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Il miliardo è a un passo. Perché corre il mercato del crowdinvesting

L’appeal del vantaggio fiscale, la possibilità di investire a piccoli passi, il real estate che vive una seconda primavera. Ma l’arrivo del Regolamento Europeo accentua la concorrenza nel Vecchio continente

di Lucilla Incorvati

(hkama - stock.adobe.com)

5' di lettura

La finanza alternativa dell’equity e del lending crowdfunding (la ricerca di capitali o erogazioni di crediti tramite internet a privati e imprese) in Italia continua ad ingrossare le sue fila. Se nel 2016 autorizzati da Consob si censivano 19 portali di equity con una raccolta di 5,6 milioni e 4 per lending con una raccolta di 1,9 milioni erogati a imprese, a 5 anni di distanza i portali sono 79 e la cifra monster arrivata a privati e imprese (con capitali di rischio oppure con prestiti) ha raggiunto i 953,4 milioni (503,7 milioni solo nell’ultimo anno +172% a.p.) con il 76,3% delle campagne (588 campagne) che è andata a buon fine. Sono questi i dati più rilevanti del 6° Osservatorio sul Crowdfunding della School of Management del Polimi. Tra i prossimi appuntamenti ai quali l’industria non deve farsi trovare impreparata c’è l’entrata in vigore della Direttiva ECSP (EuropeanCrowdfunding Service Platform), nuovo regolamento europeo che aumenta la concorrenza tra i paesi e tra gli operatori.

LA FOTOGRAFIA
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Un mondo in evoluzione

«L'evoluzione non è solo quantitativa, ma anche qualitativa - sottolinea il professore Giancarlo Giudici a capo del team di ricerca: i modelli di business si fanno più complessi, le offerte si aprono a tipologie variegate di investitori, le campagne si articolano in modo differente e in aree imprenditoriali inedite». Tra gli elementi di novità del 2020 l’avvio del collocamento di minibond (per 22,3 milioni).Negli ultimi 12 mesi sono stati conclusi 34 collocamenti (di cui 28 finalizzati da Fundera, più altri 4 di CrowdFundMe e 2 di Opstart). Fra le operazioni in raccolta c’è il ‘social bond' emesso da Innovative-RFK SpA su Crowdfundme.it che prevede una cedola annuale del 4% e la destinazione del 2% dell'interesse per iniziative benefiche, scelte con la Fondazione Lions Club International. Per quanto riguarda le quote di OICR, si evidenzia l'operazione di Mamacrowd nel marzo 2021 con il collocamento del fondo lussemburghese AZ ELTIF ALICrowd, creato da Azimut Investments. Nel boom , il boom del segmento real state (ben 14 portali per un totale di 157,6 milioni tra equity e lending)

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IL MONDO DEI MINIBOND
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L’appeal fiscale

Tra gli elementi che hanno favorito lo sviluppo dell’crowdinvestin c’è senz’altro all’appeal fiscale. L'innalzamento al 50% delle aliquote per le detrazioni fiscali per le persone fisiche che investono nel capitale di rischio di startup e PMI innovative, con un massimale di 100.000 euro per le prime e 300.000 per le seconde e sotto la condizione di mantenimento dell'investimento per tre anni, introdotto dal Decreto ‘Rilancio' (D.L. 34/2020) in risposta alla crisi Covid-19. Il 15 febbraio 2021 è stato pubblicato il Decreto attuativo del MISE, che subordina l'agevolazione alla presentazione di un'istanza sulla piattaforma informatica dedicata e alla capienza dell'impresa interessata rispetto al regime ‘de minimis' (Regolamento UE 1407/2013). Ciò vuol dire che qualora la startup o la PMI innovativa abbia già ottenuto aiuti o sovvenzioni in precedenza, potrebbe non riuscire a offrire la detrazione al 50%.

Guggenheim Bilbao, crowdfunding per il Puppy di Jeff Koons

I portali che raccolgono di più

Mamacrowd è sempre in testa alla classifica con 51,33 milioni raccolti nelle sue campagne (17,39 milioni nell'ultimo anno) seguita da Crowdfundme ( 48,36 milioni di cui 19,57 milioni raccolti negli ultimi 12 mesi). Walliance, fortemente focalizzato nel real estate, rimane al terzo posto con 43,50 milioni. Se si considera solo l'ultimo anno, troviamo in testa Opstart (con 29,78 milioni) seguita da Walliance (21,78 milioni) e CrowdFundMe (19,57 milioni).

