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Il modello Emilia-Romagna fa sistema e sbarca a Houston

Le aziende, da Dallara a Barilla, parteciperanno alla missione americana di novembre Una opportunità sostenuta dalla Regione che ha inserito l'economia dello spazio tra le sue strategie

di Ilaria Vesentini

 L’azienda imolese Npc Spacemind che produce microsatelliti e attrezzature per il trasporto nello spazio

3' di lettura

Mancano poco più di sette settimane alla prima missione che la Regione Emilia-Romagna ha organizzato a Houston per portare e promuovere la sua filiera dell’aerospazio lì dove si decidono le sorti della space economy occidentale. I nomi di chi prenderà parte al viaggio dall’11 al 19 novembre in Texas ancora non sono noti – chiude a fine settembre la call lanciata per raccogliere le manifestazioni di interesse – ma è certo che a fianco dei grandi big industriali già coinvolti nelle prime attività del “Forum Strategico Aerospazio” (Dallara, Barilla, Technogym…), lanciato lo scorso dicembre dalla Giunta Bonaccini, faranno capolino le tante piccole realtà manifatturiere che stanno esplodendo in questo settore lungo la via Emilia.

Aiutate da un lato dall'impegno politico della Regione, che ha inserito la aerospace economy nella “Strategia di specializzazione intelligente S3” per finanziare lo sviluppo di attività imprenditoriali innovative e dall'altro, dalla presenza sul territorio di infrastrutture di ricerca all’avanguardia, dall’hub aeronautico-spaziale di Forlì al Big Data Technopole e il Centro nazionale di supercalcolo a Bologna.

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«Houston sarà l’occasione per uscire da questa fase embrionale di piccoli numeri e far decollare la nostra forza nel settore. In Emilia-Romagna non abbiamo la potenza di fuoco e i big specializzati in avionica, lanciatori e satelliti di Lombardia, Lazio, Campania o Piemonte, ma abbiamo un unicum che ci permette di presentarci come una delle aree più avanzate in Europa: l'integrazione e l'alleanza pubblico-privata tra aerospazio, manifattura e big data». È questo il tris d'assi che il sistema territoriale si sta giocando nel promettente business della space economy, spiega Ruben Sacerdoti, responsabile Attrattività e Internazionalizzazione della Regione Emilia-Romagna, perché in un futuro non così lontano sarà normale non solo consumare ma produrre in orbita – e quindi in assenza di gravità - cibo, macchinari farmaci. E sarà importante, di ritorno dai viaggi spaziali, che le fabbriche della via Emilia possano sfruttare brevetti e novità sviluppate a quote ultraterrestri. Uno scenario di scambi costanti spazio-terra dove il vero differenziale competitivo in termini di infrastrutture sarà la disponibilità di potentissimi computer in grado di raccogliere e processare dati in nanosecondi.

«Non a caso in contemporanea alla missione a Houston – prosegue Sacerdoti – i nostri colleghi della big data valley, tra cui Cinea e Infn, saranno con noi in Texas co-protagonisti di un altro evento a Dallas, per la fiera dei supercomputer che si terrà dal 13 al 18 novembre, dove sarà annunciato il completamento dell'installazione di Leonardo al tecnopolo di Bologna e ufficializzata la richiesta di entrare nelle top 500 mondiale dei supercomputer pre-exascale con la speranza e la convinzione di poterci posizionare tra i primi cinque, massimo otto, a livello globale».

Se il “Made in Emilia” può farsi aprire le porte dalla Nasa è perché ha alle spalle un lungo cammino di investimenti in percorsi universitari e centri di ricerca, culminati nel Ciri Aerospace, il Centro interdipartimentale dell'Alma Mater, cuore della nuova “space valley” di Forlì, oggi culla di sedi Enac ed Enav, dell'aeroporto Ridolfi, dell'Istituto tecnico aeronautico Baracca, del corso di laurea in Ingegneria aerospaziale, del laboratorio internazionale per lo studio della turbolenza Ciclope (nelle ex “Gallerie Caproni” di Predappio) e del Tecnopolo Aerospaziale nella Rocca delle Camminate.

La Regione ha fatto la propria parte entrando nel Cluster tecnologico nazionale aerospazio (Ctna) e siglando un accordo istituzionale con ministero della Difesa, Aeronautica Militare e Axiom Space, l'impresa del polo spaziale di Houston scelta per traghettare tecnologie e strumenti delle realtà emiliano-romagnole nella prossima missione orbitale (prevista nella primavera 2023), con il colonnello Walter Villadei a fare da caronte. L’obiettivo è arrivare a presidiare la prima stazione spaziale commerciale privata della storia che Axiom sta costruendo.

Dietro le quinte c'è sempre il Forum per l'aerospazio, dove istituzioni, enti di ricerca, atenei e imprese si scambiano informazioni e definiscono le strategie per sfruttare al meglio, anche nella nuova sfida competitiva per aggiudicarsi il “mercato spaziale”, quella logica coesa di filiera che ha permesso alle industrie emiliano-romagnole – dai motori al cibo, dal packaging al wellness – di aggiudicarsi in patria i primati di export e di notorietà dei marchi.

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