intervista

Il ministro Toninelli: «Non voglio azzerare tutto, le infrastrutture sono un volàno per l’economia»

di Giorgio Santilli

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(ANSA)


3' di lettura

Ministro Toninelli, già nella formazione del contratto di governo, le infrastrutture sono state un tema in cui si è evidenziata forte differenza di posizioni fra voi e Lega. Sulla Tav e sul terzo valico, ma non solo. Qual è la sua posizione su queste opere e come pensa di tenere insieme l’alleanza su un tema così delicato?
È per questo che abbiamo scritto un contratto di governo tra forze che partivano da posizioni distanti, un documento votato a larghissima maggioranza dai cittadini interpellati. Il punto di caduta è lì dentro: tutte le opere verranno sottoposte a un’attenta valutazione del rapporto tra costi e benefici, verificandone la sostenibilità economica e ambientale. È il metodo migliore per iniziare a far bene.

Che idea ha delle infrastrutture come volàno dell’economia?
Un Paese come l’Italia, se vuole puntare a innovarsi e cavalcare il futuro, non può fare a meno di un continuo miglioramento delle proprie infrastrutture materiali e immateriali. Siamo un naturale hub logistico nel Mediterraneo, lo sappiamo, ma abbiamo bisogno di connettere meglio anche le varie aree del Paese. Le opere utili aiutano la competitività delle imprese, migliorano la qualità della vita dei cittadini e una buona manutenzione ordinaria consente allo Stato di risparmiare, evitando emergenze e calamità. Bisogna far in modo che il Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti sia sempre più efficiente e razionale.

Quali sono le sue priorità?
Mobilità fossil free, ferrovie regionali, legalità e Sud.

Il suo predecessore Delrio ha fatto un’intensa riprogrammazione delle opere prioritarie, con un piano da 140 miliardi. Ma non è riuscito ad accelerare gli interventi. Di fatto gli investimenti pubblici restano il motore mancante della nostra economia. Che giudizio dà della riprogrammazione e della mancata ripresa? Ha intenzione di azzerare tutto e ricominciare da capo?
Abbiamo perso circa un punto di Pil di investimenti pubblici dall’inizio della crisi a oggi. La spesa in conto capitale è stata la vera vittima dei tagli. Invece la grande recessione ha dimostrato che quella porzione della domanda aggregata è il volàno migliore per far ripartire l’economia. Qui non si tratta di azzerare tutto, ma di sviluppare in continuità ciò che funziona e di innovare laddove le cose non vanno bene, per esempio snellendo le procedure che passano dal Cipe.

Il codice degli appalti viene considerato da molti uno dei responsabili della mancata ripresa. Bisogna correggerlo, e dove, o bisogna accelerarne l’attuazione?
Bisogna migliorare la qualità della spesa, la capacità di programmazione e di individuazione di una corrispondenza tra gli obiettivi di mandato e l’azione delle centrali di committenza. È necessario alzare il livello qualitativo della progettazione, abbattendo al tempo stesso gli sprechi e i casi di incompiute. Ma, soprattutto, gli appalti pubblici necessitano di grande trasparenza e maggiore semplicità, per scongiurare i gravi fenomeni corruttivi e gli scandali cui assistiamo da troppo tempo.

Pensa che il ruolo dell’Anac, che svolge funzioni di soft law per gli appalti oltre che di anticorruzione, vada riconfermato?
Metteremo in piedi un’interlocuzione e una collaborazione assidue con l'Anticorruzione. Per il Movimento 5 Stelle, la legalità è da sempre una stella polare. Non solo come principio in sé, ma anche come mezzo per far risparmiare tanti soldi alla Pubblica amministrazione.

Cambierà i vertici delle strutture ministeriali, a partire dalla struttura tecnica di missione che gioca un ruolo fondamentale?
Sono appena entrato al ministero. Ho subito notato la presenza di eccellenti professionalità, esperienze e abilità di altissimo livello. Mi prenderò un po’ di tempo per valutare e decidere. La struttura tecnica di missione ha un ruolo fondamentale in termini di pianificazione strategica e project review delle opere. Un ruolo che va valorizzato al meglio.

Nella sua delega una parte rilevante spetta ai trasporti. Non pensa sia necessario un intervento urgente per le città in termini di metropolitane e potenziamento di bus e servizi?
La mobilità collettiva, pulita e dolce rappresenterà uno dei punti cardine delle nostre linee di intervento. Sicuramente ci muoveremo, nei limiti delle nostre prerogative, per aiutare le città ad offrire servizi sempre migliori ai cittadini. Il M5S ha nel proprio dna la promozione del trasporto sostenibile.

Darà una mano anche all’Atac e a Roma? Si era parlato di un intervento di Fs sulla mobilità romana.
Il Campidoglio sta facendo di tutto per salvare un’azienda che è stata letteralmente spolpata dalle gestioni precedenti, fino ad accumulare circa 1,3 miliardi di debiti. Come ha detto la sindaca Virginia Raggi, è meglio che Atac rimanga in mano a Roma e ai suoi cittadini. Fs deve invece concentrarsi sugli investimenti per rendere sempre migliore la propria rete infrastrutturale.

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