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Il ministro Lollobrigida firma il decreto contro il caporalato

Rimandata a un successivo provvedimento, di concerto col ministero del Lavoro, l’identificazione delle sanzioni per chi viola il decreto

di Micaela Cappellini

(nick barounis - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il neoministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha firmato il decreto interministeriale sulla “condizionalità sociale”, che ha l’obiettivo di contrastare il caporalato e il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori del settore. Sono invece rimandate a un successivo provvedimento le sanzioni relative alla mancata applicazione di questo decreto, che verranno concertate insieme al ministero del Lavoro.

La firma del decreto arriva lo stesso giorno in cui nel Foggiano i carabinieri hanno proceduto all’arresto di 5 persone con l’accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro presso quattro aziende agricole pugliesi. Gli arresti sono la conclusione dell’indagine cominciata nell’ottobre 2020, in seguito all’incidente stradale che coinvolse un furgone con 5 braccianti agricoli africani a bordo. La manodopera illegale veniva reclutata nella baraccopoli di Rignano: i braccianti venivano sfruttati e pagati a cottimo 4 euro er ogni cassa di pomodoro da 300 chili.

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L’Italia ha già una legge per combattere il caporalato, la 199 del 2016, un provvedimento che però negli anni non è mai riuscito a dispiegare appieno i suoi effetti perché è rimasta inapplicata soprattutto nella parte del collocamento dei lavoratori stagionali: il vulnus della legge, dicono i sindacati, sta nel non aver creato un sistema efficiente di incontro tra domanda e offerta di lavoro, insomma un’alternativa legale al caporalato.

«La firma da parte del ministro Lollobrigida del decreto interministeriale sulla condizionalità sociale rappresenta un’ottima notizia per il mondo del lavoro - ha commentato il segretario generale della Fai-Cisl, Onofrio Rota - ora dobbiamo tutti impegnarci per concretizzare la clausola sociale prevista dalla nuova Pac come ulteriore strumento di contrasto e prevenzione dello sfruttamento e di tutela della salute e sicurezza in tutti i luoghi di lavoro».

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