Parigi

Il Musèe d’Orsay restituisce un raro Klimt

Il governo francese riconsegna ai discendenti di Eleonore Stiasny la tela “Rosiers sous les arbres” sino a ieri esposto al Musée D’Orsay

di Gabriele Biglia

4' di lettura

Il governo francese ha annunciato che restituirà un prezioso e inestimabile dipinto di Gustav Klimt (1862 - 1918), sino ad oggi esposto al Musée d'Orsay, ai discendenti di Eleonore “Nora” Stiasny, erede di una delle più importanti famiglie ebrea austriache, costretta a vendere l'opera sotto coercizione nel 1938, durante l'Anschluss.
Lo ha annunciato la ministra francese della cultura Roselyne Bachelot-Narquin. Una restituzione che non ha precedenti per la Francia. La tela del 1905, intitolata “Rosiers sous les arbres”, è stata per decenni alle pareti del Musée d'Orsay. Si tratta dell'unico dipinto di Klimt delle collezioni nazionali di francesi: “La decisione di restituire un'opera importante delle collezioni pubbliche mostra il nostro impegno verso la giustizia e la riparazione nei confronti delle famiglie depredate” ha dichiarato la ministra, Roselyne Bachelot-Narquin. Per molto tempo, non si era saputo che il quadro fosse stato sottratto dai nazisti. La vicenda storica della provenienze è venuta alla luce solo di recente quando, la vera origine del dipinto è stata ricostruita.

Gli eredi prenderanno così possesso dell'opera circa 80 anni dopo che è stata venduta sotto coercizione, ad un prezzo irrisorio (circa 400 marchi, rispetto al valore di mercato dell'epoca di 5.000), dalla legittima proprietaria viennese che nell'agosto del 1938, fu costretta a cedere i suoi beni. Il quadro, seppur rimosso dal website del museo parigino, è attualmente inalienabile, perché parte delle collezioni statali francesi. Occorrerà un lungo procedimento legale per svincolarlo definitivamente: “Il governo francese presenterà un disegno di legge destinato ad autorizzare il rilascio di quest'opera dalle collezioni” ha affermato la ministra. Questa è la prima volta che un'opera d'arte della collezione nazionale viene restituita a legittimi eredi. Laurence de Cars, presidente del Museo d'Orsay e del Museo dell'Orangerie, ha dichiarato che: “Rimuovere un dipinto così importante dalle collezioni nazionali è una decisione dura, che onora il nostro impegno collettivo per la memoria delle vittime della barbarie nazista”. Lo stato francese acquistò l'opera alla Peter Nathan Gallery di Zurigo nel 1980, ignorando l'oscuro passato della tela.

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La storia opaca del dipinto

Il dipinto “Rosier sous les arbres” venne eseguito dal raffinato e ricercatissimo maestro della Secessione viennese Gustav Klimt tra il 1905 e il 1906. Fu cmprato dal magnate del ferro e dell'acciaio Viktor Zuckerkandl e da sua moglie Paula, che lo lasciarono in eredità alla nipote, Eleonore “Nora” Stiasny. La collezione d'arte formata da Viktor Zuckerkandl sappiamo essere stata favolosa. Nora fu costretta a vendere il quadro per pochi marchi, nell'agosto 1938, a Philipp Häusler, amico infanzia, entrato a far parte del Partito nazista. Quattro anni dopo Nora Stiasny venne deportata in Polonia nel 1942 con sua madre, suo marito e suo figlio, dove morì quello stesso anno. Il dipinto passò in eredità alla compagna di Häusler, Herta Blümel. L'identità della Blümel è stata scoperta solo di recente, nel 2016, grazie alle approfondite ricerche svolte da Monika Mayer del Museo del Belvedere di Vienna e Ruth Player, legale degli eredi. Lo Stato francese acquistò il dipinto nel 1980 per il futuro Musée d'Orsay, aperto al pubblico nel 1986, tramite la Galerie Peter Nathan di Zurigo.

Una restituzione senza precedenti

Si tratta di una restituzione dal valore elevato. Nel marzo del 2017 una composizione accostabile a quella posseduta sino ad oggi dal Musée d'Orsay «Blumengarten» è stata aggiudicata in asta per 47,9 milioni di sterline. La maggior parte dei rari quadri lasciati da Klimt è conservata in istituzioni museali, come il Belvedere di Vienna e la Neue Gallery di New York. Pertanto sono pochi quelli ancora in mano privata. “Rosiers sous les arbres”, il dipinto oggetto della restituzione, che ritrae alberi fioriti con piccoli tocchi, fa parte della creazione paesaggistica del pittore viennese realizzata tra il 1900 e il 1916, che conta in tutto una cinquantina di tele, circa 1/4 della sua intera produzione. La “messa a fuoco” ravvicinata inquadra un frammento di giardino come se fosse un prezioso tappeto fiorito che investe, con la sua caleidoscopica gamma di colori, la retina dell'osservatore. La tela esclude la presenza umana e ricorda, per l'utilizzo del formato quadrato del telaio (110 x 110 cm) la scelta adottata da Claude Monet per l'esecuzione delle sue celebri «Nifee». Il pittore, munito di una piccola cornice tascabile e di un piccolo binocolo da teatro, inquadrava sezioni, frammenti di paesaggio che poi riproduceva con una mirabile tessitura cromatica sulla tela. Si tratta di opere che hanno raggiunto quotazioni di mercato elevatissime. Nel 2010 un altro meraviglioso lavoro di questa serie «Church in Cassone - landscape with cypresses», realizzato con questa particolare tecnica di inquadratura, appartenuto sempre al magnate austriaco Viktor Zuckerkandl e a sua moglie Paula, oggetto anch'esso della razzia perpetrata dai nazisti nel 1938, venne aggiudicato da Sotheby's per quasi 27 milioni di sterline. Il record di aggiudicazione per una tela di Klimt risale al 2006. Venne segnato dal «Ritratto di Adele Bloch- Bauer I ( Bildnis Adele Bloch-Bauer I)», ragazza delle ricca borghesia viennese dalla salute cagionevole, morta di meningite nel 1925, che diventò, a partire dal 1900, una delle modelle-amanti del pittore: il ritratto venne acquistato per 135 milioni di dollari da Ron Lauder, re dell'industria cosmetica e co-fondatore della Neue Galerie di New York, ottenendo, appunto, il miglior risultato per un lavoro dell'artista viennese. Anche questo capolavoro venne trafugato dalle SS nel 1938, durante l'Anschluss, quando l'Austria, come di lì a poco sarebbe accaduto con la Francia, cessò ufficialmente di esistere e fu annessa alla Germania nazista. Apparteneva a Maria Altman, erede della dinastia Bloch-Bauer, la tela insieme ad altre quattro opere del maestro, venne restituite dal governo austriaco all'erede, dopo un lunga battaglia legale. Tra queste, anche il secondo ritratto «Adele Bloch- Bauer II» (1912), acquistato nel 2006 per 87,9 milioni di dollari da Ophra Winfrey, facoltosa attrice e conduttrice televisiva americana, che rivendette la tela nel 2017 per 150 milioni di dollari, ricavando così in 10 anni una plusvalenza di 60 milioni di euro.

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