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Il Mipim esplora le nuove frontiere degli spazi condivisi

di Paola Dezza


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Lo Student hotel Lavagnini a Firenze è tra i progetti italiani nella rosa dei candidati al Mipim award assieme al CityLife shopping district di Milano e al Club Med di Cefalù in Sicilia

3' di lettura

Veleggia in acque tranquille a velocità di crociera il mercato del real estate europeo, che ha fatto il suo ingresso nel 2019 con fondamentali decisamente forti e volumi che viaggiano sui 264 miliardi di euro (dati a fine 2018), in calo del 2% sul 2017.

Molti esperti sono dunque ottimisti sull’anno che abbiamo davanti. Di questo e di come cavalcare le sfide future si parla al Mipim, l’evento più importante nel real estate internazionale per il quale tutti i protagonisti del settore (sono attesi 26.500 esperti) si daranno appuntamento da oggi 12 marzo a Cannes fino a venerdì 15 marzo. Ottimisti, ma consapevoli del fatto che la fine del ciclo immobiliare si sta avvicinando, anche se il punto di svolta non è ancora dietro l’angolo.
Da Bnp Paribas real estate si aspettano ritorni positivi e a una cifra per ogni asset class: ritorni medi per gli uffici prime del 4%, del 7,5% per la logistica e del 3,5% per il segmento retail.
Motivo di preoccupazione sono però i prezzi raggiunti dagli immobili, soprattutto nelle principali città europee. Ma il mercato ha davanti a sè ancora 18-24 mesi di crescita.

Tutti temi che terranno banco alla 30esima edizione del Mipim. «Questa sarà una edizione speciale - dice Ronan Vaspart, direttore della fiera -, visto che l’evento è nato nel 1990. Per questo motivo abbiamo scelto di fare in modo che il focus sia sugli anni futuri. Il titolo del Mipim quest’anno è «Engaging the future», tema che verrà declinato a vari livelli, dalla sostenibilità (che va analizzata non solo in relazione all’ambiente, ma anche alla sostenibilità sociale) al tema degli investimenti secondo una strategia basata sulle città». A inaugurare l’evento l’ex segretario dell’Onu Ban ki Moon.

Verranno analizzati anche i grandi trend, dal coworking al coliving, che hanno grande rilevanza sociale e stanno cambiando le modalità del vivere gli spazi, dentro e fuori casa. «C’è grande attesa in questa edizione per l’emergere di nuovi attori, operatori del coworking, del coliving e del segmento student housing - dice Filippo Rean, direttore della divisione real estate di Reed Midem, società che organizza l’evento -. Basti pensare al fatto che solo cinque anni fa il coworking non esisteva e oggi è entrato nel quotidiano. A Londra gli operatori del settore rappresentano oggi i primi locatori in termini di nuovi contratti. Questa 30esima edizione farà da spartiacque per via dell’accelerazione in termini di cambiamento che il mondo immobiliare sta vivendo, novità per le città e per il modo in cui gli immobili sono concepiti e utilizzati. Come ogni anno cercheremo quindi di proporre idee, spunti e nuovi partecipanti per aggiungere la loro esperienza al dibattito». Rean sottolinea anche che al centro del dibattito nei giorni della kermesse ci saranno temi come la disponibilità di finanziamenti, il rallentamento del mercato e la Brexit.

Al centro oggi c’è l’utilizzatore finale. Le conferenze tratteranno dunque temi legati alle strategie da scegliere per assicurare qualità della vita e come impiegare in maniera ottimale le risorse esistenti. Tornando alle città, Bnp Paribas si aspetta i migliori ritorni delle proprietà prime come Madrid (+8%), Amsterdam (+8%) e le città tedesche di Colonia (+9%), Dusseldorf (+8%) e Francoforte (+7,5%).

«Le prospettive sono buone, anche per il mercato italiano che è particolarmente attivo - dice Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari -, più per il segmento core che per quello residenziale». A dimostrazione del fermento del mercato italiano ci sono molte operazioni concluse e allo studio, anche di ampio respiro. Operazioni che iniziano a riguardare la riqualificazione di ampie aree urbane e sviluppo immobiliare, a Milano in primis ma anche a Roma, dove molti investitori stanno dirigendo i propri investimenti. «Anche Napoli e Torino si stanno svegliando, Venezia è attiva - dice Breglia -. Abbiamo davanti a noi ancora anni favorevoli, anche sullo sviluppo. Il real estate in Europa sta andando bene, con un lieve rallentamento e i tassi di interesse ancora bassi rendono l’immobiliare tuttora competitivo». Ci sono dei settori in difficoltà? Sì, come il residenziale di media qualità, ma ci sono anche opportunità nel segmento di riposizionamento degli anziani. «Anche i flussi di spostamento verso le zone calde in Europa, e belle, creano ambiti di investimento» conclude Breglia.

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  • Paola Dezzavice caposervizio

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

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