intervista a SAAD AL KAABI

Il ministro del Qatar: «Ecco perché abbiamo lasciato l’Opec»

di Sissi Bellomo


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Saad al-Kaabi, ministro dell’Energia del Qatar

2' di lettura

«Credetemi, al 100% non è stata una decisione politica». Il ministro dell’Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, a Vienna per il suo primo e ultimo vertice Opec, spiega perché Doha ha abbandonato il cartello.

«Molti vogliono dare una lettura in chiave politica, dicono che è per via dell’embargo saudita e così via. Ognuno è libero di esprimere il suo punto di vista, ma non è così».

Il ministro, in carica da appena un mese, rivendica di aver suggerito lui stesso all’emiro l’idea dell’uscita dal gruppo. «L’Opec non ci serve, siamo un produttore di petrolio di dimensioni modeste e non abbiamo abbastanza peso. Abbiamo valutato tutti i pro e i contro e alla fine abbiamo capito che restare non ci avrebbe portato nessun beneficio e soprattutto non avrebbe avuto valore nella nostra strategia, che è quella di crescere nel gas».

Il Qatar è il maggior fornitore di Gnl al mondo e punta ad espandere la sua capacità produttiva da 77 a 110 milioni di tonnellate l’anno. «Sono stato alla guida di Qatar Petroleum per 22 anni e posso dirvi che tutte le nostre attività sono orientate a crescere nel gas. Abbiamo già annunciato molti progetti in questa direzione e ne annunceremo ancora».

La concorrenza degli Stati Uniti? Non è un problema, anzi. «È un fatto positivo, noi vogliamo che nel mondo si consumi sempre più gas. E poi noi stessi puntiamo a esportare Gnl dagli Usa».

Al-Kaabi anticipa che Doha è «molto vicina a prendere la decisione finale di investimento per Golden Pass Lng», il più grande rigassificatore del mondo, in Texas, che verrà riconvertito in terminal per esportare gas liquefatto. Il progetto – di cui Qp ha il 70% in partnership con ExxonMobil e Chevron – costerà 10-12 miliardi di dollari e avrà una capacità di 16 milioni di tonnellate l’anno, ricorda il ministro qatarino.

Interessati a investire nel Gnl anche in Russia, come vuole fare l’Arabia Saudita? «No, per ora non ne abbiamo intenzione», dice il ministro, che non ha incontrato la delegazione di Mosca né lo farà, perché ha deciso di lasciare Vienna prima che i lavori del vertice entrino nel vivo.

«Ho chiesto al segretariato dell’Opec di scusarmi se dopo la sessione inaugurale uscirò dalla sala riunioni – spiega Al Kaabi –. Non mi sembra eticamente corretto partecipare alla discussione sui tagli. Il Qatar non intende contribuire, nemmeno in veste di alleato non Opec».

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