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Pensioni, Calderone apre a Quota 41 per evitare lo «scalone» nel 2023

Nell’incontro con le parti sociali il titolare del Lavoro ha indicato le priorità di azione: flessibilità pensionistica e politiche attive

di Giorgio Pogliotti

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2' di lettura

Evitare lo “scalone pensionistico”, legato alla scadenza a fine anno di Quota 102 (uscita con 64 anni di età e 38 di contributi), con una possibile introduzione di Quota 41 (relativo agli anni di contribuzione, con una età anagrafica minima ancora da individuare), e la conferma delle attuali misure di flessibilità pensionistica in scadenza a dicembre, come Opzione Donna. Un rilancio delle politiche attive del lavoro, a sostegno soprattutto di donne e giovani, e più in generale di quanti hanno perso il lavoro e devono ricollocarsi. Sono le priorità indicate dal ministro del Lavoro, Marina Calderone nel primo tavolo con le parti sociali.

Una riforma strutturale del sistema pensionistico

Alle 29 sigle, tra sindacati e associazioni datoriali incontrati al ministero del Lavoro, il ministro Calderone ha spiegato: «Dal primo gennaio 2023 , senza correttivi, avremo il cosiddetto scalone previdenziale che in questo momento potrebbe comprimere di più la dinamicità del mercato del lavoro che già presenta criticità. Lavoriamo per riconfermare alcuni interventi e per valutare in che modo introdurre altre forme di flessibilità in uscita che siano sostenibili». Per il ministro serve una «riforma strutturale di sistema» che possa «riordinare tutte le gestioni previdenziali e fare ordine anche di tante situazioni che non garantiscono tutele ai lavoratori, indipendentemente dagli interventi in legge di Bilancio». Nel merito, «Quota 41 potrebbe essere un numero di riferimento, ma dobbiamo ancora vedere in che modo e con quali condizionalità, insieme alla proroga di Opzione Donna e di altri strumenti». Il pensiero va all’Ape sociale.

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Priorità a giovani e donne da inserire nel mercato del lavoro

Le altre priorità, ha continuato il ministro, sono quelle «dell'accesso al lavoro per giovani e donne, del riaccompagnamento al lavoro per chi lo ha perso, delle politiche attive attraverso l'investimento delle risorse del Pnrr e dei fondi strutturali europei non sempre utilizzati a pieno».

Navigator: nessuna proroga in vista

In questo ragionamento si inserisce il Reddito di cittadinanza:«Nessuno ha mai detto che chi non può lavorare verrà lasciato indietro», ha aggiunto «non credo che sia questo il messaggio che bisogna trasferire. Invece bisogna trasferire il messaggio che chi è nelle condizioni di lavorare, o che lo sarà attraverso percorsi di riqualificazione, deve trovare la giusta qualificazione. E questo è il pensiero e anche l’attività che andrà fatta» Se ci saranno da apportare delle modifiche «in termini di nuovo assetto, controlli, condizionalità, devono servire per migliorare le performance nell’ingresso dei lavoratori». Quanto al migliaio di navigator, con il contratto scaduto lo scorso 31 ottobre, il ministro Calderone ha ribadito che «la loro conferma non è stata prevista dal precedente governo e adesso non è possibile né una proroga né una ricontrattualizzazione senza una norma, che non è allo studio del ministero».

Infine una dichiarazione di metodo: dopo il primo faccia a faccia, con le parti sociali, ci sarà «un percorso di lavoro di legislatura, che non si esaurisce con la Manovra. I principali temi verranno affrontati in specifici tavoli di confronto».

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