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Il mini-rally di fine marzo non salva Piazza Affari: peggior trimestre dal 1998

L'emergenza innescata dalla pandemia del Covid-19 ha fatto registrare nell'ultimo mese brusche cadute dei listini di tutto il mondo, che portano in rosso pesante i primi tre mesi dell'anno. Per le Borse mondiali si tratta dei tre mesi peggiori dal 2008, per l'Europa dal 2002. Indici che a metà febbraio avevano aggiornato nuovi record e che ora si confrontano con incertezza e volatilità

di Chiara Di Cristofaro

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L'emergenza innescata dalla pandemia del Covid-19 ha fatto registrare nell'ultimo mese brusche cadute dei listini di tutto il mondo, che portano in rosso pesante i primi tre mesi dell'anno. Per le Borse mondiali si tratta dei tre mesi peggiori dal 2008, per l'Europa dal 2002. Indici che a metà febbraio avevano aggiornato nuovi record e che ora si confrontano con incertezza e volatilità


3' di lettura

Il mini rally degli ultimi 10 giorni non basta a Piazza Affari e alle Borse europee e mondiali, che archiviano un trimestre nero. Dopo la lunga fase di euforia che aveva portato a febbraio 2020 i mercati americani sui massimi storici e quelli europei su livelli record pluriennali, la doccia fredda dell'epidemia da coronavirus è arrivata alla fine di febbraio e ha azzerato la propensione al rischio provocando un'ondata di vendite. I timori sul crollo della domanda e sugli effetti a medio e lungo termine del lockdown hanno colpito l'azionario.

Per il Ftse Mib un calo del 28%, mai così male dal 1998
A Piazza Affari il primo trimestre del 2020 è il peggiore per il Ftse Mib dal 1998. L'azionario italiano veniva da un'annata record e a inizio febbraio viaggiava sui massimi dal 2018, la discesa è stato rapida e intensa: il 24 febbraio con l'ampliarsi della diffusione del coronavirus si sono azzerati anche i guadagni messi a segno da inizio anno. Nei primi tre mesi, la perdita per l'indice, nonostante il recupero dell'ultima settimana, è del 27,5%, per trovare un calo simile dobbiamo andare al terzo trimestre del 2011 quando la flessione fu del 26,5% e al terzo trimestre del 2002 (-24,3%).

In Europa un trimestre così non si vedeva dal 2002
Il bilancio trimestrale è pesante anche per l'Europa: lo Stoxx Europe 600 registra con il suo -23% la performance peggiore dal terzo trimestre del 2002 quando il calo era stato pari al 23,3% mentre per le Borse mondiali, considerando l'Msci World la flessione (-20,7%) è la peggiore dall'ultimo trimestre del 2008.

Il crollo della domanda pesa sul greggio: -60% in tre mesi
Il periodo gennaio-marzo 2020 resta negli annali anche per il pesante crollo del prezzo del petrolio, affossato dalle pressioni sulla domanda: nei primi tre mesi dell'anno il Brent ha perso più del 65%, il trimestre peggiore dal 1990, e cede il 54% in marzo, il mese peggiore di sempre. Non va meglio al Wti: i future calano del 67% nel primo trimestre, il peggiore dal 1983, e più del 55% in marzo, il mese peggiore di sempre.

Banche centrali e Governi intervengono, ma resta l'incertezza
La pandemia da coronavirus si è via via aggravata dalla fine di febbraio a oggi, nel giro di un mese tutto il mondo si è visto costretto ad adottare misure di contenimento, di isolamento sociale, di chiusura delle attività produttive con conseguenze per l'economia certamente pesanti e che si stanno ancora studiando. La reazioni dei governi e delle banche centrali di tutto il mondo hanno parzialmente frenato i cali, con enormi iniezioni di liquidità a sostegno delle economie e con i governi impegnati a fronteggiare la crisi. Nell'ultima settimana si è visto un ritorno di acquisti sul mercato, anche se gli analisti sottolineano il permanere degli elementi di incertezza.

Occhi puntati sui contagi e sull'ampiezza della recessione in arrivo
In primis, sull'effettiva risoluzione del problema sanitario, che richiede ancora del tempo e lascia aperti molti interrogativi. In più, sul fronte finanziario ci si interroga se in effetti il fondo sia stato toccato con questo primo trimestre o se, nelle prossime settimane, si vedranno nuove accelerate al ribasso. Ancora: se una recessione appare ormai certa per il secondo trimestre dell'anno, la sua ampiezza è ancora tutta da misurare (oggi Confindustria stima per l'Italia un primo semestre con un Pil in calo del 10%) e dipenderà anche dalla capacità di reazione dei Governi e delle autorità finanziarie. Infine, fanno notare gli analisti di ActivTrades, "esiste un'alta probabilità che gli investitori di tutto il mondo inizino presto a valutare gli impatti negativi degli ingenti aggiustamenti monetari da parte delle banche centrali. Questa situazione è particolarmente importante in Europa, dove è probabile che la Bce esca dalla crisi con debiti record, che avranno sicuramente un impatto sulla solidità del blocco dell'Ue". Solidità che, in questo momento, appare messa a dura prova anche di fronte alle decisioni comuni che l'Europa deve prendere per fronteggiare l'emergenza.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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