Investimenti

I consigli dei gestori per investire: il millennial libero professionista


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(Marka)

3' di lettura

Giovanni Cuniberti, responsabile della consulenza a parcella di Gamma Capital Markets, suggerisce al millennial con un profilo di rischio moderato di mantenere la liquidità su un conto deposito per i prossimi tre mesi e di aumentare progressivamente l’esposizione ad attività più rischiose se l'orizzonte temporale dell'investimento si allunga.

IL PORTAFOGLIO DEL MILLENNIAL LIBERO PROFESSIONISTA

35 anni, libero professionista della comunicazione digitale. Reddito annuo lordo 35mila euro, affitto 600 euro/mese, patrimonio 70mila euro da conservare e incrementare. OBIETTIVO: far fruttare i risparmi. PROFILO DI RISCHIO: moderato

IL PORTAFOGLIO

IL PORTAFOGLIO

«Il portafoglio di breve periodo – afferma Cuniberti - non deve portare nessun tipo di rischio e deve preservare assolutamente il patrimonio. Dunque, l’unica soluzione è un conto deposito vincolato a tre mesi, che genera un rendimento di circa lo 0,25% annuo lordo, pari a circa 31 euro netti in 3 mesi. Con i tassi attuali, si tratta di un rendimento quasi insignificante, ma l’orizzonte temporale è molto limitato».

Nel più lungo termine, invece, il millennial ha la possibilità di vivere diversi cicli economici che potrebbero generare buoni rendimenti, soprattutto se l’investimento sarà legato al mondo azionario con una centellinata gestione attiva, anche mensile. Sulla base dei dati reddituali forniti, infatti, si ipotizza che il millennial abbia una capacità di risparmio del 4% al mese, cioè circa 60 euro.

«Il portafoglio a 12 mesi – continua Cuniberti - può essere suddiviso equamente tra un conto deposito e una componente legata al mercato obbligazionario a tasso variabile. Il conto deposito può offrire un rendimento dello 0,4% lordo annuo, pari a circa 100 euro netti in un anno. Per la parte obbligazionaria si consigliano titoli di Stato e obbligazioni societarie a tasso variabile, entrambi legati al mercato italiano, compatibili con un profilo di rischio moderato. Il rendimento lordo è dello 0,35%, pari a 110 euro netti in un anno».

Infine, con un orizzonte temporale di cinque anni, è possibile una maggiore diversificazione, non solo di strumenti, ma anche strategica: «Visti i rendimenti attuali – spiega Cuniberti - la pianificazione finanziaria va integrata con il controllo dei costi e un’attenta selezione di prodotti, da controllare con cadenza almeno mensile. Il portafoglio è suddiviso tra azioni (14%), certificati (30%), obbligazioni (46%) e liquidità (10%)».

La componente azionaria è globale, con focus su stati Uniti e Mid/Small Cap europee: il 5% su settori Usa legati ai Software, al benessere e all’aumento della vita media (increased life expectancy). Secondo Cuniberti, sono questi i settori più promettenti, per via della rivoluzione tecnologica in atto e dell'attenzione al benessere fisico ed economico nei Paesi occidentali (che spingono il settore del lusso e del benessere per l'età matura); un altro 5% è allocato su azioni Mid e small Cap Europee, in particolare italiane, perché hanno multipli sottovalutati e perché rappresentano l'eccellenza in Europa in termini di valore aggiunto nella creazione di prodotti di alta qualità e dei servizi ad essi associati; infine, un 4% di azioni di Vietnam, Cina e India, dove le potenzialità di crescita e di aumento della popolazione alimentano i consumi.

Il 30% del patrimonio dedicato ai certificati è così suddiviso: 10% su titoli azionari Usa settore tech con flusso cedolare mensile (legato all'andamento del titolo sottostante il certificato), che danno il giusto mix fra rendimento e rischio; il 20% su titoli azionari Italia ed Europa a capitale garantito.

La parte di obbligazioni (46%) è allocata in titoli di stato e obbligazioni societarie europee (26%) con basso rischio; in Etf sui mercati emergenti (10%) per sfruttare l'apprezzamento valutario e, infine, in obbligazioni globali (10%) per diversificare su più aree geografiche.

«Il 10% di liquidità – conclude Cuniberti – servirà a incrementare le posizioni azionarie a prezzi più vantaggiosi nei momenti di volatilità».

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