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Il mobile non conosce crisi, vale 21,8 mld. Vincono Ikea e Mondo Convenienza

di Corrado Poggi


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4' di lettura

Un comparto che si è dimostrato più forte della crisi e che nel 2017 ha registrato un aumento dei ricavi del 4,4% a 21,8 miliardi di euro. E' la fotografia del comparto legno-arredo scattata dall'ufficio studi di Mediobanca nella seconda edizione del focus sulle aziende del settore sulla base dei dati resi disponibili da FederlegnoArredo. Secondo l'indagine, che ha analizzato l’andamento delle 330 imprese (52 commerciali e 278 produttive) che nel 2017 hanno realizzato un fatturato pari almeno a 16 milioni di euro, oltre un terzo di queste vendite (circa 9 miliardi) è stato realizzato sul fronte delle esportazioni. Nello stesso anno, il fatturato delle sole aziende produttive ha toccato quota 16,5 miliardi segnando un progresso del 5% sul 2016. In questo caso il peso dell’export è pari a poco più della metà del giro d’affari complessivo (51,5% a 8,5 miliardi). Per quanto riguarda i comparti, a crescere maggiormente nel 2017 sono stati i produttori di mobilio per ufficio e spazi pubblici (+8,7% nelle vendite), seguiti dai produttori di cucine (+7%) e da quelli di legno e derivati (+6,8%). Meno dinamici, invece, i mercati dell’illuminazione (+0,9%) e delle poltrone e dei divani (+0,8%). Nonostante l’export rappresenti un’importante voce per tutti gli operatori, nel 2017 i maggiori incrementi di vendite sono stati realizzati sul mercato interno. Fa eccezione l’altro mobilio domestico diverso dalle cucine, comparto che ha nell’esportazione il suo punto forte.

La distribuzione geografica
Il Nord Est è l’area italiana maggiormente rappresentata dall'indagine (142 su 330 imprese, il 43% del totale), seguita dal Nord Ovest (108, 33%), dal Centro NEC (49,15%) e dal Centro, Sud e Isole (31, 9%). Le 5 regioni che contano una cospicua presenza di aziende specializzate nel settore Legno-Arredo sono nell’ordine: Lombardia (98 aziende), Veneto (70), Friuli Venezia Giulia (33), Marche (30) ed Emilia-Romagna (27) che – insieme – rappresentano il 78% del totale delle imprese considerate (80% in termini di fatturato). Ben 174 imprese, inoltre, si trovano in aree distrettuali, a conferma dell’importanza delle reti imprenditoriali locali, che col loro modello basato sulla collaborazione e sulla competizione moltiplicano le capacità delle singole aziende. Per quanto riguarda la governance, ogni azienda ha un board composto in media da tre persone (1.046 membri in tutto), con il 91,8% dei consigli che non superano 5 unità. Gli Over 73 rappresentano il 13,2% delle posizioni, mentre i Baby Boomers, con età compresa tra i 54 e i 73 anni, sono la fascia generazionale più rappresentata (48%). A seguire i nati tra il 1966 e il 1980 (Generazione X) coprono il 32,8% delle cariche. Scarsa la presenza dei Millennials (5,9%) (1981-1995) e degli Under 24 (0,1%). La presenza femminile, infine, è limitata al 21,1% delle cariche.

I top player da oltre 1 miliardo di vendite
Sono due i player del settore legno-arredo in Italia con un fatturato da oltre 1 miliardo di euro. L'indagine ha incoronato nuovamente Ikea Italia Retail quale primo gruppo in Italia per fatturato (1,8 miliardi di fatturato, +1,3% sul 2016), con alle spalle Edil Tre Costruzioni (Mondo Convenienza) con ricavi per 1,1 miliardi, in crescita del 5,8%. Completa il podio il gruppo Saviola, gruppo mantovano operativo nella lavorazione del legno con ricavi per 0,6 miliardi (+10,4%). Seguono Inca Properties (Friul Intagli, 0,5 mld, +8,1%) che produce altro mobilio domestico e Natuzzi (0,4 mld, -1,9%) del comparto poltrone e divani. Tra le 330 aziende i campioni per crescita di fatturato totale sono: Sistem Costruzioni (Mo, +90,1%), Paolo Castelli (Bo, +71,4%), Marine Interiors (Pn, +64,6%), Spencer Contract (Ge, +62%) e Ares (Ar, +46%). Si tratta perlopiù di aziende del settore contract per l’arredo di spazi pubblici, navi e imbarcazioni. Tra le 278 imprese produttive infine campioni per vendite all’estero (incidenza sul fatturato quasi totalitaria) sono: Bardi (Pt), Gamma Arredamenti International (Fc), Camel Group (Pn), Tecnoform (Bo) e Ellevi (Mb).

Bilanci solidi: 88% imprese in utile
Nel 2017 l'88% delle imprese che hanno fatturato almeno 16 milioni di euro di ricavi e sono dunque rientrate nel secondo focus dell'ufficio studi di Mediobanca sulle aziende del settore legno-arredo hanno chiuso con i bilanci in utile. Il
risultato d’esercizio per il 2017 (l'ultimo anno per cui sono disponibili i dati aggregati) è stato pari a 708 milioni di euro, in crescita dell’8,3% rispetto al 2016.
Le 330 imprese che rientrano in questo campione occupano inoltre 82.000 dipendenti, in aumento del 6,5% rispetto al 2013. Dieci di queste danno lavoro al 30% circa (24.000 dipendenti) del numero complessivo di occupati. I principali incrementi si devono alle imprese commerciali (+16,8%), mentre, nell’ambito delle produttive, i settori più dinamici sono stati quelli dell’altro mobilio domestico (+15,6%) e degli uffici e spazi pubblici (+12%). In calo gli imbottiti (-4,7%) e l’illuminazione (-7%). Dal punto di vista finanziario le imprese del settore possono vantare una buona solidità: negli ultimi cinque anni, infatti, l’incidenza del debito finanziario sui mezzi propri è passato dall’80,3% del 2013 al 54,5% del 2017. Contemporaneamente è cresciuta anche la liquidità rapportata al debito finanziario (dal 31% al 50,6%). Chiude il quadro un’elevata affidabilità
creditizia, confermata dai punteggi di credit scoring che nel 2017 includevano il 71,9% delle aziende produttive nella classe investment grade.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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