braccio di ferro

Maturità, la scuola pone le condizioni: subito misure di sicurezza o esame online

Il Consiglio superiore della pubblica istruzione chiede modifiche su esame di Stato e scrutini finali: via lo scritto dal colloquio e la durata prefissata di un’ora, alla primarie meglio i giudizi dei voti

di Eugenio Bruno

Scuola, Azzolina: possibile bocciare, no a “6 politico”

Il Consiglio superiore della pubblica istruzione chiede modifiche su esame di Stato e scrutini finali: via lo scritto dal colloquio e la durata prefissata di un’ora, alla primarie meglio i giudizi dei voti


4' di lettura

Il mondo della scuola mette nero su bianco tutte le sue perplessità sulla scelta di fare svolgere in presenza l’esame di maturità. In testa a uno dei tre pareri messi a punto dal Consiglio superiore della pubblica istruzione (Cspi) su altrettante ordinanze della ministra Lucia Azzolina si trova appunto l’invito ad adottare urgentemente delle misure di sicurezza adeguate. Altrimenti - è la richiesta formale - è meglio svolgere l’esame di Stato a distanza. In una forma che va comunque semplificata: via lo scritto di partenza e la durata prefissata di un’ora.
In vista della riapertura di settembre i rappresentanti di docenti, dirigenti e studenti chiedono anche nuove norme per ridurre il numero di alunni per classe o rendere più piccole (e dunque più gestibili) le scuole. Per restare ai rilievi principali.

Occhi puntati sulla maturità
L’esame delle tre ordinanze ministeriali su esame di maturità, licenza media e valutazione finale da parte del Cspi è stato rapido. I pareri che stanno per essere inviati a viale Trastevere arrivano infatti nei sette giorni (week end inclusi) dalla ricezione dei testi ministeriali previsti dal decreto Scuola all’esame del Senato. Uno dei punti messi in evidenza subito riguarda la maturità in formato esclusivamente orale (che dovrebbe prendere il via - in presenza - da martedì 17 giugno alle ore 8.30). E consiste in una «forte preoccupazione» per l’emergenza sanitaria in cui versa il Paese. A cui segue la richiesta di emanazione urgente di un protocollo di sicurezza stringente e dettagliato a garanzia della salute di tutto il personale coinvolto nell’esame di Stato e degli alunni. In assenza di tale protocollo - sottolinea il Cspi - è altrettanto indispensabile prevedere con tempestività, visti i tempi ristretti, la realizzazione a distanza di tutte le operazioni di esame.

Via lo scritto del colloquio
Sempre sulla maturità 2020 il mondo della scuola chiede alla ministra Azzolina di rendere più snello il colloquio in cui consisterà l’intero esame. Eliminando lo scritto di partenza sulla materia di indirizzo che al momento va consegnato entro il 13 giugno sulla base di un argomento concordato con i prof entro il 1° del mese prossimo. Meglio limitarsi a indicare l’argomento - suggerisce il parere - e approfondirlo poi durante l’orale. Un invito che va a braccetto con quello di eliminare l’elenco dettagliato delle varie fasi in cui si svolgerà la prova e la durata prefissata di un’ora. A decidere sarà la commissione tutta interna (più il solo presidente esterno) nelle riunioni preliminari.

Le preoccupazioni in vista di settembre
Altrettanta attenzione viene dedicata dal Consiglio superiore della pubblica istruzione alla riapertura di settembre. In testa al parere sulla valutazione è stata inserita la richiesta di «strumenti altrettanto straordinari» per avviare l’anno scolastico 2020/21. Da leggersi come provvedimenti normativi volti a ridurre il numero minimo di alunni di una istituzione scolastica dimensionata e il numero minimo di alunni per classe. Una misura che andrebbe realizzata - è il suggerimento contenuto nel documento - con l’aumento degli organici di tutto il personale della scuola, dirigente, docente, Ata così da garantire l’avvio dell’anno scolastico in sicurezza per alunni e personale. Anche in vista dell’attività di recupero degli alunni che saranno promossi con una o più insufficienze e che - nelle intenzione della ministra Azzolina - dovranno tornare in classe a settembre prima degli altri per recuperare le lacune accumulate quest’anno.

Addio voti in decimi alle elementari
Nel parere sull’ordinanza che disciplina la valutazione arriva anche un’indicazione sui voti da utilizzare alla primaria. Visto lo svolgimento sui generis degli ultimi tre mesi di scuola è meglio optare per i giudizi anziché per i classici voti in decimi.

Le richieste dei dirigenti scolastici
Licia Cianfriglia, presente al tavolo come consigliere eletto dei dirigenti, riassume al Sole 24 Ore le posizioni della categoria: «Noi di Anp siamo intervenuti con determinazione nel dibattito perché fossero messi al centro messaggi fondamentali, prima di tutto quello della sicurezza, un protocollo nazionale preciso e prescrittivo è urgente. In mancanza delle condizioni - aggiunge - non si può pensare di far assumere ai dirigenti responsabilità che a loro non competono».
Sui tempi stretti che abbiamo davanti Cianfriglia sottolinea che «le scuole devono poter organizzare in modo autonomo e ragionevole le operazioni di esame, eventualmente anche a distanza». E che, guardando all’anno prossimo, «è tempo di ripensare l'impianto del sistema, ridimensionando le scuole e diminuendo il numero di alunni per classe, assumendo altro personale dirigente e docente formato per un nuovo modo di fare scuola».

L’ultima parola alla ministra Azzolina
Tocca ora alla responsabile dell’Istruzione decidere se e cosa recepire nei testi definitivi delle ordinanze che sono attesi nelle prossime ore. Per una delle modifiche suggerite all’ordinanza sull’esame di terza media - e cioè lo svolgimento della discussione online dopo il termine delle attività didattiche così da decongestionare il calendario delle prossime settimane - la strada sembra in discesa. Durante l’informativa di mercoledì 12 maggio alla Camera la ministra Azzolina ha già assicurato che modificherà il testo in tal senso.
Quanto al protocollo di sicurezza, fanno sapere da viale Trastevere, il testo «è praticamente pronto e sarà reso noto a breve». Il lavoro sulle linee guida che andranno seguite nelle classi - sottolineano - «va avanti da giorni insieme al Comitato tecnico-scientifico del ministero della Salute e consentirà di svolgere gli esami in sicurezza. Si tratta di regole chiare, attuabili, che tuteleranno studenti e docenti».

Per approfondire:
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