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Il mistero dei BoT tornati con un click a pagare tassi negativi (-0,227%)

di Vito Lops


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Imagoeconomica

1' di lettura

Nell’ultima asta di BoT qualcosa di strano è successo. La distanza tra il rendimento massimo assegnato (0,223%) e quello minimo (-0,227%) è abissale, ovvero 45 punti base. Il titolo è stato complessivamente collocato - per un controvalore di 6,5 miliardi di euro - al tasso dello 0,181% evidenziando anche una buona domanda. Il rapporto di copertura è stato infatti di 1,65 volte, che si ottiene dividendo la domanda (10,7 miliardi) per l’importo assegnato (6,5 miliardi).

Tasso-negativo

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Stupisce però la distanza tra il rendimento minimo e massimo, soprattutto considerando che difatti c’è qualcuno che in questo momento è stato disposto a pagare il Tesoro pur di possedere titoli di Stato (è quello che accade quando si comprano titoli a tassi negativi). Una condizione a cui l’Italia è stata abituata negli ultimi anni dove i tassi negativi non sono certo una novità. Ma è una condizione che l’Italia non sta sperimentando più dallo scorso maggio, ovvero da quanto è tornata un po’ di tensione sul debito pubblico, confermando dall’aumento dello spread da 120 punti a una media delle ultime settimane di 270 punti.

Come mai qualche investitore è stato disposto a comprare il titolo a tassi negativi, pagandolo quindi certamente di più rispetto alla valutazione del mercato secondario, poi confermato dal tasso medio di aggiudicazione?

La risposta più probabile, ma al momento non confermata, è che ci sia stato un errore nella digitazione da parte dello sfortunato investitore che a questo punto si troverà nei prossimi 12 mesi nell’anomala condizione di finanziare il Tesoro.

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