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Il monito Bankitalia: «Il Bnpl incentiva acquisti e sovraindebitamento»

Non mancano dubbi sul modello di business. Le banche centrali, per tenere a bada l’inflazione, hanno applicato una stretta sui tassi molto importante

di Biagio Simonetta

(Jarretera - stock.adobe.com)

2' di lettura

C’è uno scontro di visioni, attorno al mondo del “Buy Now Pay Later”. Già, perché al cospetto dell’euforia che trasuda il mondo della finanza più tecnologica, c’è tutta la prudenza (che suona quasi da monito) delle banche centrali. L’ultima ad esprimersi, in ordine di tempo, è stata proprio Bankitalia, che ha parlato di un sistema che potrebbe «incentivare acquisti non del tutto consapevoli e, quindi, potenzialmente non sostenibili da parte dei consumatori, esponendoli a un rischio di sovraindebitamento». Da Via Nazionale hanno richiamato l’attenzione dei consumatori «sui possibili rischi e sulle tutele riconosciute ai clienti dalla disciplina di trasparenza bancaria in questa forma di credito ancora prive di disciplina specifica».

Del resto, questo sistema di acquisto, si sta «diffondendo anche nel nostro Paese, ma non è oggetto di una specifica regolamentazione; pertanto, la disciplina applicabile e le relative tutele dipendono dal modo in cui è configurata», hanno detto da Bankitalia. Un allarme abbastanza netto, insomma, quello lanciato dalla nostra banca centrale, che segue un po’ quello arrivato dalla Gran Bretagna, dove è emersa l’intenzione di regolare il settore attraverso l’approvazione dei player da parte della Financial Conduct Authority (FCA).

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Allerta Bankitalia: "Rischi con 'buy now and pay later'"

Circa un mese fa, proprio sul sito di Bankitalia, è stato pubblicato un white paper sul mondo del BNPL, a firma di Lorenzo Gobbi. Un documento che svela prospettive di crescita e rischi di questo strumento. Ad esempio emerge come – in ragione della capacità di questa modalità di credito di incrementare il giro d’affari dei negozi convenzionati – le piattaforme di BNPL impongano agli esercenti il pagamento di commissioni più elevate rispetto alle società che gestiscono carte di credito tradizionali. Fra le criticità c’è anche la mancanza di una storia creditizia da parte degli utilizzatori. Come spiegato nel documento, infatti, da una analisi CRIF è emerso come la percentuale di clienti BNPL senza alcuna storia creditizia pregressa sia nettamente superiore alla media di mercato, attestandosi su valori vicini al 13% (quasi il doppio del cluster di confronto).

Bankitalia accende una spia rossa anche sul contesto. Nello studio di Gobbi, infatti, viene evidenziato come Il modello di business del BNPL sia nato, e soprattutto si sia sviluppato, in un quadro economico caratterizzato da stabilità dei prezzi e da tassi di interesse che si sono mantenuti estremamente bassi per un lungo periodo di tempo, permettendo agli operatori del settore di prestare denaro a tasso zero ricavando profitto dalle commissioni caricate sugli esercenti. Il quadro macroeconomico è però cambiato velocemente, quest’anno. Le banche centrali, per tenere a bada l’inflazione hanno applicato una stretta sui tassi molto importante. E questo pone grandi dubbi sul business attuale e futuro delle aziende che offrono il “compra ora, paga dopo”.

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