ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI dati delle ultime due settimane

Il muro dei vaccini: i contagi raddoppiano ogni 7 giorni, ma gli ospedali non soffrono

Per il sottosegretario alla Salute Sileri il prossimo sarà un «Natale libero». Ricciardi esclude nuovi lockdown

di Marzio Bartoloni

I dati dei vaccinati al 15 novembre 2021

3' di lettura

L’Italia sembra imboccare la stessa strada dell’Inghilterra dove sono esplosi i contagi ma le ospedalizzazioni anche se in crescita restano gestibili crescendo in proporzione molto di meno. I numeri delle ultime due settimane sembrano confermarlo: contagi su di quasi tre volte in 14 giorni, ma ricoveri e terapie intensive salite del 20% sempre in due settimane. Eccolo l’effetto principale del muro dei vaccini che evitano soprattutto le ospedalizzazioni, ma meno i contagi visto che dopo 6 mesi dal vaccino la protezione dall’infezione scende al 50 per cento mentre resta all’80% contro le forme gravi.

I dati a confronto delle ultime due settimane

L’ultimo bollettino, quello del 14 novembre, registra 7.569 nuovi casi con un tasso di positività all’1,7% con oltre 440mila tamponi e 3647 pazienti ricoverati nei reparti ordinari e 458 nelle terapie intensive. Una settimana prima, l’8 novembre, i contagi erano 4197 con 3362 pazienti negli altri reparti e 415 nelle rianimazioni: quindi contagi quasi raddoppiati in sette giorni ma ospedalizzazioni in crescita meno del 10 per cento. Due settimane fa, il 2 novembre, i contagi erano 2834 con 2992 ricoverati nei reparti di medicina e 385 nelle terapie intensive: in pratica quasi la metà dei casi e meno del 10% di ricoveri. Questo il trend finora dell’epidemia che in questa quarta ondata sembra confermare il muro alzato dai vaccini contro la malattia grave con le ospedalizzazioni che procedono senza crescite esponenziali come si era assistito nelle precedenti ondate quando ancora non c’era la difesa del vaccino.

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Sileri (Sottosegretario alla Salute): sarà un Natale libero

«Che Natale sarà? Sarà un Natale libero»: ne è convinto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri che a Domenica in ha sottolineato come sia stata «quasi raggiunta una protezione di comunità» grazie all'alto tasso di vaccinazione. Per Sileri è probabile che nel tempo debba fare la terza dose del vaccino anti Covid-19 anche chi ha meno di 40 anni: «La terza dose del vaccino è obbligatoria per il personale sanitario, ma il consiglio è farlo tutti». Infine per il sottosegretario alla Salute il vaccino per i bambini «è un'arma in più». Il vaccino per i bambini da 5 a 11 anni è attualmente all'esame dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema) e il suo obiettivo è «tutelare i bambini», ha detto ancora il sottosegretario, riferendosi alle malattie associate all'infezione e che possono protrarsi a lungo, nella condizione chiamata long Covid.

Solo Friuli e Bolzano rischiano di retrocedere in zona gialla

Per ora a rischiare delle restrizioni nelle prossime settimane sono soltanto Bolzano e il Friuli: i due territori sono quelli più vicini a retrocedere dalla zona bianca a quella gialla dove si deve rialzare la mascherina anche all’aperto e le capienze di cinema, teatri e stadi scendono al 50 per cento. Per finire in giallo i tassi di occupazione dei pazienti nelle terapie intensive deve essere al 10% e quello negli altri reparti al 15%: il Friuli ha un tasso dell’11% sia nei primi reparti che nei secondi, mentre Bolzano ha l’8% di terapie intensive occupate e il 13% negli altri reparti. In ogni caso anche il consulente del ministero della Salute Walter Ricciardi ha assicurato che in Italia non ci sarà il lockdown, neppure parziale, ma comunque il Paese va protetto dalla quarta ondata con sanzioni più rapide ai sanitari No vax e misure più dure sul green pass che scadrebbe se si rifiuta la terza dose.

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