New York

Il Met porta in asta oltre 200 tra stampe e fotografie e un Picasso della collezione

I minor ricavi operativi stimati per il futuro impongono al museo il proseguimento delle operazioni di dismissione, affidate a Christie’s, per alimentare il fondo di supporto e salvare forza lavoro

di Maria Adelaide Marchesoni

4' di lettura

Proseguono le operazioni di deaccessoning da parte dei musei americani indirizzate alla raccolta fondi per far fronte a una situazione ancora problematica che continua a riflettersi in un peggioramento della gestione operativa. Tra i musei americani che stanno facendo “pulizia” nella collezione non manca il Metropolitan Museum of Art di New York che, sotto il martello di Christie's ha in programma una dismissione di oltre 200 stampe e fotografie al fine di raccogliere risorse per arginare parte del deficit di gestione causato dalla pandemia che nell'anno fiscale 2020 (chiusura giugno 2020) ha raggiunto 7,7 milioni di dollari.

La gestione operativa

Il risultato sarebbe stato di gran lunga peggiore se il museo non avesse prelevato 32 milioni di dollari dall'Emergency Relief Fund (“ERF”) il fondo di 75 milioni di dollari costituito da fondi di dotazione flessibili riassegnati, ovvero con nuova destinazione, e dal fundraising dei fiduciari e donatori importanti. Dal marzo 2020 al marzo 2021 le risorse che il museo ha raccolto da 891 donatori sono state pari a 34,8 milioni di dollari. I conti della gestione fiscale 2021 non sono stati ancora comunicati, ma purtroppo il Met nonostante la riapertura e la riduzione dei costi – che ha coinvolto la forza lavoro - continuerà ad affrontare una significativa incertezza finanziaria e operativa a causa dell’impatto della pandemia per i mesi e gli anni a venire che si rifletterà in minori ricavi operativi stimati in 150 milioni di dollari e ci vorranno anni prima di beneficiare il pieno apporto delle entrate turistiche.

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Ogni anno, il Met effettua circa 10 milioni di dollari di deaccessoning di opere d’arte e secondo quanto dichiarato dal direttore, Max Hollien, il museo ha: “fondi di dotazione significativi” destinati alle acquisizioni. Pertanto l'attuale vendita sarà destinata al sostegno del personale del museo incaricato di gestire la gestione e la cura della collezione. Se per il museo la passata stagione estiva è stata ancora penalizzante con il turismo internazionale ai minimi storici e i vincoli di capacità che limitano tutt’oggi significativamente il numero di visitatori, l'autunno potrebbe riservare delle sorprese. Le disposizioni da parte della Casa Bianca sui viaggi aerei internazionali metteranno fine ai divieti di ingresso da decine di paesi in vigore da marzo 2020.

Robert Frank, Parade, Hoboken, New Jersey, 1955, CHRISTIE’S

Instagram

Ai conti della gestione 2021-22 del Met è arrivata anche una boccata d'ossigeno dalla cena Met Gala che chiede un biglietto da 35mila dollari a ospite, una delle sue celebri fonti di finanziamento. Ufficialmente conosciuto come Costume Institute Benefit, l'annuale stravagante notte di moda, arte e celebrità, che nel 2020 era stata cancellata, quest'anno si è svolta lo scorso 13 settembre alimentata dal carburante di Instagram. Il Met, va precisato, è il secondo museo più seguito su Instagram, dopo il Museum of Modern Art . Instagram è stato a lungo parte integrante del Met Gala ma quest’anno, per la prima volta, ha sponsorizzando il Gala, le mostre e il catalogo. L’accordo di sponsorizzazione include “il riconoscimento come sponsor principale” e Adam Mosseri, capo di Instagram, è anche presidente onorario del Met Gala. Il museo non ha rivelato il valore della sponsorizzazione, ma nel 2015 il New York Times ha ipotizzato un compenso di 1 milione di dollari secondo fonti anonime (altri hanno affermato che era più vicino a 3 milioni di dollari).

Le opere in vendita

Oltre alla selezione di fotografie, stampe e multipli il Met ha in programma la cessione di altre opere molto più importanti e, tra queste, una rara scultura del 1909 di Pablo Picasso, «Head of a Woman» che raffigura l'amante Fernande Olivier. L'opera stimata oltre i 30 milioni di dollari è considerata la prima scultura cubista di Picasso. È nella collezione del Met da 36 anni, prima come prestito e, poi, come lascito della mecenate Florene M. Schoenborn, morta nel 1995, che insieme al secondo marito Samuel A. Marx possedeva una grande collezione di arte moderna europea con particolare attenzione al cubismo. La collezione fu dispersa in quattro musei: il Chicago Art Institute, il Metropolitan Museum of Art, il Museum of Modern Art e il St. Louis Art Museum. Un altro calco della scultura è entrato nella collezione del museo all’inizio di quest’anno, secondo il sito web, evento che avrebbe presumibilmente favorito l'ipotesi di cessione della scultura. Il duplicato intitolato Testa di donna (Fernande) proviene dalla collezione di arte cubista donata dal mecenate Leonard Lauder e ha una storia espositiva più illustre di quella che andrà in vendita, essendo apparsa in mostre itineranti di Picasso nel 1940 e nel 2006.

Rumors danno favorita anche per questa futura vendita la casa d'aste Christie's attualmente impegnata nell'offerta di fotografie con la vendita online «Photography of the Civil War: Property from The Metropolitan Museum of Art» di 168 lotti di fotografia della Guerra Civile dal 24 settembre al 7 ottobre. Le fotografie della Guerra Civile sono tra le prime documentazioni fotografiche del conflitto sul suolo americano, scattate dagli innovatori del nuovo mezzo fotografico - Mathew Brady, Alexander Gardner, Timothy O’Sullivan e George Barnard. Altri 16 lotti, tra cui sette immagini di Robert Frank dal suo libro seminale «The Americans», e opere di Brassaï, Anne Brigman, Alvin Langdon Coburn, André Kertész, saranno incluse in una sezione dedicata dell’asta dal vivo di fotografie «Photographs» del 6 ottobre. Altre stampe e multipli saranno presenti nella vendita online «A Graphic Century: 1875-1975» dal 4 al 18 novembre. L'incanto delle opere del Metropolitan Museum of Art illustra perfettamente il rapido sviluppo della grafica, con opere germinali Jim Dine, Jean Dubuffet, Jasper Johns, Roy Lichtenstein, Joan Miro, C.R.W. Nevinson, Pablo Picasso e un importante gruppo di prime litografie di Frank Stella. Insieme, le tre vendite dovrebbero generare tra 900.000 e 1,4 milioni di dollari.

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