'Italia fa aggio su tutto il resto.

E, allora, è giunto davvero il momento di voltar pagina: Conte pensaci tu.

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