RACCOLTA CON EMISSIONE DI QUOTE DEL CAPITALE DI RISCHIO
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Dove si investe

Protagoniste delle 831 campagne censite sono 742 imprese. Si tratta di 502 startup innovative (pari al 67,7% del campione); 89 PMI innovative (pari al 12,0% del campione);- 106 PMI (pari al 14,3% del campione), tutte Srl tranne 4, che hanno approfittato dell'estensione alle piccole e medie imprese dell'opportunità dell'equity crowdfunding,attuata dalla Legge di Stabilità per il 2017; 45 veicoli di investimento in startup innovative, PMI innovative o altre PMI (6,1%); sitratta di società che investono in portafogli di partecipazioni oppure veicoli costituiti ad hoc al servizio di un unico investimento (in particolare tutte le campagne del portaleDoorway sono costruite così).

LE EMITTENTI (EQUITY)
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La distribuzione geografica

In pole position la Lombardia, con 296 imprese (pari al 39,9% del totale);seguono Lazio a quota 73 ed Emilia Romagna con 66 imprese. Nel Mezzogiorno la Campania supera la Puglia con 21 emittenti. Negli ultimi 12 mesi la Lombardia sale al 44,1%; si notano l'assenza di emittenti siciliane e il recupero del Veneto e delle Marche;perdono terreno Lazio e Piemonte.

LENDING AI RAGGI X
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Gli investitori e il ruolo delle fiduciarie

Su un campione di 37.539 sottoscrizioni ben 35.028 arrivano da investitori persone fisiche e 2.511 effettuate da persone giuridiche. Si intensifica la presenza di campagne in cui si è approfittata dell'opportunità offerta dall'art. 100-ter TUF (si veda a pagina 14) di intestare le quote sottoscritte ad una fiduciaria, per evitare i costi transazionali in caso di cessione futura. Su 456 campagne, c’è la presenza di una fiduciaria in 138 casi (di cui ben 59 nell'ultimo anno). In 13 campagne addirittura il 100% degli investimenti raccolti risulta intestato fiduciariamente; il valore medio è invece il 38%, laddove essa è presente.

Le bacheche elettroniche

L’ultimo anno ha visto anche l'avvio dell'operatività delle ‘bacheche elettroniche' dove gli investitori possono cedere le quote o le azioni sottoscritte a chiunque sia interessato a subentrare. Va sottolineato che in base alla normativa i portali possono ospitare gli annunci relativi alle sole emittenti che hanno collocato su quel portale e non possono in alcun modointermediare fra venditori e compratori. L'organizzazione delle ‘bacheche' non è identica per tutte le piattaforme: ad esempio BacktoWork consente l'inserimento di annuncia sia in vendita sia in acquisto, mentre Crowdfundme pubblica solo le offerte di vendita e notifica a chi si è dimostrato interessato a comprare l'eventuale arrivo di annunci sulla ‘bacheca'.Seguendo le indicazioni di Consob, le piattaforme non tracciano gli scambi effettivamenteconclusi; «la sensazione è che una piccola minoranza degli annunci - si legge nello studio del Polimi - si concretizzi in compravendite e per importi inferiori rispetto a quelli inizialmente proposti»

EROGATO DA PIATTAFORME BUSINESS IMMOBILIARE
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La spinta regolamentare

In questo settore la spinta regolamentare è forte:in novembre entra in vigore l’European Crowdfunding Service Providers, regolamento che in molti si augurano renda il mercato più trasparente ed efficiente: in Italia potranno arrivare operatori stranieri così come gli italiani potranno espandersi all’estero. ItaliaFintech, con il gruppo di lavoro diretto dall’avvocato Alessandro Portolano dello Studio Chiomenti, ha formulato le proprie considerazioni, per dare un contributo concreto alle ripercussioni delle nuove disposizioni normative che disciplinano il mercato italiano del crowdfunding

Il Position Paper auspica un urgente intervento chiarificatore e una presa di posizione da parte del Ministero e delle Autorità di vigilanza competenti nell'ottica di sottrarre il mercato italiano dal rischio che le autorità nazionali degli altri stati membri possano creare dei disallineamenti e rendere meno attraente l'Italia come Paese di insediamento per la propria operatività. Il documento “mappa” tutte le tematiche che devono essere oggetto di riflessione e indica quelle su cui si dovrebbe lavorare in via prioritaria:

1. Misure nazionali di coordinamento atte ad integrare la nuova normativa comunitaria con quella vigente. Questo, soprattutto, con riferimento alla disciplina delle materie lasciate alla competenza dei singoli Stati membri: fra tutte, quella della responsabilità dei portali per le informazioni contenute nel documento di offerta delle campagne;

2. Una procedura semplificata di autorizzazione si attendono per i portali e alle tempistiche di implementazione della stessa, soprattutto per i gli operatori già autorizzati che necessitano di coordinamento e continuità operativa nel periodo di transizione tra la vecchia e la nuova normativa;

3. Favorire lo sviluppo del secondario per semplificare e ridurre i costi. Una dematerializzazione delle quote potrebbe favorire il settore e attrarre capitali e investitori.


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