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Il MOG nel chiostro della Consolazione e il Genovese attorno al Genio Marino

Il quartiere di San Vincenzo sta affermandosi sempre più come quello delle sperimentazioni architettonico-gastronomiche più ardite e riuscite. Nel chiostro della Chiesa di Nostra Signora della Consolazione, uno dei luoghi di culto, sorto tra fine ‘600 e inizio ‘700, più amati e dove si trova un organo a canne davvero impressionante anche per la qualità del suono (il refettorio del convento è ricco di opere d'arte, così come nella biblioteca sono custoditi oltre diecimila volumi), il Mercato Orientale non contiene soltanto i banchi di spezie, frutta secca, canditi, frutta, formaggi, e tante altre delizie provenienti da tutta la Liguria, bensì ospita nella parte coperta anche MOG: si tratta di undici corner e laboratori di cucina in cui la commistione tra la cultura gastronomica genovese e quella del resto del mondo permette di compiere un viaggio assai succulento. Guardando la cupola e il campanile della Consolazione che fanno capolino dalle grosse vetrate, si mangiano le troffie al pesto, la pinza romana, i tamales, le empanadas peruviane e ancora il riso al latte di cocco e gli spiedini con scaglie di manioca alla keniota.
Pochi metri più avanti, ecco un'altra esperienza consigliata: intorno alla seicentesca fontana del Genio Marino in pizza Cristoforo Colombo, sin che la bella stagione regge, sono disposti in cerchio i tavoli de Il Genovese, un'istituzione cittadina in merito al pesto, le torte salate e soprattutto le acciughe ripiene.

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