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Il metodo Falcone scompagina Cosa Nostra con i processi Spatola e Pizza Connection

Dopo gli anni di formazione a Trapani e Palermo nella sezione fallimentare, Giovanni Falcone applica le rivoluzionarie tecniche investigative in due indagini destinate a rafforzare la cooperazione internazionale. Ricordi e testimonianze dei più stretti collaboratori del giudice istruttore nella seconda puntata del podcast “Il Metodo Falcone”

di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi

Falcone, quando gli scettici canzonavano il pool

2' di lettura

«Io con Falcone ho lavorato nel far west». Più chiaro di così Paolo Bernasconi, oggi avvocato di Lugano, non poteva essere. Già perchè lui, a metà degli Anni Ottanta, quando era un giovane procuratore svizzero, con l'operazione internazionale Pizza Connection, ha lavorato davvero con Giovanni Falcone in quel far west che erano le indagini finanziarie e patrimoniali contro Cosa nostra. Dall'una e dall'altra parte del confine di Chiasso. E con Falcone ha condiviso le frustrazioni di due sistemi giudiziari - quello italiano e quello svizzero - che sembravano reggersi sulla volontà di non incidere nella lotta ai capitali sporchi in mani mafiose.

Ma se in Italia - sull'onda dell'ennesimo omicidio di mafia - nel settembre 1982 arriverà la legge Rognoni-La Torre a introdurre il reato di associazione mafiosa e la previsione di misure patrimoniali applicabili all’accumulazione illecita di capitali, in Svizzera, come spiega Bernasconi, il Parlamento in materia di riciclaggio non ha mai fatto nulla di sua iniziativa, e l’ha fatto soltanto quando ci fossero pressioni dalle organizzazioni internazionali.

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Perfetta sintonia contro le inefficienze del sistema

Ossi duri i due colleghi, che non potevano essere tanto più distanti per formazione professionale e cultura giuridica, eppure in perfetta sintonia quando c'era da mandare gambe all'aria le inefficienze del sistema e raggiungere l'obiettivo di portare la legge dove c'era il far west.

Si sono incontrati al momento giusto ma prima di camminare sulla stessa strada, Falcone ha accumulato anni di esperienza fondamentale nella sua Palermo. Dopo un decennio speso a Trapani, approda nella Procura di Palermo nel luglio 1978, dove rafforza le sue conoscenze economico-finanziarie perché viene applicato alla sezione fallimentare del tribunale. Lì si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione e dei reati fallimentari. Dopo un paio di anni la svolta. Il giudice istruttore Rocco Chinnici - poco dopo assassinato da Cosa Nostra - affida a Falcone nel 1980 un caso delicato, complesso e destinato a diventare “rumoroso”: il processo Spatola. In una frase: mafia, droga e riciclaggio sull'asse Palermo-New York.

A seguire, il processo Pizza Connection che coinvolgerà, oltre all'Italia e gli Usa, anche la Svizzera e le sue banche.La seconda puntata del podcast “Il Metodo Falcone” - disponibile da oggi sul sito del Sole 24 Ore, Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e tutte le piattaforme audio - racconta quegli anni di formazione attraverso le testimonianze e i ricordi dei più stretti collaboratori del giudice istruttore ucciso 30 anni fa nella strage di Capaci insieme alla moglie e tre agenti di scorta. Oltre a Bernasconi, potrete ascoltare i racconti degli ex magistrati Antonio Ingroia e Giuliano Turone e del generale della Guardia di Finanza Ignazio Gibilaro.


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