in egitto accanto al grande imam

Il messaggio di pace religiosa di Francesco: «Smascherare la violenza»

di Carlo Marroni

L’abbraccio tra Papa Francesco e il grande Imam di al-Azhar, Ahmed al-Tayeb (EPA/KHALED ELFIQI)

3' di lettura

IL CAIRO - dal nostro inviato. Le parole arrivano dal cuore dell'islam sunnita, da Al-Azhar, “la splendida”, la millenaria moschea-università del Cairo, faro per centinaia di milio i di musulmani i tutto il mondo. «Ripetiamo un “no” forte e chiaro ad ogni forma di violenza, vendetta e odio commessi in nome della religione o in nome di Dio. Insieme affermiamo l'incompatibilità tra violenza e fede, tra credere e odiare. Insieme dichiariamo la sacralità di ogni vita umana contro qualsiasi forma di violenza fisica, sociale, educativa o psicologica» dice Papa Francesco nel suo discorso ai partecipanti alla Conferenza internazionale per la Pace, accanto al Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed Al Tayyib, che abbraccia dopo l'incontro di un anno fa in Vaticano, che segnò il ritorno al dialogo dopo un lustro di interruzione dei rapporti. «Si assiste con sconcerto al fatto che, mentre da una parte ci si allontana dalla realtà dei popoli, in nome di obiettivi che non guardano in faccia a nessuno, dall'altra, per reazione, insorgono populismi demagogici, che certo non aiutano a consolidare la pace e la stabilità» denuncia Francesco. «Nessun incitamento violento garantirà la pace - afferma -, ed ogni azione unilaterale che non avvii processi costruttivi e condivisi è in realtà un regalo ai fautori dei radicalismi e della violenza».

L'Imam di Al Azhar: islam non una religione del terrorismo, nessuna lo è
Parole forti, non scontate, e condivise in un momento di innalzamento dell'offensiva terroristica contro i cristiani (e non solo), a cui il Papa non risponde con toni da guerra di religione, ma al contrario di profondità di dialogo. E anche Al Tayyib, lancia un forte segnale: «L'islam non è una religione del terrorismo» , dice, ma aggiunge che non lo sono neppure il cristianesimo e l'ebraismo. Aggiungendo: «Dobbiamo purificare le religioni da tutto quello che semina l'odio e da qualsiasi deviazione». Su questo il Papa richiama ciascuno alle proprie responsabilità: «In quanto responsabili religiosi, siamo chiamati a smascherare la violenza che si traveste di presunta sacralità. Siamo tenuti a denunciare le violazioni contro la dignità umana e contro i diritti umani, a portare alla luce i tentativi di giustificare ogni forma di odio in nome della religione e a condannarli come falsificazione idolatrica di Dio. La violenza è la negazione di ogni autentica religiosità». «Per prevenire i conflitti ed edificare la pace è fondamentale adoperarsi per rimuovere le situazioni di povertà e di sfruttamento, dove gli estremismi più facilmente attecchiscono, e bloccare i flussi di denaro e di armi verso chi fomenta la violenza» aggiunge il Papa. Un passaggio “politico”, un richiamo che fa spesso sul tema della guerra, che ha alla base sempre degli interessi e mai la vera religione. La Conferenza internazionale ha aanche osservato un «minuto di silenzio» per «le vittime del terrorismo di tutte le nazionalità»: gli istanti di concentrazione sono stati chiesti dal Grande Imam.

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«Pace in Medio Oriente». L'incontro con Al Sisi
Nel secondo appuntamento della prima giornata del viaggio al Cairo c'è stato il discorso con le autorità e alla presenza del presidente egiziano Al-Sisi, incontrato privatamente due ore prima e il cui colloquio è rimasto riservato, compreso quindi un eventuale accenno al caso dell'omicidio di Giulio Regeni, come sollecitato più volte dalla famiglia del giovane ricercatore italiani massacrato nel gennaio dello scorso anno. Il Papa nel discorso è tornato sul terrorismo: «Non si può costruire la civiltà senza ripudiare ogni ideologia del male, della violenza e ogni interpretazione estremista che pretende di annullare l'altro e di annientare le diversità manipolando e oltraggiando il Sacro Nome di Dio. Abbiamo il dovere - ha proseguito - di smontare le idee omicide e leideologie estremiste, affermando l'incompatibilità tra la vera fede e la violenza, tra Dio e gli atti di morte». E un appello per la pacificazione del medio oriente: «Pace per questo amato Paese! Pace per tutta questa regione, in particolare per Palestina e Israele, per la Siria, per la Libia, per lo Yemen, per l'Iraq, per il Sud Sudan, pace a tutti gli uomini di buona volontà!». L'Egitto - ha detto ancora il Papa - è «chiamato a condannare e a sconfiggere ogni violenza e ogni terrorismo dimostrando che si può credere e vivere in armonia con gli altri, condividendo con loro i valori umani fondamentali e rispettando la libertà di fede di tutti». In serata l'incontro con il patriarca copto-ortodossi, papa Tawadros II, scampato alla strage della Domenica delle Palme: e quello dell'ecumenismo è il terzo pilastro di questo viaggio, assieme a quelli interreligioso e pastorale (verso i cattolici, che incontrerà domani).

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